CULTURA & SOCIETA'

Villard:20 , a Ischia la chiusura del seminario di progettazione architettonica

Oggi la consegna degli attestati per più di 100 architetti presenti sull’isola per la fase finale del seminario “In Fragilia, recostructing by the waters of Ischia”

Sono circa 100 gli studenti di 14 scuole di Architettura italiane e straniere, con capofila il Dipartimento di Architettura di Napoli, coinvolti nel convegno di chiusura del seminario Villard “In Fragilia, recostructing by the waters of Ischia”.L’evento a cura di Lila Pagano, Adelina Picone, Francesco Rispoli, Paola Galante, M.Lucia Di Costanzo per il Darc e l’Associazione PIDA.

Dopo una prima fase, avvenuta a ottobre 2018, che ha visto i 100 studenti provenienti da 14 università italiane, greche e francesi, studiare alcuni dei punti sensibili del Porto e del Ponte, nei giorni scorsi, nella sala delle antiche terme comunali la proposta in termini di soluzioni architettoniche. L’apertura dei lavori lo scorso giovedì, la chiusura questa mattina con la consegna degli attestati presso la sala consiliare del Comune d’Ischia alla presenza della giuria di Villard: 20 composta dal Sindaco Enzo Ferradino, Franco Buono presidente della Lega Navale, Giovannangelo De Angelis per l’Associazione Pida,  Antonello Monaco per l’Università La Sapienza e Francesco Rispoli per Diarc.

Nella tre giorni di questo seminario itinerante di progettazione architettonica è stata allestita una mostra riguardante gli esiti del lavoro degli studenti che hanno progettato soluzioni e proposte per le aree ricadenti del Comune di Ischia, tra queste il Palazzo d’Ambra oggetto, proprio in questi mesi, di un’importante ristrutturazione in una delle sue ali. Villard: 20 intende proseguire la riflessione sulla ricostruzione intesa non soltanto come nuova edificazione o risanamento di un territorio colpito da eventi sismici, ma anche (per estensione) come riqualificazione di territori fragili, le cui criticità sono acuite da rapidi processi di antropizzazione che sovente mettono in crisi l’identità dei luoghi. Il terremoto dell’estate 2017 ha riportato sotto i riflettori l’isola d’Ischia nella sua consistenza di vulcano attivo, evidenziandone l’elevato grado di rischio, causato insieme dalla forte densità degli abitati e dalla non sempre elevata qualità delle tecniche costruttive utilizzate.

A più di un anno di distanza dall’evento sismico gli effetti del terremoto si esprimono in un calo del flusso turistico nella stagione estiva appena trascorsa, dato che s’inserisce perfettamente nella ciclica storia dell’isola: la natura vulcanica di Ischia ne ha condizionato le vicende, cadenzando periodi di straordinaria attrattività o di inevitabile repulsione. Un’ansia di ricostruzione pervade l’isola che, appiattita dai media in un’immagine di pericolo ed abusivismo, vede minacciata la sua principale economia. Villard: 20 ha assunto le acque di Ischia come risorsa e chiave di lettura principale per la ricostruzione dell’isola: la diffusione, la varietà e le proprietà terapeutiche delle acque di Ischia costituiscono il corollario della sua essenza vulcanica che più ha inciso nel determinare la vocazione turistica dell’isola, differenziando e specificando la sua offerta rispetto alle vicine isole del golfo partenopeo.

Le aree di progetto, individuate nel comune di Ischia, recano in sé temi progettuali specifici che nell’insieme hanno l’obiettivo di aprire l’isola ad un turismo sostenibile, responsabile, aderente alla specificità di un’isola densamente abitata, dove le acque tornino ad ispirare declinazioni di spazi intimi o grandiosi, pubblici o privati. Le sperimentazioni degli studenti di Villard: 20 hanno quindi indagato il tema delle architetture per le acque in un senso allargato che muove dall’edificio termale alle opere per la messa in sicurezza dei suoli a rischio idrogeologico.

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