Sotto Tiro di Mizar Il patrimonio comunale

Sotto Tiro di Mizar  Il patrimonio comunale

Quando al bar si riuniscono una decina di amici di una certa età, nello scambio di idee che avviene, ti accorgi dei guai procurati nel sistema amministrativo del Comune  da almeno 40 anni. Il Comune di Ischia ha un patrimonio di tutto rispetto. Amministrato male. Elencarlo sarebbe molto difficile perchè è lo stesso Ente a non saperne l’entità esatta.

La dimostrazione è che negli anni vi è stato da parte di privati  una appropriazione enorme di beni Comunali. Ve ne cito solo alcuni. Nei pressi del Comune una piazzetta è diventata un famoso bar, un negozio è stato venduto almeno tre volte ed un altro con l’appropriazione ha cambiato gestione una decina di volte. La strada che si chiamava Regina Elena che portava dal canalone all’Hotel Majestic è scomparsa. Ad Ischia Ponte la stradina dove avvenivano le impiccagioni per le rivoluzione del 1779, è stata chiusa per uso privato.

Nella discussione sono state elencate una trentina di proprietà che per non crearmi ulteriori danni non cito, ma sulla cui sorte e pertinenza l’Amministrazione farebbe bene ad incominciare ad interessarsi. Ma lo scandalo più grande è l’uso che si fa di tutto il patrimonio. Incominciando dal Vescovo che si fa dare spazi enormi al Polifunzionale per la Caritas invece di usare gli spazi della sua Reggia al Vescovato, per finire alle tante associazioni inutili che occupano a titolo gratuito  spazi usabili per altri scopi. Quando si parla di clientelismo!

L’Inps che ad Ischia Ponte è ubicata malissimo non può essere collocato in altri spazi. Cambiando sede  quella di Ischia Ponte potrebbe diventare, a pagamento, una sede per decine di associazioni dando vita nel borgo ad una vita sociale ora inesistente.

La visione delle amministrazioni passate non accenna a cambiare  neanche con l’ attuale. Si dice che un Sindaco che affronti il problema delle tasse seriamente, che affronti il problema delle

sanatorie illegittime concesse e che metta il naso in tutti gli abusi esistenti nel territorio non durerebbe oltre un mese. Per cui siamo costretti a vivere in questo pantano di illegalità.

Sempre gli amici al bar concordano nel dire che una soluzione potrebbe essere un accordo tra Ente e cittadini per arrivare ad una soluzione, dei problemi e degli interessi, di comune accordo. Si elencano i problemi ed uno ad uno vengono affrontati senza ricorrere a contenziosi che il sistema giudiziario italiano porterebbe a soluzione alle calende greche. E’ utopia una cosa del genere? Suggerite voi come si esce da questo dramma che attanaglia il paese.

 

 

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