CRONACAPRIMO PIANO

Spiaggia di Varulo, coniglio ucciso a sassate: la scommessa dei bagnanti di Ferragosto

Anche gli animali nel mirino dell’inciviltà di chi inganna il tempo con un brutale tiro al bersaglio

“Vergogna!”. Quante volte questa esclamazione è stata ripetuta, o viene ancora urlata da chi non accetta violenza e crudeltà gratuite contro gli animali e continua ad indignarsi di fronte alla bestialità gratuita dell’uomo. Uno sdegno che non proviene solo dai volontari di associazioni che operano in prima linea e che non possono voltare lo sguardo dall’altra parte ogni volta che un animale viene preso di mira, maltrattato e atrocemente ucciso, ma anche da quel segmento sano della comunità che non può restare indifferente di fronte a gesti mai giustificabili, né comprensibili.

Nel mese delle baby gang in libera uscita alle due di notte, degli accoltellamenti nei salotti buoni dell’isola, delle imbarcazioni che sfiorano i bagnanti e dei piromani che danno fuoco alla natura al primo soffio di vento, anche gli animali non vengono risparmiati.

Nel mese delle baby gang in libera uscita alle due di notte, degli accoltellamenti nei salotti buoni dell’isola, delle imbarcazioni che sfiorano i bagnanti e dei piromani che danno fuoco alla natura al primo soffio di vento, anche gli animali non vengono risparmiati. A Ferragosto, sulla spiaggia di Varulo a Lacco Ameno (una delle insenature dove è maggiormente possibile vivere un contatto diretto con la natura), un gruppo di una dozzina e più di adulti hanno preso a sassate un coniglio che, da qualche settimana, viveva nella bassa vegetazione dell’arenile. Gli hanno spezzato la schiena a colpi di pietre, portandolo alla morte. Un crudelissimo tiro al bersaglio con cui una ‘chiorma’ di ‘villeggianti’ scesi a riva dalle loro barche ha voluto ingannare il tempo. Una scommessa, pare. La sassaiola è stata interrotta dall’intervento dei presenti (pochi, dato che la spiaggia è raggiungibile solo via mare e a nuoto), che però si sono accorti troppo tardi di quello che stava accadendo e non sono riusciti a salvare la vita del piccolo animale.

La prima denuncia è arrivata via Facebook. «Vi ricordate il video di questo coniglio?», scrive Annalisa Di Bonito sul suo profilo social. «Lui è Roger, è stato portato insieme ad altre 2 femmine sulla spiaggia di Varulo da un contadino. Lo so che può sembrare assurdo, dato che il coniglio all’ischitana è il nostro piatto tipico e la fine di Roger si sa quale sarebbe stata, ma per cause comportamentali a questi conigli è stata data una possibilità. La possibilità di vivere in libertà, di non finire insieme a spezie e pomodorini in una pentola in terracotta. Tutti i giorni io ed altre persone frequentatrici della baia portavamo ai conigli scorze di anguria, sedano e pesche per nutrirli e i bambini si divertivano tantissimo a scorgerli tra le rocce. Vi ricordate invece il video di quei signori che giocavano a pallone e intonavano cori da stadio? Beh quei signori evidentemente oggi si annoiavano un po’ e quindi hanno iniziato a fare scommesse su chi riuscisse per primo a colpire in pieno il coniglio con un masso, hanno ucciso Roger a colpi di sassate! Hanno deciso che oggi Roger doveva essere il loro bersaglio, il tutto in presenza di bambini!  Ma tranquilli, per loro questo è stato solo un piccolo passatempo, non ci pensano due volte ad impugnare un coltello e a dividere in 2 la milza di un ragazzo figuriamoci a lapidare un coniglio! Il bello è che noi permettiamo a questi trogloditi di potersi fare il bagnetto nelle nostre acque, di poter mangiare un gelatino al bar della piazza, di fare due passetti di danza nei locali, di GODERE di tutto ciò che di bello offre la nostra isola.»

L’indignazione generale dei presenti (la gran parte dei quali si trovava in barca, a una certa distanza dalla “lapidazione”) ha spinto il branco di tiratori a ritornare in fretta sui propri yacht e allontanarsi dalla baia. Chissà se veramente consapevoli della gravità di certi comportamenti. Poco prima, infatti, di fronte alle urla dei bagnanti che li accusavano di un gesto così brutale, sono scattate le solite giustificazioni di rito: “E’ stata una bravata”. “E’ solo un coniglio”.
Quello che inorridisce non è tanto l’individuo senza scrupoli che commette un reato (perchè di quello si tratta), quanto il facile ripetersi di questi gesti, la difficoltà di sperare in azioni concrete mirate a mettere uno stop alla violenza contro gli animali. Quello che ci si dovrebbe chiedere è se sia giusto assistere inermi a questi orrori e continuare a subirli. Già qualche anno fa, sulla medesima spiaggia, viveva una piccola comunità di conigli selvatici. Anche a debita distanza, era appassionante (ed educativo per i più piccoli) osservarli mentre si arrampicavano tra le rocce, o spuntavano dai bassi cespugli per avvicinarsi alla riva quando, già nelle prime ore del pomeriggio, calava l’ombra. A settembre, quella comunità di piccoli animali non esisteva più. Ancora una volta presa di mira dalla stupidità dell’uomo.

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Al momento non risultano denunce presso le Forze dell’ordine, ma questa è la strada maestra da perseguire al più presto. Chi ha avuto la prontezza di scattare qualche immagine che possa far risalire ai responsabili o alle loro imbarcazioni, ha il dovere morale di consegnarle alle autorità. L’uccisione di animali è un reato previsto e disciplinato dall’art. 544-bis codice penale, il quale punisce con la reclusione da quattro mesi a due anni “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”. Questo tipo di illecito può essere parificato all’omicidio, in quanto attribuisce rilievo a qualunque condotta, sia omissiva che commissiva, oggettivamente idonea a produrre l’evento-morte dell’animale (a prescindere dalle sue concrete modalità esecutive). E sempre a proposito del mondo faunistico, conviene ricordare che esistono norme anche sul maltrattamento degli animali. Norme contenute nella legge 189/2004, che, pur con evidenti limiti, ha rappresentato un importantissimo passo avanti nella tutela penale degli animali, trasformando in “delitti”, cioè reati più gravi, fattispecie punite precedentemente solo come contravvenzioni.
Alle istituzioni la richiesta, ferma e persistente, di vigilare. Di mettere in campo tutti gli strumenti, anche culturali, di crescita e garanzia per la comunità e per gli ospiti. Ma anche di avviare una riflessione politica (coraggiosa, quindi improbabile) sui destini del territorio. La follia di queste settimane cresce quando ci si arrende, anche deliberatamente, a diventare destinazione privilegiata di ogni ciclone turistico incivile, low cost e ‘no limits’.

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11 Commenti

  1. Nonostante sono Napoletano doc, vieterei lo sbarco dei Napoletani nel mese di agosto, perché oramai da svariati anni sull’isola arriva solo la FECCIA di Napoli,la peggior specie, quella che dovrebbe vivere nelle fogne , da dove provengono, e solo a causa degli EURO che guadagnano sicuramente da fonti illecite credono di poter fare di tutto. Nessuno controlla molti si girano dall’altra parte e cosi il livello peggiora attimo dopo attimo.Che peccato.

  2. Non sarei stato lì a guardare queste carogne ; anzi sarei stato io a prendere a sassate loro e dopo a chiedere che effetto fa sentire dolore da chi è inerme.

    Sono persone che andrebbero denunciate senza pietà

    Vigliacchi allo stato puro

    1. …Sono persone che andrebbero denunciate senza pietà….????

      Scusami ma …Sono persone che andrebbero lapidate senza pietà!…

  3. Senza parole… In altre parti d’Europa la gente se lo scorda di poter fare queste bravate (?) da puri ignoranti e sadici, perché ci sono leggi severe e vengono applicate. In Italia tutto è lecito, tanto… Che tristezza!

  4. In altre parti d’Europa, ci si può ben scordare di compiere simili barbarie da ignoranti, annoiati e sadici. Ci sono leggi più severe e che soprattutto vengono applicate. In Italia, figurati… È una vergogna su molti fronti. Che tristezza!

  5. A certi individui andrebbero tagliate le mani e non solo a chi lapida conigli. Cervelli bacati e difettosi oltre che vigliacchi, anche chi non è intervenuto, alla stessa stregua di questi idioti.

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