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Il Monte dei Paschi di Siena bussa a denari: vuole un milione dal Comune di Ischia

ISCHIA – Una nuova mazzata si abbatte sul capo del Comune di Ischia, le cui finanze già sono ridotte al collasso per una gestione che definire dissennata è poco. Il Monte dei Paschi di Siena ha infatti chiesto all’ente pubblico di via Iasolino – indirizzando la richiesta al sindaco pro tempore, di pagare immediatamente alla sua società di factoring la somma complessiva di 1.071.422,66 euro oltre interessi al tasso legale dalla messa in mora del 6 maggio 2011. L’istituto bancario dunque vuole un milione di euro ed oltre e lo ha fatto rivolgendosi al tribunale di Ischia con un ricorso per decreto ingiuntivo dopo aver ricevuto la cessione del credito vantata da un’impresa che aveva prestato servizio proprio con il Comune di Ischia.

La vicenda ha origine nel 2008, quando la MPS Leasing & Factoring stipulava con la società Ma.Fra. srl il contratto di factoring avente ad oggetto la cessione di crediti di impresa. Siamo al 1 aprile, poi il successivo 4 giugno con scrittura privata la stessa Mafra cedeva l’ammontare dei crediti futuri nei confronti del Comune di Ischia “a partire dalla data di emissione delle relative fatture in epoca successiva alla sottoscrizione dell’atto di cessione ed in dipendenza di prestazioni da effettuarsi tra le cedente e il debitore ceduto”. Gli atti di cessione sono stati ritualmente notificati presso il palazzo municipale di via Iasolino e riguardavano una serie davvero cospicua di fatture che però non sono mai state saldate. Nel decreto ingiuntivo si ricorda anche che “la società Mafra è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Nola” e poi si aggiunge che “vi è pericolo nel ritardo in quanto i debitori hanno ignorato le reiterate richieste di pagamento, da ultimo la lettera di messa in mora del 14 gennaio 2014, pertanto va concessa la provvisoria esecuzione ai sensi degli artt. 633 e 642 comma 2 del codice di procedura civile”. Insomma, il Monte Paschi ha più volte bussato al Comune che però ha sempre fatto finta di niente, fino a fare in modo che si arrivasse a queste conseguenze estreme, che alla fine altro non faranno che far lievitare in modo esponenziale la somma da corrispondere all’istituto di credito. Pagamento che la Sezione Dipartimento Recupero Crediti di Napoli della Banca, per il tramite dell’avvocato Francesco Fiore, pretende senza “se” e senza “ma”. Insomma, c’è in arrivo un altro temporale…

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