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LE STORIE DI SANDRA Ricordando Tina Telese

E quando in uno dei miei scritti mi ritrovo a scrivere di chi è stata mia amica, di chi era una donnina già a otto nove anni, di chi bella e delicata, non ha mai pensato di esserlo, e di chi andó via per sempre troppo presto, lasciandomi un senso che passava dall’ingiustizia, alla rabbia, alla rassegnazione. Tina Telese era la prima di sei figli, di cui tre gemelli che per quel tempo fecero pensare a un miracolo, a qualcosa mai successa prima, almeno qui sulla nostra isola. Una famiglia di belli, una famiglia di brave persone che aveva nei genitori un forte punto di riferimento. Tina sentì da subito di dover dare una mano alla sua mamma e lo fece pur continuando a studiare, frequentando il liceo classico in una sezione rimasta famosa perchè si formarono alcune coppie storiche. Tina aveva un viso molto bello dai tratti delicati, capelli lisci, non altissima come il resto della famiglia, ma ben proporzionata. Lei metteva calma soltanto parlando e stare insieme era cosi bello. Tina che all’anagrafe risultava Immacolata, era nata il 20 luglio del 1949 a Ischia, da Odilia Aloi e Antonio Telese, che all’inizio abitavano a Via Michele Mazzella di fronte a dove si trova la Caserma dei Pompieri, e poi si trasferirono nella loro casa a Via Porto sopra la falegnameria. Il padre di Tina faceva il falegname ed era anche bravo e stimato nel suo lavoro. La madre era casalinga come tante donne a quei tempi.Tina cresceva serena e studiava, e dopo le scuole Medie, frequentò il liceo Classico.Riusciva a fare tutto in un giorno. Aveva un carattere mite ed era felice con poco, e la sua classe era molto unita. Tina dopo aver finito il liceo si iscrisse all’Università a Lingue e Letterature straniere moderne, ma poi non finì, per vari motivi.

Incontrare Tina e fare una passeggiata insieme, era piacevole perchè oltre a fare una passeggiata, compravamo il gelato Bacio, quello che era ricoperto di cioccolato amaro e nocciole.E questo fino a quando stava al primo anno di liceo, perchè poi io andavo al geometra a Casamicciola e tornavo tardi.Nel 1973 sposò Peppe Di Meglio, anche lui poi morto anni dopo. Andò poi in America da ottobre del 1982 fino a maggio del 1985. Nel 1983 mentre era incinta del secondo figlio Nicola, Tina scoprì di avere un tumore al seno. Con quei suoi due figli, Giovanni e Nicola, era qualcosa che non so definire. Una mamma cosi dolce, cosi attenta, cosi affettuosa. Eppure il 9 agosto del 1985 lei morì e la sua morte apparve ingiusta. Certo tutte le morti lo sono, ma una mamma cosi giovane con due figli di cui uno piccolissimo, fu veramente qualcosa che diede dolore a tanti. Ho voluto ricordare Tina perchè lei ha vissuto quei suoi pochi anni riempiendoli di tante cose, prima fra tutte, l’amore, la generosità, l’altruismo, e perchè ogni volta che ci penso, e mi succede spesso, devo sedermi da qualche parte e rivederla nella mia mente, cosi carina. Ci sono persone che non vivono invano, e lo scrivo spesso, perchè lasciano in chi le ha conosciute e vissute, solo cose belle, solo esempi positivi da imitare. Dico che è diventata mamma con la nascita di Giovanni, in realtà lei era nata con un forte istinto materno, che l’ha spinta ad aiutare a dare una mano, senza mai lamentarsi pur essendo ancora ragazzina. La sua mamma lo diceva spesso che Tina era stata un dono, anche se tutti i suoi figli sono di indole dolce. Cara Tina finalmente sono riuscita a dire di te, ma quello che scrivo deve essere per forza ripetitivo perché di te non si può ricordare altro che la bellezza delicata, la saggezza, la tua innata riservatezza, e dovrei scrivere una pagina sempre di questo. Ti voglio bene Tina e sono fiera di averti voluta bene e di essere stata voluta bene da te. Ringrazio Giovanni Di Meglio per aver collaborato con me

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