CULTURA & SOCIETA'

Siciliano si congeda, il commovente saluti dei suoi studenti

I ragazzi del Mattei hanno condiviso un saluto toccante al dirigente scolastico ringraziandolo per quanto fatto per la comunità didattica

Certi amori non finiscono, recitava una canzone di Antonello Venditti. E il saluto social che non a caso gli studenti della scuola Mattei di Casamicciola hanno voluto tributare al loro dirigente Antonio Siclliano, che ha terminato la sua avventura al timore della scuola per godersi la meritata pensione, è davvero commovente e manifesta la stima e l’affetto incondizionato che i ragazzi nutrivano nei confronti del loro “faro”. Il messaggio è di quelli davvero, lo ripetiamo, significativo e inizia così: “Noi alunni dell’istituto tecnico Enrico Mattei, fieri ed onorati di averti avuto come nostro dirigente nonché come nostro mentore, avremmo voluto festeggiare alla grande il culmine della tua carriera. Purtroppo il difficile momento non ce lo consente, ed è per questo che siamo qui, ahinoi, a scriverti una lettera di arrivederci”.

Gli studenti poi proseguono: “Come avrai notato, ti stiamo dando del ‘tu’, non per mancanza di rispetto, ma in quanto, ormai a tutti gli effetti, sei membro della nostra grande famiglia. Quest’anno non ci lascia un dirigente o un professore qualunque, bensì un papà. Il papà di una grande comunità, quella del Mattei. I tuoi rappresentanti , i tuoi ragazzi, i tuoi docenti e tutta la tua squadra si ricorderanno per sempre di te come l’uomo che ha reso il Mattei un istituto all’avanguardia e fiore all’occhiello dell’isola d’Ischia! Ti ringraziamo per questi magnifici sei anni di lavoro, per la dedizione, per la pazienza, per la disponibilità e per il bene che hai voluto a tutti noi… Ma soprattutto grazie per aver creduto nelle capacità dei tuoi alunni! Questo non vuole essere un addio ma l’augurio per l’inizio di una nuova ed altrettanto gratificante vita. Ti vogliamo tanto bene!”. Immaginiamo la gioia e l’emozione da parte di Siciliano nel leggere queste parole: probabilmente non esiste un riconoscimento migliore per un uomo di scuola che tanto ha amato il suo lavoro. E, soprattutto, tanto ha saputo farsi amare. 

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