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Sotto Tiro di Mizar, La Gariglianata

Questo termine, per il tipo di vento e mare che sabato, in tarda mattinata’ abbiamo avuto ad Ischia,era usato dai vecchi pescatori. La virulenza osservata sabato non la vedevo da almeno 65 anni. Quando frequentavamo il Nautico a Procida con un tempo simile era impossibile entrare nel Porto di Ischia per cui i piccoli ma inaffondabili navigli che ci trasportavano ci facevano sbarcare “dietro al castello” o alla Coricella di Procida.

Ad Ischia era Carminiello con la sua barchetta che ci aspettava alle 5 di sera. La teoria dei pescatori era che il forte vento da Nord insinuandosi sul percorso del fiume Garignano aumentasse di velocità fino a produrre una mareggiata estremamente forte. Ricordo con piacere la maestria dei capitani della Libera, della Vittoria, dell’Ondina, del San Michele, del Trento. Ci portavano sempre a scuola salvo rare volte.

Le navi della Span in quegli anni erano più grandi e azzardavano poco. Alcune di queste barche partendo dalla Immacolatella Vecchia fermavano anche ad Ischia Ponte. Trasportavano di tutto negli anni 40/50. Vino, derrate alimentari, buoi e maiali,qualche auto. Quando l’Ondina non poteva attraccare ad Ischia Ponte per la tramontana o la risacca di scirocco tutti le decine e decine di persone che con carretti a mano, o trainate da muli, aspettavano di ritirare quello che i corrieri avevano imbarcato sulla nave in una grande processione si avviavano velocemente verso il Porto per arrivare prima della nave.

Era una corsa che metteva armonia e gioia. Che belli i ricordi dell’infanzia! E che bella era l’atmosfera! Notavi in tutti che lo spirito di accettazione dei sacrifici era naturale. Di questi tempi si pensa che i traghetti viaggino su binari. Ogni piccolo ritardo è contestato. Quando vedo un cattivo tempo di mare spero sempre che in qualche isolano riemerga lo spirito del marinai.

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