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Via Borbonica cade a pezzi, arriva la diffida di “Monterone Viva”

«Il comitato “Monterone Viva”, nell’interesse dei cittadini di Monterone, ha provveduto ad inoltrare in data 28 gennaio 2017 a mezzo pec, indirizzata al sindaco della Città Metropolitana di Napoli, nota di diffida ad adempiere, afferente le pessime condizioni del manto stradale della “via Borbonica”  Lacco-Fango». È con queste parole che si apre il durissimo comunicato stampa con il quale il comitato del quartiere popolare di Monterone annuncia di aver inoltrato a mezzo posta certificata una diffida per rendere partecipe anche il sindaco Luigi de Magistris del pessimo stato in cui versa la Borbonica, una delle principali arterie viarie presenti sul territorio dell’isola d’Ischia, e della cui “salute” abbiamo avuto modo di notiziarvi nell’edizione di ieri del nostro quotidiano.

I membri di “Monterone Viva”, all’interno della nota, rammentano che altre diffide erano già state notificate in precedenza, ma senza ottenere alcun riscontro da parte delle competenti istituzioni. «In questa nuova nota – proseguono i cittadini – si ribadisce l’urgente necessità, onde evitare ulteriori e più gravi episodi direttamente connessi con tali problematiche, di ripristinare lo stato del manto. Lo scopo di tale comunicazione – scrivono gli abitanti di Monterone – oltre a costituire documento autentico di “reale necessità dell’intervento istituzionale” non ripudiabile, è quello di sottolineare la caparbietà del comitato nel perseguire le inadeguatezze dei decisori istituzionali nel solo e fondamentale interesse dell’intera comunità».

Nel testo della diffida inviata alla Città metropolitana – che vi riportiamo nella sua interezza – si legge: «I sottoscritti sono attivisti dell’associazione Monterone Viva e svolgono attività di vigilanza a tutela dei cittadini e dell’interesse della comunità (codice attività 949910). Con cadenza costante i sottoscritti, nel Comune di Forio, percorrono la via Borbonica con direzione Lacco Ameno. Vi è un dissesto del manto stradale, costituente grave insidia e che rende quasi impraticabile detto tratto. Tanto detto, i sottoscritti fruitori della pubblica via, nell’interesse proprio e di residenti e turisti, in considerazione del rischio di danneggiamento e pericolo a cui, costantemente, si è esposti a causa  dell’incuria della P.A., chiedono che vengano adottati  urgentemente i provvedimenti tecnici atti alla messa in sicurezza del tratto di strada indicato».

 

In particolar modo, i membri dell’associazione del quartiere foriano «chiedono che vengano rimosse le radici affioranti presenti all’interno e all’esterno della carreggiata. Chiedono altresì, ai sensi e per gli affetti di cui alla L. 241/90 e successive modificazioni, di essere informati sullo status del procedimento  avviato  tramite  la  presente  ovvero  che vengano  esposte  le  ragioni  del  mancato rimedio con l’avvertimento che, in difetto, sarà presentato esposto alla competente autorità giudiziaria a norma dell’art. 328 codice penale, così come modificato dalla Legge 16 aprile 1990 nr. 86.  Gli esponenti chiedono altresì di conoscere le generalità complete del funzionario responsabile del procedimento. Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 241/90 e successive modificazioni si richiede che la presente richiesta venga evasa entro e non oltre 30 giorni dal suo ricevimento».

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di Francesco Castaldi

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