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Amalfitano e il ritorno in trincea: «Questa volta ho detto no».

Parla il 74enne medico di Forio che aveva dato in prima battuta la disponibilità a tornare a prestare servizio e che non ha però risposto nuovamente al bando della Protezione Civile

Soltanto 27 medici e 3 anestesisti. Questi i dati resi noti dalla regione Campania a proposito del bando indetto dalla Protezione civile per l’invio di 450 medici in regione a contrasto dell’emergenza Coronavirus. Da Palazzo Santa Lucia fanno sapere che sulle 165 domande pervenute, sono solo 27 i medici che hanno potuto prendere servizio.

«Da mesi la Campania ha richiesto l’invio di medici (600), in particolare anestesisti, e infermieri (800) – polemizza Palazzo Santa Lucia – Di seguito si trasmettono i dati riassuntivi degli esiti del bando per 450 medici conclusosi la scorsa settimana. Totale domande arrivate: 156; Medici in servizio: 27; Anestesisti: 3». Le ragioni delle defezioni? «Molti candidati, a seguito di chiamata hanno rinunciato, altri a seguito di verifiche sono risultati non in possesso dei requisiti di ammissione (mancanza di specializzazione), altri ancora sono risultati inesistenti, ovvero hanno dato nomi, comunicazioni di telefono o mail errate».

Non ha partecipato al bando della Protezione Civile, invece, Giuseppe Amalfitano, 74enne medico di Forio che ha partecipato al primo bando della Regione Campania (che risale alla scorsa primavera durante il primo lockdown) e che, pur avendo ritirato il badge non è mai entrato effettivamente in servizio. «Questa volta – ci conferma il medico di Forio – non ho potuto partecipare al bando perché non ho i titoli. Sono specialista in Igiene mentre il bando chiedeva la disponibilità a pneumologi, anestesisti e chirurghi». «Altrimenti, per l’ultima volta, – chiarisce – avrei partecipato». Giuseppe Amalfitano è stato medico di famiglia massimalista ed anche ufficiale sanitario e specialista in Igiene e medico scolastico. Tra qualche mese festeggerà 50 anni di laurea a 4 anni dalla pensione. La scorsa primavera si è messo a disposizione sia della Protezione Civile nazionale quando cercava medici per la Lombardia che in Campania dove è risultato primo in graduatoria in provincia di Napoli e nella Regione Campania. Così il medico isolano ha dato la disponibilità per lavorare presso l’ospedale ‘Anna Rizzoli’ di Lacco Ameno, doveva aveva lavorato anni fa come dirigente di primo livello. Dal 1° maggio al 30 ottobre, quindi, Amalfitano è entrato in servizio presso l’Asl Napoli 2 Nord con tanto di badge ritirato e mai utilizzato. Il medico di Forio ha raccontato a Il Golfo il dispiacere e l’amarezza legata al fatto di non poter tornare in corsia senza mai puntare il dito contro l’Azienda sanitaria locale. «Mi rendo conto – ha detto – che sono momenti di caos totale e credo che il prossimo mese, con le influenze stagionali, potrebbe essere anche peggio». E non è fiducioso nemmeno sui vaccini. «Quest’anno non si trova nemmeno quello contro l’influenza. L’ho fatto ogni anno e quest’anno ancora non è stato possibile perché è pressoché introvabile», ci conferma. Pe il dottore Amalfitano il Coronavirus è «una guerra». «E come in tutte le guerre, c’è caos. Ma siamo in guerra. Questa è una pandemia, non certo una sciocchezza. E ho dato la mia disponibilità ad andare in trincea perché anche Napoleone Bonaparte entrava in campo con la vecchia guardia quando la guerra diventata pesante». Ma della volontà di mettersi a disposizione dei concittadini isolani e dell’Azienda Sanitaria Locale è rimasto solo un badge «ritirato presso l’ospedale ‘Anna Rizzoli’ di Lacco Ameno nel pieno del lockdown ad aprile e mai utilizzato».

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