CRONACA

Carannante suona la carica: su Vivara non ci fermiamo

Il delegato alla valorizzazione di Vivara Antonio Carannante ha condiviso: “E’ giunta una sentenza del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto ulteriori 13 persone, oltre le due già esistenti, come proprietari di Vivara…

La delega a Vivara è senza dubbio la più tormentata tra quelle che seguo.

Nel 2015, appena mi insediai come Assessore, l’isolotto era sotto sequestro per un procedimento penale per la mancata messa in sicurezza degli immobili esistenti a Vivara. Dopo i necessari lavori, passarono altri diversi mesi per avere il nulla osta convocando tutte le Autorità competenti coinvolte e il Comitato di gestione della Riserva.

Successivamente mettemmo in sicurezza il piccolo ponte che collega Procida con l’isolotto di Vivara, e completammo il lavoro con una staccionata in legno.

Quindi nel 2017, grazie alle guide e alla Protezione civile col compianto Antonio Meglio, riprendemmo finalmente le visite al pubblico facendoci carico della relativa organizzazione, nonostante il poco personale.

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Tutto bene per un periodo, ma nel 2019 il Ministero dell’Ambiente azzerava il vecchio Comitato di gestione, per cui se ne formava uno nuovo con la Presidenza del dott. Rino Esposito: il Comune di Procida nominava i suoi due membri (il Direttore del Museo civico Nicola Scotto di Carlo e la Prof. Rossella De Sanctis che ringrazio per il grande impegno) e metteva disposizione anche due impiegati comunali (Giovanni Marino e Barbara Festa, che ringrazio altrettanto), così come la Regione Campania. Intanto iniziavano i dialoghi col Ministero, prospettavamo la necessità di espropriare l’isola ma con il problema di trovare le relative risorse economiche, e ottenemmo di spostare la sede del Comitato da Napoli a Procida (facendo risparmiare al Ministero diverse migliaia di euro all’anno).

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Tutto a posto?
Eh no, nel frattempo era giunta anche una sentenza della Cassazione che confermava i sigg. ri Antonio e Francesca Diana come nuovi proprietari di Vivara al posto della Fondazione Albano Francescano, inoltre cadeva il Governo col Ministero dell’Ambiente con cui si era iniziato a dialogare per l’esproprio.

Dunque, ancora una volta si ripartiva.
Il nuovo Comitato iniziava a lavorare fattivamente anche per concordare con i nuovi proprietari le modalità di apertura al pubblico. Finalmente a ottobre scorso – tra il sostegno della Regione Campania, dimissioni del Presidente (che ringrazio per il lavoro svolto tra mille difficoltà e carenze di persone), pulizia dei sentieri, smaltimento di querce malate, pareri dell’Avvocatura e del revisore dei conti – si concordavano le modalità per aprire al pubblico. La Regione Campania nominava anche uno dei suoi dirigenti più esperti come Responsabile tecnico, che dava subito il suo contributo. Tutto pronto per aprire a dicembre? Si, ma, ancora una volta un intoppo: sopraggiungevano i tragici fatti di Casamicciola e con la Regione si decideva di rinviare tutto a gennaio…

E adesso? Adesso è giunta la notizia che ci sono altri 13 nuovi proprietari di Vivara…
Nelle prossime settimane insieme alla Regione Campania e all’Avvocatura valuteremo bene la questione per confrontarci anche col nuovo Ministro, ma una cosa è certa: c’è la sincera voglia di riaprire questo luogo dell’anima perché Vivara è una pagina della nostra storia e ha una funzione educativa ambientale importante specie per i più giovani.

In questa nostra piccola/grande esperienza di amministratori abbiamo avuto la conferma che troppo spesso il Governo centrale è lontano dai territori, e la Riserva di Vivara ne è un esempio. Ma noi non molliamo, continueremo a fare presenti le problematiche e collaborare per indicare soluzioni fin quando non arriveremo a una “normalità”.

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