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Scontro accusa-difesa, Ferrandino e D’Abundo “appesi” al Riesame

ISCHIA – Quasi due ore di confronto, di accesa discussione dinanzi ai giudici del Riesame. Accusa da una parte, difesa dall’altra, un braccio di ferro il cui esito sarà reso noto al più tardi della mattinata di domani (ma non è escluso anche nel tardo pomeriggio). Il collegio della X Sezione era composto dal presidente La Posta e dai giudici a latere Fallace e Sessa. In aula era presente anche Vanni Ferrandino, che ha inteso rilasciare dichiarazioni spontanee a propria discolpa, mentre invece Antonello D’Abundo è rimasto sull’isola, dove è tuttora detenuto agli arresti domiciliari. L’accusa era rappresentata dal pm Luigi Alberto Cannavale che ha insistito per la conferma del provvedimento. Dall’altra parte della barricata gli avvocati Bruno Molinaro e Mario Tuccillo in rappresentanza del Ferrandino e Stefano Pettorino per il D’Abundo. I difensori del sottufficiale della Guardia Costiera hanno insistito per l’annullamento ed in subordine per la dichiarazione di inefficacia della misura non avendo secondo Molinaro e Tuccillo il pm – nei termini – trasmesso tutto il materiale informatico acquisito durante la perquisizione eseguita la notte dell’arresto presso l’abitazione del Ferrandino. Stefano Pettorino, dal canto suo, ha invece ribadito ancora una volta che da una attenta visione degli atti non è assolutamente ipotizzabile alcuna concussione a carico di Antonello D’Abundo sbilanciandosi però oltre e sostenendo come l’evoluzione dei fatti avrebbe al limite consentito allo stesso Castiglione, fino a quel momento oggetto di numerosi controlli alle sue strutture ricettive, di poter trarre delle “utilità” dalla denuncia messa in atto.

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