CRONACAPRIMO PIANO

Villa confiscata e rivenduta, il caso finisce in Procura

A Lacco Ameno una intricata vicenda diventa oggetto di un’articolata denuncia indirizzata all’autorità giudiziaria, frutto di intrecci tra ufficio tecnico e politica. Il “teorema accusatorio” raccontato nei dettagli che avrebbe consentito a un ex dirigente dell’Utc di rientrare in maniera fittizia in possesso del bene

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A Lacco Ameno c’è qualcosa che non quadra, o almeno questo ipotizza una corrente politica. E quel qualcosa ha una collocazione “geografica” ben definita e fa riferimento all’ufficio tecnico comunale che di fatto sarebbe il fulcro, addirittura il “motore” della macchina comunale, la struttura attorno alla quale tutto ruota. E’ questo in sintesi quanto viene riportato in una denuncia che è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Napoli nella quale si fa riferimento a un preciso “schema” che vede l’inserimento di una serie di soggetti legati da un filo sottile. I consiglieri comunali di minoranza, firmatari dell’esposto in questione, arrivano addirittura ad ipotizzare che il predetto schema sarebbe stato addirittura mirato all’”inquinamento” dello svolgimento regolare delle elezioni del Comune di Lacco Ameno. Non mancano nomi, cognomi e indicazioni ben preciso. Si fa ad esempio riferimento alla candidatura dell’attuale vicesindaca Carla Tufano nella lista guidata da Giacomo Pascale (Il Faro) alle ultime elezioni amministrative.

L’anello di congiunzione della Tufano viene individuato dai denuncianti in Berardino Taliercio, ex dirigente dell’ufficio tecnico di Lacco Ameno: nell’esposto si ricorda che lo stesso fu oggetto di una condanna per falso in atto pubblico ad un anno di reclusione e confisca di un bene immobile alla via Pannella. Immobile che successivamente sarebbe stato venduto dal Comune di Lacco Ameno secondo una procedura alquanto sospetta. Al riguardo nella denuncia viene ricordato che già la delibera di giunta n. 28 del 13 febbraio 2018 presentava delle forti perplessità in quanto con la stessa si riconosceva l’errore materiale di non aver indicato, nel piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili comunali quello oggetto di esame. Ma attenzione perché nello stesso corpo della delibera si incaricava il dirigente dell’UTC di quantificare il valore dell’abitazione. Ed è qui che nascono una serie di perplessità: perché, in primo luogo, lo stesso risulterà avere una valutazione addirittura al di sotto dei beni di edilizia popolare. Di fatto, il valore di una villetta di pregio della superficie di 120 mq veniva quantificata in 105.000 euro mentre i beni di edilizia popolare di appena 75 mq ne valgono almeno 180.000. E nell’esposto indirizzato all’autorità giudiziario è chiaramente riportato che “non si comprendono le ragioni per una differenza così sostanziale del valore degli immobili in elenco atteso che la villetta doveva avere necessariamente il valore più alto”.

E attenzione al passaggio successivo della denuncia nel quale una serie di intrecci, secondo il “teorema” dei consiglieri di minoranza, troverebbero anche il loro legame: “Tale evenienza sfuggì (espressione ironica!) anche alla commissione aggiudicatrice guarda caso composta dall’onnipresente avv. Lucrezia Galano, Domenico Barbieri e dal RUP arch. Alessandro Delle Grottaglie. In quell’occasione la villetta fu venduta a tale Berrettino Patrizia, legata al Taliercio in quanto affittuaria di un immobile di proprietà della famiglia dello stesso. Perché furono adottati atti amministrativi che riguardavano proprio tale immobile? Perché lo stesso immobile fu venduto ad una cifra così bassa non corrispondente al valore di mercato in un luogo ad alta vocazione turistica? Tali domande potevano trovare una risposta nell’accesso alla documentazione richiesta dai consiglieri comunali all’avv. Galano al RUP ed al sindaco Pascale, anche tale richiesta come quella precedente allo stato non ha trovato alcuna risposta, malgrado le numerose sollecitazioni”.

L’architetto Alessandro Delle Grottaglie

In questo intreccio viene scontato chiedersi quale ulteriore nesso potrebbe esserci tra i protagonisti di questa vicenda ed anche qui i firmatari della denuncia non si risparmiano spiegando che lo stesso “si completa con la candidatura nella lista Il Faro della nipote del Taliercio. In altri termini, il Taliercio beneficiato dal fittizio rimpossessamento della propria abitazione – precedentemente confiscata – concordava col Pascale candidato sindaco la candidatura della nipote diretta architetto Carla Tufano quale contropartita per il beneficio ricevuto. A conferma di tale legame tra il Taliercio e la lista Il Faro deve evidenziarsi il ruolo avuto da altro nipote, tale Gennaro Monti, titolare di ditta edile, il quale è stato mandatario della lista nonché presentatore della stessa”. Finito? Macchè, i consiglieri di minoranza rincarano la dose ed aggiungono che “peraltro il medesimo aveva un interesse personale a contribuire al patto tra Taliercio e Pascale, in quanto destinatario di numerosi provvedimenti autorizzativi da parte dell’UTC del Comune di Lacco Ameno per lo svolgimento di interventi di edilizia privata. La Tufano peraltro, risultava anche beneficiaria – prima della candidatura – da parte dell’allora sindaco Pascale di un incarico, assegnato dal RUP – Delle Grottaglie – di un incarico professionale di 50.000 euro oneri compresi. Non si comprendono le ragioni del perché tale incarico fu indirizzato alla Tufano né vengono spiegate le procedure di scelta del professionista. Sta di fatto che la medesima veniva poi candidata nella lista Il Faro di Giacomo Pascale”. Fin qui la sostanza di un esposto meritevole secondo i firmatari di essere oggetto di “attenzione” da parte dell’autorità giudiziaria.

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