CULTURA & SOCIETA'

Sì alle Sante Messe, ma i fedeli a un metro di distanza tra loro

Ieri le misure anti virus diffuse dalla Diocesi di Ischia: fa discutere l’arrivo dei provvedimenti all’indomani della festa del Santo Patrono: annullata solo la processione e non le affollate celebrazioni

Sì alle celebrazioni eucaristiche purché i fedeli stiano a un metro di distanza gli uni dagli altri, sì alle altre attività catechistiche e di formazione e tutti gli incontri ecclesiali purché si rispettino le medesime indicazioni richieste per le celebrazioni liturgiche, ad eccezione del catechismo dei fanciulli, le attività oratoriali e quelle iniziative che potrebbero non garantire l’osservanza delle indicazioni sanitarie.

Sono queste le note aggiunte dalla Diocesi di Ischia in un comunicato stampa diramato nella giornata di ieri a seguito dell’emergenza sanitaria legata all’epidemia del Covid-19. Indicazioni che vanno ad aggiungersi a quelle già diffuse giorni fa: togliere l’acquasanta dalle acquasantiere, bandire il segno della pace e distribuire l’Eucarestia direttamente sulle mani e non più in bocca. «Si consiglia – si legge ancora – di rinviare la benedizione annuale delle famiglie, eventualmente a dopo Pasqua, se le circostanze lo permetteranno. Si raccomanda di invitare le famiglie a vivere momenti di preghiera domestica come il Santo Rosario, la Via Crucis o altre forme di pietà; le chiese, per quanto è possibile, siano aperte durante il giorno al fine di favorire la preghiera personale dei fedeli.

In particolare si promuova l’Adorazione eucaristica evitando celebrazioni assembleari garantendo durante la giornata un’attenta turnazione di fedeli. Si invitano le caritas parrocchiali e tutti i gruppi di volontariato presenti nelle parrocchie a non interrompere le attività dei servizi caritativi, coordinandosi con la Caritas diocesana, che è a completa disposizione per fornire tutte le necessarie indicazioni del caso. I ministri della S. Comunione che vorranno continuare a distribuire l’Eucarestia agli ammalati, al fine di evitare la possibilità che siano loro stessi ragione di contagio, si attengano in maniera ancora più attenta e scrupolosa alle indicazioni di igiene e di distanza in modo da limitare le occasioni di interazione con i medesimi soggetti deboli; i presbiteri continueranno ad assicurare la loro presenza tempestiva per il Viatico e la S. Unzione.

Le celebrazioni delle esequie, per evitare ogni forma di sovraffollamento, avvengano sempre rispettando le medesime indicazioni richieste per le altre celebrazioni liturgiche, si invitano gli ammalati, gli anziani e tutte le persone debilitate fisicamente ad astenersi alla partecipazione alle Sante Messe, sia feriali che festive, in ottemperanza a quanto stabilito dal predetto Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che all’art. 2, lettera b dispone: “è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità, ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Ad essi chiediamo di unirsi in spirito di preghiera attraverso la Comunione Spirituale, al Sacrificio di Cristo, facendo offerta della loro situazione di disagio e di privazione”.

Insomma, nessuna chiusura da parte della Chiesa che rimanda alla responsabilità di ciascuno. Eppure ciò che è strano è che queste indicazioni che già erano nell’aria, data la pubblicazione del decreto e la chiusura delle chiese foriane, arrivino solo all’indomani dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono che hanno visto il regolare svolgimento di tutte le Sante messe, ma non della processione per il rientro del Corpo del Santo al Convento di Sant’Antonio. «La Polizia –ha detto Don Carlo dall’altare alla fine dell’ultima messa – ci ha proibito la fiaccolata per motivi di ordine pubblico. Pertanto il Santo farà rientro in Chiesa in forma privata». E così è stato. Su di un furgoncino della Cicli Scotto San Giovan Giuseppe della Croce è rientrato al Convento dei Frati Minori accompagnato da meno di dieci fedeli, altrettanti lo attendevano in Chiesa. «Noi come chiesa ci siamo messi nelle mani delle autorità competenti, principalmente in quelle del Commissariato, per cui le messe si terranno. Se sarà pubblicato il decreto solo la processione sarà sospesa. Il tutto rispettando le norme: chi ha problemi di salute e ha superato i 75 anni di età è opportuno che non partecipi. Chi ha raffreddore eviti di partecipare ad assemblee così numerose», questo il corpo del messaggio inviato alla vigilia della festa del Santo da Don Carlo, tacciato da molti di essere stato davvero troppo imprudente.

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