CRONACAPRIMO PIANO

“Stampa zero”? Senti da che pulpito viene la predica

Il comunicato di Don Carlo che si è affrettato a fare una serie di precisazioni, tra l’altro con un livore ed una serie di offese che poco si addicono a un sacerdote. Specie se fa parte di una Chiesa, come quella isolana, non proprio da prendere a esempio

Ebbene sì, hanno avuto il barbaro coraggio. O meglio, ha avuto il barbaro coraggio. C’era una volta la Chiesa e soprattutto c’erano una volta quei sacerdoti che – come recitano le scritture tanto care – porgevano l’altra guancia. Stavolta non è andata così e don Carlo Candido, parroco al quale peraltro sono particolarmente legato (avendo tra l’altro celebrato anche le mie nozze), ha tirato fuori la vera natura dell’attuale clero di casa nostra. Arrogante, scostante, presuntuoso ai limiti dell’inverosimile. E tra un attimo spieghiamo perché. Il nostro giornale ha parlato di “messa zero” e diciamolo subito – a scanso di equivoci – non è caduta in fallo e non ha assolutamente scritto il falso. Anzi, a volerla dire tutta un errore c’è: il settantenne baranese che noi abbiamo riferito essere partecipante ad una celebrazione religiosa svoltosi lo scorso 5 marzo ad Ischia Ponte (in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe) non aveva partecipato alla messa del Pontificale ma ad un’altra funzione svoltasi nella stessa giornata. Come se il “vizio di forma”, a dirla tutta, cambiasse la sostanza. Ma di questo parleremo tra poco, prima ci è d’obbligo una replica.

Nel mirino il 70enne baranese, che non avrebbe partecipato alla messa del Pontificale, ma a un’altra celebrazione svoltasi sempre nella giornata in cui si celebrava San Giovan Giuseppe ma in un orario diverso: come se questo, a parte la forma, mutasse anche la sostanza. E poi…

Non stiamo a sindacare sul fatto che un comunicato di risposta ci giunga stranamente alle ore 22.58 (noi abbiamo notato la mail quaranta minuti dopo, essendo impegnati come al solito ultimamente a quell’ora a raccogliere info su eventuali casi di positività riscontrati al Cotugno, compito ingrato dal momento che non arrivano comunicazioni ufficiali né dai sindaci), un orario in cui a causa dei tempi di chiusura del giornale ci rendeva praticamente impossibile né la pubblicazione né tantomeno la possibilità di poter replicare al nostro interlocutore. Nella speranza che la nota sia stata inviata contestualmente a tutti gli organi di informazione (ma questo ad onor del vero ci interessa molto poco), nella stessa si parla di “politica zero” e di “stampa zero”. Il primo complimento è indirizzato al sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, il secondo alla nostra testata “colpevole” di aver sollevato questo caso secondo il prelato in maniera errata. Ora, prima di scendere nei dettagli, don Carlo ci permetterà di fargli osservare che non possiamo certamente accettare lezioni dalla Chiesa isolana. Quella Chiesa che a Serrara Fontana ha visto “spogliato” un sacerdote per fatti di una certa rilevanza, che a Ischia ha visto un altro prete rinunciare ad indossare l’abito talare per fare una scelta di vita diversa, che spende la bellezza di 35.000 euro per feste e festicciole (che potrebbero essere investiti diversamente, ma tant’è ognuno si regola come crede), che entra a gamba tesa per riprendersi il diritto di patronato su due Chiese negandolo alle rispettive comunità, che rivendica il possesso di un immobile ed instaura un contenzioso giudiziario anche per non perdere un cospicuo finanziamento ricevuto. E ci fermiamo qui perché crediamo che l’indice di gradimento della chiesa locale – mai così basso nell’ultimo secolo, a quanto si intuisce – sia più indicativo di ogni altra sottolineatura.

Nella nota ricca di livore ed anche offensiva (perché “stampa zero” questo ci sembra) di un sacerdote, si badi bene un sacerdote, c’è un passaggio che riteniamo abbastanza significativo e nel quale Don Carlo Candido scrive testualmente: “A differenza di quanto leggo in particolar modo sul quotidiano il Golfo di oggi 24 marzo, tengo a precisare che il paziente 70enne ricoverato al Rizzoli in condizioni complesse e risultato poi positivo al Coronavirus non era affatto presente alla cosiddetta ‘Messa zero’ (pontificale del Vescovo) che avrebbe dato il via al contagio sull’isola d’Ischia (a detta di uno dei nostri Sindaci), il video di quella Messa ancora presente online ne dà chiara testimonianza. Lo stesso 70enne poi ha avuto probabilmente i suoi contatti, forse anche numerosi, in ben altri luoghi oltre gli edifici di culto tra cui studi notarili, uffici di avvocati, istituti bancari”. Ha ragione don Carlo, il quale però dimentica un piccolo particolare: il 70enne baranese in quella Chiesa c’è stato eccome il 5 marzo, come documentano le immagini che vi alleghiamo in pagina e noi ci chiediamo: che invece della messa del Pontificale sia stata un’altra delle celebrazioni svoltesi in giornata, ma davvero cambia l’ordine naturale delle cose? Ja, ma veramente stamm facenn! Cioè un’ora prima o un’ora dopo – tanto per fare un esempio – merita una replica così stizzita?

In un momento iracondo, il sacerdote aggiunge nella sua nota: “Sembra essere davvero tornati a tempi oscuri della storia umana, sembra che oggi la caccia all’untore sia la chiave di volta per vivere questo tempo e soprattutto la Chiesa torna ad essere presa di mira come addirittura causa del contagio”. Tranquillo, don Carlo, nessuno ha voglia di fare la caccia all’untore, e lo dimostra il fatto che fin qui non abbiamo mai pubblicato le generalità di soggetti positivi al Covid-19. Ma certo ci saremmo aspettati ben altri messaggi sia dalla sua persona – che tra l’altro si è espresso anche in maniera ufficiale – che dal parroco che ha officiato la funzione dello scorso 8 marzo. Invece solo messaggi tesi a minimizzare. L’impressione, me lo lasci dire, è che non si è voluto fare sensazionalismo da una parte, quanto piuttosto far finta di niente dall’altra. La ringraziamo per le varie citazioni sulla scienza, su Papa Francesco e finanche per aver scomodato Salvatore Quasimodo, ma prima di salutarla vorrei dirle che su una cosa concordiamo assolutamente con lei, quando chiude scrivendo: “Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo”. Parole… sante, ci perdoni la battuta, ma credo che non debbano essere indirizzate certo a noi. O meglio, non soltanto a noi. Intelligenti pauca…

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2 Commenti

  1. La Chiesa Cattolica è una realtà multiforme nel contesto del multiforme universo delle chiese cristiane. Comunque, l’esser cristiani è un sentimento indipendente da ogni regola clericale, che fa riferimento unicamente a quella che nel profondo del nostro cuore riteniamo essere il significato delle parple di Cristo. Diceva Kant (quanto il pensiero laico corrisponde a quello criatiano): sopra di noi il cielo stellato, dentro di noi la coscenza morale.

  2. La gente non vive solo di preghiere. La chiesa cattolica incominciasse a aiutare le persone in difficoltà attingendo alle proprie casse, non si limitasse solo a distribuire i pacchi alimentari che sono acquistati con i soldi della comunità europea e quindi da noi cittadini. L’Italia è uno Stato laico e dovrebbe distribuire questi pacchi direttamente senza associazioni. Un gesto caritatevole della diocesi ischitana sarebbe quello di offrire ospitalità nel lussuoso seminario a persone bisognose e chi deve mettersi in quarantena. La preghiera aiuta ma non sazia. Io ringrazio lo Stato Italiano perché è l’unico che ci sta aiutando nei fatti concreti.

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