CULTURA & SOCIETA'

Viaggio nelle emozioni della Maturità ai tempi del Covid-19

Va in archivio un anno scolastico (si spera) irripetibile, soprattutto per le modalità con cui è stato sostenuto il tanto atteso e temuto esame. In questo speciale de Il Golfo le emozioni e il racconto di docenti e studenti

DI MYREA FERRANDINO

La maturità non è solo un esame, ma un evento importantissimo nelle vite dei giovani studenti. E’ un appuntamento che segna la fine del percorso scolastico, dell’adolescenza, di tutto ciò che era considerato abitudinario. Forse per questa sua valenza non solo didattica, ma anche emotiva, la maturità è un momento atteso con trepidazione e temuto, che provoca forti emozioni impossibili da dimenticare. I maturandi di quest’anno, a causa dell’emergenza covid-19, hanno dovuto rinunciare a molte delle esperienze tipiche dell’ultimo anno di scuola: le gite, l’ultima campanella. La “maturità” degli studenti del 2020 si mostra anche e soprattutto nell’accettare questa difficile situazione e nell’impegno profuso nel rispetto delle norme sanitarie e didattiche osservate scrupolosamente durante la didattica a distanza e gli esami stessi. Il covid non ha potuto sottrarre agli studenti l’ansia, la paura, ma anche la soddisfazione, di poter sostenere a scuola la prova orale. Per molti mesi i maturandi hanno dovuto attendere disposizioni dal MIUR, che alla fine ha apportato dei cambiamenti all’esame in modo tale da agevolare i ragazzi che quest’anno hanno perso molte ore scolastiche per la chiusura delle scuole e la didattica a distanza. Non ci sono state prove scritte, ma i ragazzi hanno lavorato prima dell’esame ad un elaborato nell’ambito delle proprie materie di indirizzo che hanno poi consegnato ai docenti e discusso come primo punto all’orale. Vista l’assenza del classico compito d’italiano, la discussione è proseguita con l’analisi di un brano studiato durante l’anno selezionato dal docente. Agli studenti è stato poi proposto un documento (una frase, una foto e così via) da cui sviluppare un percorso multidisciplinare per dimostrare le proprie capacità di collegamento.

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Un’altra parte del colloquio è stata dedicata alle attività di PCTO, ovvero le esperienze scuola-lavoro svolte dai ragazzi nel corso del triennio. Infine, un’ultima parte del colloquio è stata destinata ad un ambito che sembra voglia essere maggiormente approfondito nelle scuole: quello della cittadinanza e costituzione. Per quanto riguarda i voti, sempre per aiutare il più possibile i maturandi, è stato stabilito di dare maggiore importanza al percorso scolastico individuale nei 5 anni, elevando il numero dei crediti da 40 a 60. Un altro supporto per i maturandi è stato quello di avere una commissione tutta interna ad eccezione di un presidente esterno. Parlando con alcuni docenti del liceo statale Ischia, è emersa la confusione del Ministero che nei mesi antecedenti all’esame ha promulgato annunci spesso contrastanti e poco precisi, provocando l’incertezza dei maturandi così come dei professori nell’affrontare un esame già molto particolare. E’ emersa allo stesso modo, tuttavia, l’eccellenza dei controlli sanitari, del rispetto delle norme e dei controlli e delle precauzioni che sono state maggiori rispetto ad altre situazioni. C’è chi ritiene che i voti siano stati alzati grazie all’assenza di prove scritte, un giovamento per gli studenti di quest’anno, ma è evidente allo stesso tempo l’impegno della maggior parte degli studenti. Anche gli istituti di scuola secondaria di secondo grado di Ischia sono stati dunque in queste settimane di giugno il teatro delle prove orali dei giovani maturandi, della loro trepidazione all’ingresso con cartellina stretta tra le braccia e zaino sulle spalle, e della loro soddisfazione all’uscita, con fiori, sorrisi e foto ricordo. Ad ogni colloquio era presente solo un testimone, i parenti anche più stretti degli studenti hanno dovuto attendere al di fuori della scuola, e ciò ha consentito di evitare assembramenti e di rispettare le normative igienico-sanitarie imposte dal governo. All’interno delle classi è stata obbligatoria la distanza minima di due metri tra i presenti, e in questo modo gli studenti hanno potuto abbassare la mascherina, comunque obbligatoria, per parlare più liberamente. Questa maturità è stata sicuramente una maturità speciale, che resterà nel cuore degli studenti che l’hanno vissuta ma anche nel ricordo di tutti noi, com’è giusto che sia, nella consapevolezza di quanto questo virus abbia influenzato le nostre vite.

LA PROF.SSA MONTI: “MODIFICATA LA PERCEZIONE DELLA SCUOLA ALL’ESTERNO”

Il ministro Azzolina

La professoressa Tina Monti ha utilizzato l’esperienza della didattica a distanza per stimolare i suoi studenti ad essere ancora più seri e responsabili, ed ha enfatizzato l’importanza della collaborazione tra alunni, genitori ed insegnanti,infatti ci dice che: “Si è deciso di utilizzare, per la realizzazione di una Dad adeguata alla rimodulata scommessa formativa, i seguenti strumenti: registro elettronico( per mantenere evidente la tracciabilità dell’operato del docente),applicazione per elezioni( libertà di insegnamento) per tenere traccia delle attività didattica in modalità sincrona; applicazione, a scelta del docente, per le attività didattica in modalità asincrona, app per chat di gruppo, ad esempio WhatsApp, con la quale mantenere vivi ed efficienti i feedback rapidi immediati per attività didattica asincrona con genitori ma anche con alunni. Un nuovo metodo di fare valutazione che deve tener conto sia del processo formativo che dei risultati di apprendimento a finalità formative educative, tese al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli alunni. Gli studenti devono documentare lo sviluppo dell’identità personale. Durante il covid è stata modificata la percezione della scuola all’esterno. Essa non va più intesa come luogo di punizione o premialità, quanto come ambiente di apprendimento volto a formare l’uomo come cittadino responsabile e maturo del domani. Si è rimodulata la Progettazione Didattica prevista sia per i piani educativi individualizzati sia per i piani didattici personalizzati. Si è intervenuti soltanto su quegli obiettivi che è possibile seguire anche in modalità Dad e con l’apporto e la partecipazione delle famiglie. Infine, io in qualità di docente, mi sono impegnata per stimolare l’alunno/a ad avere risposta pronta delle sue istanze. Rilevazioni hanno mostrato che la collaborazione è stata positiva,la relazione con gli adulti adeguata, la relazione con i pari adeguata,la frequenza costante, tranne in alcuni casi per mancanza di collegamento ad internet; in base alla mia esperienza ho trovato profondo rispetto delle regole in modalità Dad e la motivazione al lavoro nonostante la video lezione”.

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LA PROF.SSA ELENA DI IORIO: “TORNARE IN CLASSE E’ STATA UN’EMOZIONE”

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La studentessa Daria Conte

La professoressa Elena Di Iorio ha vissuto con grande partecipazione le prove d’esame, dando valore all’impegno e all’emozione dei giovani maturandi: ”È stato emozionante e quasi commovente tornare a scuola sia per me docente che per i candidati. Non so immaginare quale sofferenza sarebbe stato il colloquio a distanza. Anche se solo per poco più di un’ora abbiamo percepito la grande importanza che i ragazzi hanno dato a questa prova sicuramente molto lontana da ogni più fervida immaginazione. Sono state tutte prestazioni cariche di passione, di impegno, di partecipazione. Ognuno ha dato il meglio di sé. Il clima della commissione a cui ho partecipato è stato sereno per noi, rassicurante e incoraggiante per tutti e per ciascun candidato. I vari step previsti dall’ordinanza hanno messo in luce la serietà con cui gli alunni hanno lavorato sia durante la presenza che nell’attività a distanza, con analisi, sintesi collegamenti inter/pluridisciplinari, spaziando tra latino e greco materie di indirizzo per il classico, italiano, storia e filosofia, storia dell’arte, matematica e fisica e inglese. Non hanno trascurato Cittadinanza e Costituzione mettendo in luce la consapevolezza di cittadini responsabili anche per quanto riguarda la situazione Covid. Infine sono stati sinceri e determinati nell’analisi delle attività di PCTO. Come sempre ciascuno ricorderà per la vita questa prova, unica indipendentemente dalla situazione. Gli auguri più sinceri affinché ciascuno realizzi i propri sogni ma con i piedi ben saldi in terra.”

DARIA: “L’ESAME IN PRESENZA? E’ STATO UN BEL REGALO”

La studentessa Marica Trani

Emozione e soddisfazione palpabile anche tra gli studenti, come la studentessa del liceo statale Ischia Daria Conte che ci dice che:” Fare gli esami ai tempi del covid non è stato facile poichè non ci sono state molte certezze specialmente nell’ambito scolastico. Essendo stati molti mesi in video lezione tornare in quella scuola non è stato molto facile soprattutto perché, oltre alle preoccupazioni dell’esame in sé, vi erano anche quella della distanza e della mascherina. D’altro canto tuttavia aver avuto la possibilità di fare l’esame in presenza è stato un grande regalo perché è stato l’unico atto normale in quest’anno non ordinario. La sensazione di entrare e uscire l’ultima volta dalla scuola non ha prezzo. Le modalità adottate, anche se sono state inizialmente molto criticate, alla fine si sono rivelate efficaci. I professori nei miei confronti sono stati esigenti, come è giusto che sia, allo stesso tempo però sono riusciti a mettere me e i miei compagni a nostro agio perché conoscendoci da tanti anni conoscono i nostri punti deboli e i nostri punti di forza e hanno cercato di esaltare questi ultimi”.

MARTINA: “LA MIA MATURITA’? L’AVEVO SOGNATA DIVERSA”

La studentessa Martina Vidacci

Anche la studentessa Martina Vildacci ci dice che ”La mia maturità l’ho sempre immaginata completamente diversa da come è avvenuta effettivamente. Aspettavo un’ultima foto di classe speciale, un ultimo giorno di scuola diverso da quelli degli altri anni… tutto diverso. Appena è iniziato il lockdown fu un trauma per tutti e temevo che la situazione non sarebbe migliorata e che avrei dovuto sostenere l’esame online. Devo ammettere che inizialmente ci speravo, perché sarebbe stato più facile farsi aiutare … ma siamo stati comunque facilitati dall’assenza delle prove scritte. Poi è arrivata la notizia dell’orale in presenza. Inizialmente ero sconvolta, non capivo come fosse possibile fare un esame in presenza quando eravamo ancora tutti in quarantena. Fu davvero un trauma, anche perché devo ammettere che al tempo studiavo meno perché la didattica a distanza mi stancava molto. Alla fine, tuttavia, mi sono impegnata tantissimo e ho accettato il “triste” destino di dover affrontare l’orale in presenza. Ho iniziato a studiare molto di più, con la fortuna di avere professori abbastanza severi e puntuali che avevano già portato a termine quasi completamente i programmi. Il giorno dell’orale è arrivato velocemente ed è stato abbastanza facile perché tutti i professori della commissione erano interni e hanno cercato, chi più e chi meno, di venirci incontro per evitarci una brutta figura, e anche la presidentessa esterna è stata molto brava. Sono dunque felice di aver fatto questa maturità facilitata ma in presenza perché è stata importantissima anche per gestire alcuni miei problemi di ansia, e solo per questo sono grata all’Azzolina”.

MARICA: “PECCATO AVER PERSO I 100 GIORNI PRIMA DELLA MATURITA’”

Infine la studentessa Marica Trani ci racconta come ha vissuto questo esame speciale: ”Immaginavo di fare l’esame in modo diverso, certo non di perdere l’ultimo viaggio con la classe, i 100 giorni prima della maturità, l’ansia per le tracce della prima e della seconda prova… durante la quarantena sembrava che più fossi emozionata per un avvenimento e più questo diventasse propenso a non accadere, è stato deludente. E’ stato difficile capire come svolgere al meglio quest’esame, se farlo online o in presenza, mantenendone comunque intatta l’importanza. In un primo momento sostenevo l’opzione dell’online, però poi poter vedere i professori di persona è stata tutta un’altra cosa perchè ho potuto conversare guardandoli negli occhi e non attraverso uno schermo, quindi sono contenta che alla fine si sia deciso così. Dai prof stessi mi aspettavo peggio, invece essendo una commissione tutta interna ci hanno aiutati anche troppo, si dovrebbe davvero fare una statua ad ognuno. E ad essere sincera mi mancheranno tutti…”

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