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CRONACA

Abusi su una minore, l’indagato ricorre al Riesame

Dopo la conferma della misura cautelare, si attende la discussione del ricorso inoltrato dal cittadino procidano accusato dalla figliastra

La spinosa vicenda del cittadino procidano, arrestato con l’accusa di abusi da parte della figliastra, si sposta ora dinanzi al Tribunale del Riesame. La difesa, sostenuta dall’avvocato Antonio Intartaglia, ha inoltrato ricorso dopo che il Gip aveva confermato la misura cautelare per l’indagato. Si tratta dell’ultima possibilità concreta per ottenere un alleviamento della misura, nonostante la pesantissima accusa, costituita dall’ipotesi di   abusi sessuali aggravati dalla minore età della presunta vittima. È una vicenda delicata, quella che un mese fa ha pesantemente scosso l’isola di Procida. La difesa aveva comunque sperato in un ridimensionamento delle esigenze cautelari, ma il Gip ha deciso in altro senso, nonostante l’indagato durante l’interrogatorio di garanzia non si fosse avvalso della facoltà di non rispondere: in quell’occasione, al contrario, egli rigettò con decisione tutte le accuse rivoltegli dalla ragazza. Il difensore di fiducia parallelamente dimostrò che in un altro procedimento c’è addirittura in ballo la possibile revoca della patria potestà alla madre della ragazza e al suo padre naturale. Una situazione familiare difficilissima, nella quale nei mesi scorsi gli stessi servizi sociali avevano ritenuto che l’indagato fosse la persona più adatta per prendersi cura della ragazza.

Fu la denuncia della quindicenne, raccolta dai Carabinieri della Stazione di Procida, a far deflagrare la vicenda lo scorso mese di novembre. Le forze dell’ordine eseguirono una serie di accertamenti e verifiche, che sfociarono infine nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Adesso la difesa attende la fissazione della data d’udienza nella quale si discuterà il ricorso al Tribunale in funzione di Riesame, cercando di ricostruire la vicenda in modo tale da mitigare la difficile posizione dell’indagato. La strategia difensiva con ogni probabilità sarà incentrata sul difficile percorso di vita della giovane, nata in Bulgaria e cresciuta dalla nonna, prima di giungere in Italia con la madre, e fare poi ritorno nel Paese d’origine per un paio d’anni, dove avrebbe subìto una violenza, rimanendo incinta: una gravidanza che si sarebbe conclusa con un aborto.

Il matrimonio della madre con l’indagato non avrebbe migliorato le cose, visto il rapporto conflittuale instauratosi: secondo l’accusato, la ragazza non sopportava le imposizioni del patrigno, che le prescriveva di frequentare la scuola dell’obbligo e di evitare “vizi” dannosi per la salute, a partire dal fumo. La denuncia ai Carabinieri, secondo la ricostruzione difensiva, sarebbe quindi una sorta di rivalsa nei confronti del severo patrigno. Toccherà al Tribunale “della libertà” valutare gli elementi fin qui emersi dalle indagini su una situazione a dir poco complessa.

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