CRONACAPRIMO PIANO

Vigile “pezzotto” denunciato dalla Polizia

A Ischia esercitava in ausilio alla polizia municipale, ma quando dal commissariato hanno chiesto lumi sulla sua posizione hanno appurato che il decreto che lo autorizzava a svolgere la sua attività era scaduto da tempo. E’ stato deferito perché in possesso di materiale in uso ai corpi di polizia

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Non è un periodo particolarmente fortunato per il Comune d’Ischia, rimasto coinvolto negli ultimi tempi – direttamente ma anche indirettamente, e questo va specificato a scanso di equivoci – in una serie di fatti di cronaca che purtroppo stanno creando una “catena” a dir poco preoccupante. Nel mentre gli scaramantici penseranno a qualche rito contro il malocchio ci limitiamo a sottolineare le recenti vicissitudini legate all’organizzazione della festa per il centenario dell’Ischia Calcio, passando per l’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli a carico di un consigliere comunale per la vicenda relativa ad un permesso a costruire e proseguendo per il tecnico comunale che si era “incautamente” arrogato pretese e compiti che non gli appartenevano. Adesso, per la serie “piove sul bagnato”, sul palazzo municipale di via Iasolino si abbatte un’altra tegola di quelle oggettivamente non soltanto imbarazzanti ma pure penalmente rilevanti, con strascichi giudiziari che saranno verosimilmente inevitabili.

Tutto ha avuto inizio quando a prestare servizio in “ausilio” al comando di polizia municipale c’era anche un ex appartenente al corpo che però attualmente si trova in quiescenza ma che a più riprese ha offerto la propria collaborazione. Lo stesso è stato notato all’opera da personale del commissariato di polizia di Ischia, guidato dal vicequestore Ciro Re, che ha voluto vederci chiaro su questa complessa e articolata vicenda. E così, secondo quanto si apprende da alcune indiscrezioni, il comandante della polizia locale di Ischia Chiara Romano è stata convocata presso gli uffici di via delle Terme dove i poliziotti le hanno chiesto informazioni e lumi circa l’impiego dell’unità in questione. La risposta sarebbe stata che il soggetto era abilitato a poter svolgere le sue funzioni dal momento che c’era un decreto che glielo consentiva. Una risposta che sulla carta avrebbe immediatamente fatto riporre nel cassetto ogni tipo di remora, dubbio e perplessità ai tutori dell’ordine ma che hanno inteso comportarsi alla stregua di San Tommaso e del suo motto “vedere per credere”. E così alla dott.ssa Romano è stato chiesto di produrre l’incartamento che provasse il fatto che il volontario potesse essere impiegato con le funzioni di un appartenente alla polizia municipale.

A quel punto, anche se nessuno poteva saperlo con certezza, di fatto la frittata era bella e fatta. Sempre secondo quanto raccontano “spifferi” provenienti dal municipio ischitano, la comandante dei vigili è ritornata in commissariato ma suo malgrado ha potuto mostrare soltanto un decreto di conferimento delle funzioni che però era scaduto da mesi. Insomma, il soggetto in questione non era più abilitato a poter operare in alcun modo non avendo di fatto nessun atto ufficiale che lo autorizzasse. Il supplemento di indagine condotto dal personale agli ordini del dott. Ciro Re ha poi consentito di appurare che il vigile non autorizzato era anche in possesso di una serie di palette e altro materiale che di norma può essere utilizzato solo da pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni. Per questo motivo a carico del soggetto – che probabilmente nemmeno sapeva che il suo mandato fosse scaduto e che non gli era stato rinnovato – è scattata anche la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria per violazione dell’art. 497 ter del codice penale che punisce “chiunque illecitamente detiene segni distintivi, contrassegni o documenti di identificazione in uso ai corpi di polizia, ovvero oggetti o documenti che ne simulano la funzione”.

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