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CRONACA

Solo a chiacchiere la scuola è prioritaria nella politica governativa

La Segreteria Regionale della UIL Scuola e il Segretario nazionale della UGL Scuola che accendono nuovamente i fari sulla situazione che si vive nell’ambito scolastico, non solo campano

Dure prese di posizione da parte della Segreteria Regionale della UIL Scuola e del Segretario nazionale della UGL Scuola che accendono nuovamente i fari sulla situazione che si vive nell’ambito scolastico, non solo campano.

“La scuola italiana deve essere l’ultima a chiudere. Questa l’affermazione del Ministro Bianchi nella diretta del 12 gennaio u.s. Ricordando che la Uil Scuola è stata sempre favorevole alla “didattica in presenza in sicurezza”, oggi, con l’andamento a crescita esponenziale dei contagi, non ha cambiato opinione, ma registra che la politica del Ministro è povera di risultati, ignora le situazioni locali, decidendo di non decidere.

Solo a chiacchiere la scuola è prioritaria nella politica governativa!

Il personale della scuola TUTTO, al di la dei diktat del Ministro, e senza attendere le sue esortazioni da Generale sul campo di battaglia, si è comunque impegnato, pur nell’incertezza di una politica che non dà presidi di sicurezza e li lascia nel quotidiano dubbio amletico di decisioni: “chissà se oggi ho scelto bene?!”.

E questo dubbio domina le coscienze e stressa l’emotività soprattutto dei dirigenti scolastici, ossessionati, oggi ancor di più, dal conteggio dei contagi in crescita sia nel personale che degli alunni, dalle mascherine, dal gel, dalle distanze, dagli intervalli in aula, dalle finestre aperte (bene con il caldo, ma oggi in pieno inverno…), dalla mancanza dei docenti e del personale ATA.

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“La scuola alla fine forse è quella buona, quella che deve resistere, ma capisce il ministro quanto è difficile starci?”. Personale scolastico ed alunni si sentono mancare il terreno sotto i piedi.

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Attendiamo che finalmente il Ministro abbia la forza politica di pretendere che la scuola sia un’effettiva priorità del Paese, realizzando tutto ciò che aveva promesso di fare e non ha fatto.

A sconfessarlo che la percentuale degli alunni e del personale contagiati è “minima” ci sono tutti i provvedimenti restrittivi che, in queste ore, vengono adottati da Governatori e Sindaci, non solo della Campania”.

“Siamo sconcertati di fronte all’approssimazione mostrata. Preoccupano infatti, e non poco, le dichiarazioni rese da chi è alla guida del Paese quando afferma che “i provvedimenti per le scuole sono stati presi all’unanimità, trovando una consonanza totale da parte di tutte le forze di Governo”. Se così realmente fosse, sarebbe l’ennesima, drammatica conferma di trovarci di fronte a personaggi lontano anni luce dal Paese reale”.

Il Segretario Nazionale Cuzzupi, nella sua duplice veste di responsabile di un’Organizzazione Sindacale e di docente, non nasconde le enormi difficoltà in cui si dibatte il personale scolastico e di conseguenza i ragazzi nell’affrontare a mani praticamente nude gli effetti della pandemia.

“Vogliamo parlare di mascherine? Affrontiamo il tema delle finestre aperte per areare i locali nonostante il freddo? Magari ci raccontiamo come in questi venti e passa mesi di covid non vi è stata alcuna precisa e decisa azione di edilizia scolastica o di ricerca di nuovi siti? Preferiamo forse scivolare nel tragicomico con le migliaia di cattedre ancora vacanti nonostante i proclami e le strombazzature di assunzioni? La verità – continua Ornella Cuzzupi – è una sola: la scuola oggi è vittima, drammaticamente vittima, di un sistema pseudo-politico che si vede costretto a dare ad ogni costo un senso di solidità e certezza nonostante i fatti e la vita quotidiana lo smentisca. Noi, che invece abbiamo il polso della situazione, non temiamo di denunciare le cose come stanno. La scuola, il personale tutto, le famiglie, il Paese non meritano questo stato di cose, non meritano lo stillicidio confusionario e pericoloso d’indicazioni che arriva al punto d’indicare come contromisura al contagio una non meglio identificata “autosorveglianza”. Occorrerebbe invece realizzare quelle soluzioni, da noi più volte indicate, che renderebbero la DAD non più necessaria. Oggi, come Responsabile Sindacale vicino ad ogni docente e ad ogni mamma mi chiedo è così? L’UGL Scuola la sua parte la sta facendo e non mollerà di un solo centimetro nonostante tutto. È in gioco il futuro della scuola, dei nostri ragazzi e del Paese”.

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