CRONACAPRIMO PIANO

Cas negato ai consanguinei, nuovo appello a Schilardi

La nota indirizzata al commissario per la ricostruzione dall’avvocato Agostino Iacono, che chiede un repentino dietrofront sul dimezzamento del contributo di autonoma sistemazione

Non è proprio andata giù la nota che il commissario alla Ricostruzione, Carlo Schilardi, ha indirizzato al Comune di Casamicciola, missiva nella quale annuncia che il contributo di autonoma sistemazione per i cosiddetti “consanguinei” non può essere più corrisposto nella sua interezza ma dovrà essere dimezzato. Il risultato è che i destinatari della misura, che da maggio a settembre l’hanno invece ricevuto integralmente, non si vedranno erogata alcuna somma fino a quando non sarà stata “restituita” virtualmente la differenza. Mentre il sindaco Giovan Battista Castagna e tecnici ed amministratori comunali preparano la “controffensiva”, a muoversi per primo è l’avvocato Agostino Iacono, che ha indirizzato una lunghissima ed articolata nota nella sua veste di rappresentante dei terremotati oltre che di vicepresidente dell’associazione “Protagonisti per l’isola d’Ischia”. Un testo voluminoso trasmesso non soltanto a Schilardi, ma anche al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al governatore Vincenzo De Luca, ai sindaci del cratere Giovanbattista Castagna, Giacomo Pascale e Francesco Del Deo. L’oggetto del documento è “urgenti delucidazioni sull’applicazione dell’articolo 18 comma 1, lettera 1-ter riguardante la riduzione del 50 per cento ed eliminazione dell’importo del contributo autonoma sistemazione (CAS) concesso in favore dei nuclei familiari in abitazioni non di proprietà. Richieste”.

Già, le richieste per l’appunto. E su questo punto Agostino Iacono è minuzioso e categorico in quelle che rivolge al destinatario della sua nota. Non a caso il professionista casamicciolese chiede “Al Commissario per la Ricostruzione, di non applicare la dimidiazione e l’eliminazione del contributo autonomo sistemazione (CAS) a quei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa distrutta o danneggiata del sisma risulti di proprietà di un parente consanguineo”. Non solo, sempre a Schilardi Iacono chiede altresì “la corretta applicazione della lettera i-ter) dell’articolo 18, comma 1, applicando la riduzione del 50% e l’eliminazione dell’importo del contributo autonomo sistemazione (CAS) soltanto agli inquilini, evitando di estendere tale riduzione ed eliminazione a tutti i reali attori della Ricostruzione che sono anche i parenti consanguinei ed in particolare i figli di proprietari, tenendo conto, in maniera del tutto corretta, della nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile Servizio attività giuridica e legislativa, protocollo n. CG/0033191 del 05/06/2020, e della normativa vigente per il Centro Italia, per una corretta interpretazione estensiva a favore dei terremotati “consanguinei” in virtù anche dell’Art. 3 Cost”.

Non mancano le richieste anche al Comune di Casamicciola ed alla commissione Cas del municipio termale, cui Agostino Iacono raccomanda “di insisstere per il versamento delle somme richieste al Commissario per la Ricostruzione così come da determina n. 433 del 08/10/2020” mentre ai Comuni di Lacco Ameno e Forio ed alle rispettive commissioni Cas chiede “di non provvedere alla dimidiazione ed eliminazione del cas per i consanguinei”. Ma poi c’è un altro appello indirizzato al Prefetto Carlo Schilardi: “Al Commissario per la Ricostruzione – si legge nella nota – qualora dovesse passare la tesi dell’interpretazione negativa della lettera i-ter) dell’articolo 18, comma 1 (il venir meno dell’assistenza della popolazione dei terremotati consanguinei tramite il CAS), di prevedere strumenti alternativi quali i moduli (container e SAE), visto che per questi terremotati non è venuta meno l’assistenza, in generale, che si deve garantire in virtù dell’articolo 18 del Decreto Legge n. 108 del 2020, convertito in Legge n. 130 del 2018, comma 1, lettera i-bis) e, pertanto, si chiede al Presidente della Regione Campania ed ai Sindaci dei Comuni interessati di chiedere tali alternativi strumenti di assistenza;Al Presidente del Governo, al Capo della Protezione Civile, alla Protezione Civile – Dipartimento della Protezione Civile Servizio attività giuridica e legislativa, e al Presidente della Regione Campania si chiede di intervenire sulle questioni esposte”. Agostino Iacono raccomanda nella parte conclusiva anche di essere decisamente celeri: “Si chiede celere e urgente risposta, entro e non oltre sette giorni dalla ricezione della presente, a tutti i diretti interessati della nota in oggetto sulle richieste presentate per chiedere l’attivazione di tutti i provvedimenti necessari al fine di eliminare le anomalie evidenziate, riservandosi anche manifestazioni forti e civili per il riconoscimento dei diritti dei terremotati (in particolare in favore di tutti i soggetti interessati alla Ricostruzione del tessuto immobiliare, sociale ed economico) dell’Isola d’Ischia”.

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Un commento

  1. Questo professionista, “Principe del foro””, invoca l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Facendo riferimento al trattamento riservato ai terremotati del Centro Italia, non risparmiando di spruzzare veleno sugli affittuari, pur consapevole che, per gli stessi, non è stata attuata alcuna discriminazione nei loro confronti rispetto ai consanguinei dei proprietari.
    Ragion per cui, non si comprende perché sull’isola d’Ischia vi è tanto accanimento e rancore nei confronti dei “TERREMOTATI” affittuari. Eppure sotto le macerie è rimasta una famiglia di inquilini. Il problema, secondo me, è che, per fortuna, il terremoto non ha fatto molte vittime e, quindi, i proprietari vedono gli inquilini come dei privilegiati, come se il terremoto non riguardasse gli inquilini, ma solo ed esclusivamente i proprietari e i loro consanguinei.

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