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Caro vita, in piazza il grido di studenti e pescatori

Ieri mattina la manifestazione di protesta che, partita dall’esterno del Tribunale di Ischia, ha raggiunto in modo pacifico ma rumoroso e partecipato Piazza Antica Reggia. Nutritissima la partecipazione di giovani e di operatori della filiera ittica, peccato per l’assenza dei cittadini che hanno preferito continuare a prendere d’assalto pompe di benzina e supermercati

Tanti, tantissimi giovani, che si sono mobilitati per una causa che sentono loro evidentemente più degli adulti. Ieri mattina è stata davvero nutrita la partecipazione del mondo studentesco al corteo organizzato dai pescatori di Ischia e da una serie di associazioni per protestare contro il caro vita e i costi alle stelle, che in una realtà come quella insulare spesso si trovano ad essere implementati rispetto alla vicina terraferma. Ragazzi provenienti dagli istituti superiori dell’isola si sono portati all’esterno della sezione distaccata di Tribunale di Ischia, dove era stato fissato il raduno alle 9.30 prima della partenza alle 10.30 direzione Piazza Antica Reggia. A presidiare ovviamente le forze dell’ordine con i carabinieri e gli agenti del commissariato di polizia di Ischia, con in prima linea la dirigente e vicequestore Daria Alfieri. Qualche coro contro la premier Meloni e il governo, ma nessun disordine e manifestazione che si è svolta nei parametri della civiltà. Tra l’altro con il corteo che ha sfilato su una sola corsia stradale, in maniera tale da rendere anche meno pesante il rallentamento della circolazione stradale, gestita comunque con perizia dagli agenti di polizia municipale diretti dalla comandante Chiara Romano. Protagonisti su tutti i pescatori, almeno nella fase iniziale, poi quando il corteo ha raggiungo l’esterno del municipio di Ischia a prendere la parola in una sorta di improvvisato comizio dibattito sono stati il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino e soprattutto tanti giovani studenti. Unica pecca della mattinata, a voler trovare il pelo nell’uovo, l’assenza degli adulti, della cittadinanza isolana che ha preferito prendere d’assalto i distributori di benzina dopo le folli code di venerdì e riversarsi nei supermercati alla ricerca di generi alimentari ed altro, ancora una volta come se non ci fosse un domani.

“Credo che noi pescatori siamo tra i primi a subire le conseguenze del caro vita – ha spiegato Pasquale Saurino del consorzio Ischia Pesca e storico operatore del settore sull’isola – unitamente ad agricoltori e trasportatori. Questa deve essere una protesta che deve servire a ricordare al governo e a chi ci amministra che noi esistiamo. Il costo esorbitante del gasolio ci sta praticamente uccidendo e a questo va aggiunto il fatto che già la pesca in mare non è certo quella di una volta. Non chiediamo aiuto, ma soltanto di essere messi nella condizione di poter lavorare”. Un aumento, quello del costo del carburante e non solo, che Saurino definisce insostenibile: “Dover comprare il gasolio a una cifra superiore a 1.60 euro al litro, inevitabilmente porterà tanti a dover chiudere la propria attività. Abbiamo voglia di continuare ad andare a mare, perché il mare rappresenta la nostra vita ma dovremo tristemente prendere atto che così proprio non si può andare avanti. Tanti giovani in piazza? Certo, fa piacere e tanto: sono il futuro, spero che davvero abbiano tanta voglia di combattere per rendere migliore il domani. Sarebbe una cosa bellissima, questo è il mio auspicio”.

Un altro pescatore isolano, Domenico Schiano, è di fatto sulla stessa lunghezza d’onda: “Sono anni che segnaliamo queste criticità perché a differenza della terraferma siamo sottoposti a rincari e non a caso vantiamo il triste primato della benzina più cara d’Italia. E’ bello avere al nostro fianco tanti ragazzi che non hanno affatto marinato la scuola ma creato striscioni e pensieri significativi che hanno tanto da insegnare e trasmettere a chi non era in piazza. Noi vogliamo continuare a lottare per i nostri figli e per quelli che verranno, chi vive su un’isola ogni qualvolta si verifica un’emergenza si ritrova in ginocchio e questo non è più tollerabile: noi non siamo italiani di serie B”.

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