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Caritas Ischia:Porte aperte a tutti

Di Sara Mattera

Ischia- E’ passato poco più di mese da quando è stata annunciata la messa a disposizione, a titolo gratuito, da parte della diocesi di Ischia, di un alloggio, sito in via Leonardo Mazzella, destinato ad accogliere chi è costretto a valicare le frontiere della propria madrepatria a causa di guerra e povertà. Una vera e propria casa degli immigrati che può accogliere dalle quattro alle sei persone e che ha visto coinvolte anche due parroccIllegal Immigrants Rally In Tel Avivhie: quella del Buon Pastore con Don Antonio Angiolini e quella di Ischia Ponte di Don Carlo Candido, che si sono adoperate nel ristrutturare l’appartamento in questione. Tale iniziativa, come ormai è noto, è stata messa in atto dopo che il Cardinale Crescenzo Sepe, su sollecitazione del Prefetto di Napoli, chiese a  tutte le diocesi del territorio campano, ai vescovi e ai direttori degli Uffici Caritas, di impegnarsi attivamente a rispondere all’emergenza immigrazione che, purtroppo, si sta facendo sempre più forte nel nostro paese, ma non solo. Sull’onda di tali  richieste, qualche giorno fa, a Napoli, si è poi tenuta una conferenza episcopale che ha visto la partecipazione di tutti i vescovi della Campania, tra cui anche il Vescovo di Ischia,  Pietro Lagnese,e il Cardinale Sepe e il Prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone. Ancora una vola, dall’incontro è scaturita la volontà di voler migliorare le condizioni di socializzazione dei rifugiati e di coinvolgere e sensibilizzare la comunità all’accoglienza dei tanti immigrati. Inoltre, sembra che si sia fatta sempre più forte la volontà di superare, assieme all’aiuto delle istituzioni, tutte quelle barriere di ordine burocratico che rendono difficile,spesso e volentieri, mettere in atto aiuti per quanti sono sprovvisti di permesso di soggiorno. Sono, quindi, in programma, nelle prossime settimane, una serie di incontri promossi dai Prefetti delle singole provincie della Campania con le istituzioni locali e con le diocesi stesse.

Già da qualche mese, infatti, la Prefettura di Napoli ha emanato un bando di gara per la richerca di enti, soggetti privati o pubblici, e associazioni che vogliano fornire servizi di prima accoglienza agli ammigrati. Tale bando è stato anche pubblicato negli albi pretori dei sei Comuni di Ischia.Un impegno attivo, quindi, che vedrà nuovi progetti e iniziative per la diffusione di servizi di accoglienza per immigrati, ma soprattutto rifugiati in difficoltà. Inutile dire, però, che, probabilmente, queste iniziative che, vedranno coinvolte  in primis la Chiesa, potrebbero non essere ben viste nel contesto isolano dove, in più di un’occasione, non sono mancate le polemiche proprio sulla messa a disposizione per immigrati e profughi  di un alloggio gratuito, dal momento che ci sarebbero diversi cittadini isolani che vivono in povertà e che non hanno un tetto sopra la testa. Le solite polemiche negative, insomma, che scaturiscono ogni qualvolta si faccia qualcosa sul fronte del fenomeno migratorio e di chi coglie ogni pretesto per asserire che le istituzioni, che siano esse locali o nazionali, preferiscano dare priorità ai migranti piuttosto che ai cittadini italiani.

Su questa situazione abbiamo voluto sentire quanto poteva dirci Don Giacchino Castaldi, direttore dell’ufficio Caritas di Ischia, che ci ha dato le sue opinione in merito a questa spinosa questione che, ormai da tempo, anima l’opinione pubblica e anche in merito all’impegno della diocesi di Ischia. «Quando si tenne la prima    riunione a Pomphqdefaultei, riguardante proprio la promozione di un  impegno più attivo da parte delle diocesi per far fronte  all’emergenza emigrazione, io mi tirai fuori, in un primo  tempo, perché non avevam ostrutture adatte ad accogliere i  migranti. Fortunatamente, però, il Vescovo si attivò a titolo  gratuito e grazie al suo intervento siamo giunti a trovare  come soluzione quella dell’alloggio ad Ischia. Molti dicono   che la Chiesa e, quindi, anche la diocesi di Ischia ci guadagni  qualcosa nel dare accoglienza agli immigrati. Infatti, lo Stato  eroga dei fondi alle organizzazioni impegnate  nell’accoglienza. Ma ci tengo a precisare, a quanti la pensano così, che sbagliano, perché noi non abbiamo accettato alcun fondo, quindi non ci guadagniamo nulla. A quanti, poi, non sono concordi sulle iniziative della Diocesi di attivarsi per l’aiuto degli immigrati, vorrei solo dire che noi non abbiamo mai chiuso le porte in faccia a nessuno, meno che mani ai cittadini isolani. Anzi, a Forio adesso stiamo ristrutturando il Centro di Prima accoglienza, per dare un tetto e un piatto caldo a tutti, non solo agli immigrati, ma a tutti coloro che ne hanno bisogno». Ricordiamo, infatti, che il Centro Giovanni Paolo II di Forio, venne istituito nel 2009 e che è stato per lungo tempo gestito dalla Comunità Nuovi Orizzonti di Ischia, la quale, però, lo scorso Agosto pare che abbia ceduto le redini della gestione alla Caritas diocesana che, ora, se ne starebbe occupando per garantire, non solo assistenza e aiuto, ma anche pasti quotidiani a chi ne è bisognoso. Sembrerebbe ,quindi, che l’assistenza diocesiana non sia  solo rivolta agli immigrati, come molti credono o asseriscono. Quando abbiamo chiesto a Don Gioacchino, comunque,  se ci siano effettivamente degli immigrati che si rivolgono alla Caritas, ci ha così risposto: «Ad Ischia abbiamo diversi immigrati. Tuttavia quelli che vengono a chiedere maggiori aiuti alla Caritas sono i Macedoni. E’ anche vero che, ci sono immigrati che non hanno una cultura del lavoro, ma noi stiamo comunque cercando di attuare u’ opera di integrazione affinchè si possa aiutarli in qualche modo».

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