CRONACAPRIMO PIANO

Bonus di “piazza” per i lavoratori stagionali

Oltre trecento persone si sono ritrovate ieri mattina ad Ischia per urlare la propria rabbia per l’esclusione degli aiuti da parte del Governo Conte. Sul palco il mattatore Gennaro Savio ma anche uomini e donne accomunati da un sentimento di sdegno. E non finisce qui…

Partiamo da un presupposto. Si dice che la matematica non è un’opinione, ma non è mica vero sempre. La manifestazione di ieri mattina a Piazza degli Eroi, che ha visto la protesta dei lavoratori stagionali esclusi dal bonus previsto dal Governo per un cavillo legato ai codici, ha trascinato nella cornice ischitana – in una mattinata calda ma per fortuna almeno non afosa – oltre trecento persone nel momento di massimo afflusso. Non pochi si dirà, ed è vero, ma nemmeno tanti laddove si consideri che sull’isola l’esercito di stagionali ammonta a circa diecimila unità. E, si badi bene, novemila non hanno ricevuto un beneficio economico che di questi tempi avrebbe onestamente fatto tutta la differenza del mondo, e tra alberghi chiusi e attività commerciali che stentano a ripartire nemmeno ci sarebbe bisogno di spiegare il perché. Mattatore della mattinata, almeno della prima parte della stessa, è stato Gennaro Savio, attivista del PCIML.

Che ha strappato la scena in più di una circostanza. La prima quando, aprendo la mattinata comiziale, ha parlato senza mezzi termini di “appuntamento con la storia”, con riferimento a un esercito di lavoratori che per la prima volta si riuniva unito e compatto. La seconda nel momento in cui ha chiesto al sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino di prendere la parola ma a una condizione: “Deve strappare la tessera del Pd se intende salire sul palco”, sono state le parole di Gennaro. Non è mancato un momento toccante ed emozionante per tutti i presenti, davvero nessuno escluso: a un certo punto ha fatto capolino uno striscione che ricordava Domenico Savio. Già, il segretario del PCIML da poco scomparso e che ha dedicato la sua esistenza alla difesa dei più deboli e degli ultimi. Il figlio Gennaro, visibilmente commosso, a stento riusciva a trattenere le lacrime ricordando che per la prima volta il genitore era assente a una manifestazione di piazza.

Con i presenti decisamente rispettosi delle regole, legate sia alla mascherina da indossare che al distanziamento sociale (e la cosa non affatto facile…) quando Gennaro Savio ha preso la parola ha immediatamente fatto i conti. I 600 euro non incassati a marzo per una questione legata alla tipologia di assunzione, il cosiddetto codice, e di conseguenza la mancata possibilità di accedere a un ulteriore bonus della Regione Campania di 300 euro per quattro mesi, ogni lavoratore stagionale isolano si è visto sottrarre 1.800 euro. Un gruzzoletto che di questi tempi – e con l’incertezza che regna sovrana anche a breve e medio termine – certamente avrebbero fatto comodo. Gennaro lo grida a tutti, anche alla televisioni locali ed a quelle nazionali che hanno regalato la giusta vetrina alla manifestazione di popolo. Savio approfitta anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, puntando l’indice su un’altra manifestazione in programma venerdì prossimo a Piazza Antica Reggia a Ischia. “Hanno provato a boicottarci – dice arringando la folla – ma la verità è che quella sarà un evento voluto dai sindaci, dal potere politico ed economico. Soggetti che non ci hanno rappresentato e che certo non potranno mai rappresentarci in questa battaglia”. Poi una serie di interventi, tra chi maledice il leader di Italia Viva Matteo Renzi – lui sì passato alla storia dalle nostre parti per aver ridotto la Naspi da sei a tre mesi – e chi non risparmia qualche critica nemmeno ai grillini, colpevoli di aver promesso e mai mantenuto ai lavoratori.

Uomini e donne testimoniano il disagio ed i timori per il futuro anche immediato, a Piazza degli Eroi fa capolino anche il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino (in altra parte della pagina le sue considerazioni a Il Golfo) al quale va dato atto di non avere alcun problema a salire sul palco e confrontarsi con persone che ovviamente hanno tutti i sacrosanti motivi per essere inferociti, per usare un eufemismo. Il primo cittadino ribadisce l’impegno personale suo, dell’amministrazione comunale e dei colleghi sindaci spiegando che nessuno sarà abbandonato al proprio destino. Poi ancora tanta voglia di manifestare, protestare, urlare al mondo intero il proprio dissenso, lo sdegno verso un provvedimento discriminatorio del Governo. E ce n’è anche per il premier Conte: “Aveva promesso che nessuno sarebbe rimasto indietro, non è stato di parola. Vergogna!”. Poi dopo i ringraziamenti di rito, su tutti alla polizia municipale ed in particolare al personale del commissariato di polizia di Ischia, guidato dal vicequestore Maria Antonietta Ferrara, il rompete le righe con la promessa di ritrovarsi ancora e anche al più presto. La battaglia, in fondo, è appena cominciata.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

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