POLITICA

Barano, il consiglio comunale approva il bilancio di previsione

Ieri mattina nuova calda seduta del civico consesso, con la maggioranza che ha approvato il documento contabile: ma la minoranza dice “no”

Consiglio Comunale prevalentemente di natura programmatica- finanziaria quello tenutosi ieri a Barano. L’amministrazione del Comune collinare, guidata dal sindaco Dionigi Gaudioso si è riunita in una nuova civica assise. Punto focale all’ordine del giorno, l’approvazione del DUP – documento unico di programmazione – e del Bilancio di Previsione per il triennio 2019-2020, atto quest’ultimo, arrivato, quest’anno ad essere oggetto di  discussione del  Consiglio Comunale  in tempistiche non propriamente celeri.  Come si ricorderà, infatti,  nei giorni scorsi, proprio a causa del ritardo nell’approvazione del Bilancio di previsione da parte dell’ente comunale di Barano, la Prefettura di Napoli aveva inviato una diffida all’amministrazione collinare, intimandole di darsi una mossa, pena,  in caso  contrario, lo scioglimento del Consiglio Comunale.  Una circostanza questa, che non ha mancato di essere oggetto di critiche da parte dell’opposizione- costituita da Mario Di Meglio, Aniello Di Meglio, Clotilde Di Meglio e Mariagrazia Di Scala- ed in particolar modo da quest’ ultima. «Dopo la prima proroga – ha difatti esordito la Di Scala –  per la quale il bilancio si sarebbe dovuto approvare entro il 28 Febbraio, è stata data una seconda proroga fissata al 31 Marzo scorso. Secondo la normativa, il Comune avrebbe dovuto approvare l’atto entro i trenta giorni antecedenti la scadenza della proroga. Avrebbe dunque dovuto provvedere all’approvazione del bilancio, in sede di Giunta,  il 1 Marzo, mentre  questi è stato approvato soltanto, di fatti, poi, il 14  Marzo».  Per il consigliere della minoranza, dunque, tale circostanza, avrebbe rappresentato una irregolarità poco soprassedibile, indice, ancora una volta, di come venga amministrata in maniera del tutto opinabile la cosa pubblica in quel di Barano.

 Disquisizioni a parte sulle tempistiche, al dottor Nicola Pascale, è toccato l’onere di illustrare ai presenti in sala la ratio delle cifre stabilite nel bilancio di previsione: una relazione lunga e in alcuni punti, soprattutto per i non addetti ai lavori e non esperti in materia contabile, di non semplice comprensione – e durante la quale sono stati snocciolati una serie di dati relativi alle entrate e alle uscite previste dal Comune collinare per l’anno in corso:  1 milione e 500 mila per gli incassi tributari, 330 mila euro per la TASI, 100 mila euro di imposta di soggiorno e 2 miliono e 150 mila euro per la TARI.  Un milione e 355 mila, invece, la somma prevista per le spese relative al personale, 150 mila euro per gli incarichi legali e 20.00 euro per la manutenzione dei beni comunali. Il dottor Pascale ha poi, però, voluto maggiormente soffermarsi sulla voce presente in bilancio relativa al Fondo di crediti di dubbia esigibilità.  A partire dal 2015, infatti,  sulla base di una normativa vigente, l’ente collinare avrebbe costituito un fondo  ad hoc che in linea di massima dovrebbe servire al Comune per coprire eventuali “ buchi” di bilancio, dovuti alla mancata riscossione di alcune entrate tributarie- come ad esempio, come d’altronde già accaduto negli anni passati, per la tari  non riscossa- relativa ad alcuni esercizi pubblici presenti sul territorio baranese- e che alla lunga potrebbero  non far più quadrare  a pieno i conti baranesi.  Proprio per evitare circostanze del genere, dunque, il Comune di Barano avrebbe costituito, in questi anni, un grosso fondo di salvaguardia e ammontante a circa 4 milioni di euro.

Il No dell’opposizione al bilancio di previsione

Nonostante l’articolata spiegazione di Pascale, quanto redatto dall’amministrazione in merito al bilancio di previsione e al Documento unico di Programmazione non è stato considerato affatto soddisfacente dai consiglieri dell’opposizione.  Per il Consigliere Aniello Di Meglio, infatti, gli atti in questione sarebbero stati manchevoli di alcuni punti fondamentali, quali, ad esempio la programmazione di oneri relativi alla tutela della salute, al settore dell’artigianato, dell’agricoltura e delle fonti di energia rinnovabili.  Maria Grazia Di Scala, invece, ha sollevato alcuni dubbi, in merito all’assenza, all’interno del bilancio di previsione, delle quote debitorie che il Comune di Barano avrebbe maturato confronti del CISI a partire dal 2014.  Quote ammontanti a circa 26.000 euro l’anno. Non certo, insomma, proprio noccioline.  A tal proposito l’ente si è giustificata sostenendo che quelle somme sarebbero state inglobate nel capitolo di bilancio relativo alle “spese diverse”, ma tale risposte non sembra aver soddisfatto ugualmente Maria Grazia Di Scala che ha sottolineato come il bilancio di previsione, risultasse, oltre che poco chiaro in alcune voci, anche falsato.  

Molto critica anche il Capogruppo della minoranza, Clotilde Di Meglio, che oltre a contestare l’operato dell’amministrazione, ha, ancora una volta, avuto da ridire sulle modalità di convocazione della seduta consiliare. «La convocazione del 24 Aprile, in pieno ponte festivo – ha commentato, infatti, il Consigliere- ha impedito la partecipazione fattiva della popolazione baranese al Consiglio Comunale proprio in un’occasione importante come quella della discussione sul bilancio. Ancora una volta, inoltre, non vedo la presenza del consigliere Pietro Buono che non ha potuto partecipare al Consiglio. È evidente che il presidente del Consiglio Comunale (Paolino Buono) non ha affatto cura di verificare   se effettivamente tutti i consiglieri  possano essere tutti presenti in civica assise». «Gli atti portati in Consiglio- ha proseguito la Di Meglio- sono segno del fallimento dell’amministrazione di Barano in termini di gestione del territorio.  Si è sbandierato in campagna elettorale che in questo quinquennio avrebbero dovuto essere portate avanti numerose opere pubbliche, come il famoso ponte sospeso sui pizzi bianchi di cui ovviamente non si è ancora vista l’ombra, come non si è vista l’ombra neppure delle più basiche opere di manutenzione stradale e degli edifici». Voto contrario quindi quello dell’opposizione in merito al bilancio di previsione, come anche quello relativo ai provvedimenti per l’anno 2019  inerenti i piani di zona  per l’edilizia economica e popolare e le attività del terzo settore, altro punto  previsto all’ordine del giorno della seduta.  A tal proposito, infatti, l’amministrazione non avrebbe individuato alcuna nuova aree per soddisfare le suddette esigenze, e questo, secondo Clotilde di Meglio, sarebbe da addebitare anche alla mancata approvazione del PUC. «Se il PUC fosse stato completato – ha infatti puntualizzato il consigliere- a quest’ora si sarebbe potuto dare concretezza ai piani di zona popolare e all’opportunità di trovare nuovo insediamenti per le aree produttive. Ancora una volta, invece, i cittadini  di barano  sono costretti a dover far ricorso all’abuso edilizio». 

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Alle osservazioni sollevate dall’opposizione, tuttavia,  non è mancata la pronta risposta del primo cittadino Dionigi Gaudioso che,  dal canto suo, invece, si è detto molto soddisfatto dei risultati raggiunti in questi due primi anni di amministrazione. «In queste settimane – ha commentato il sindaco- stiamo completando i bandi di gare ammontanti a circa 5 milioni di euro per la ristrutturazione e la messa in sicurezza della Chiesa di Fiaiano, della Casa comunale e dell’Olmitello. A breve partiranno anche finalmente anche gli interventi su via Piano. Nei giorni scorsi, inoltre, abbiamo avuto incontro relativo al PUC che sarà a breve portato ed approvato in Consiglio comunale». «Quanto alle tempistiche dell’approvazione del bilancio – ha concluso il sindaco- non siamo affatto dinanzi ad alcuna irregolarità. La convocazione per l’approvazione dello stesso , per legge, ci deve essere nei venti giorni entro l’ultima notifica, quindi siamo stati in linea con i tempi».

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