CRONACAPRIMO PIANO

Casamicciola, doppio “binario” per bloccare il ripetitore Tim

Il responsabile dell’Utc Mimmo Baldino ha firmato due ordinanze che impongono l’immediato ripristino dello stato dei luoghi nel terreno dove sorge la struttura e la sospensione ad horas dei lavori

Diventa un vero e proprio duello, quello tra la Tim e il Comune di Casamicciola. Dopo i sopralluoghi e il provvedimento di sospensione dei lavori di installazione del ripetitore telefonico nel terreno di via Pio Monte della Misericordia, fortemente osteggiato dai residenti auto-costituitisi in Comitato, l’ente del Capricho ha emanato due ordinanze tese a bloccare la possibilità di ultimazione dell’antenna. Possibilità concessa nei giorni scorsi dal Tar, che aveva accolto le istanze della Compagnia telefonica sospendendo l’ordinanza comunale che intimava la rimozione dell’installazione provvisoria del ripetitore.

Con la prima ordinanza si batte la strada, già preannunciata due giorni fa nella comunicazione dell’Ufficio tecnico, degli abusi edilizi riscontrati nella porzione di terreno. Secondo il Comune, “il piano di campagna dell’area principale posto ad una quota di mt +1,59 rispetto l’ingresso principale, prevedeva, in progetto, un aumento di quota di circa 20 cm (quindi da mt 1,59 a mt 1,80), ma tale aumento non poteva essere eseguito in considerazione delle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza, quale organo preposto alla tutela del vincolo paesaggistico. Allo stato tale aumento risulta essere stato realizzato, pertanto si è modificata l’orografia del terreno di circa cm 20 per tutta la superficie dell’area in questione; 2. Ampliamento di circa mt 6,00 del varco di accesso all’area di cui sopra, portandolo dagli originari mt 5,70 a mt 11,65; 3. Realizzazione di un piccolo tratto di scala (non previsto in progetto), occupante una superficie di circa mt 1,20 x 2,40 e composto da n°5 alzate per un’altezza di circa cm 75, annesso alle rampe di scala previste nel progetto originario; 4. Modifica altimetrica di tutte le murature delle scale che dall’area in questione conducono sulla soprastante Via Iasolino. In sostanza ogni piano delle murature risulta aumentato di circa cm 20, ad eccezione di un solo terrazzamento che presenta un lieve decremento rispetto alla situazione progettata; 5. Cambio di destinazione della originaria porcilaia, trasformata in n° 2 servizi igienici di cui 1 adibito a persone diversamente abili ed un piccolo localino adibito a sala apparati videosorveglianza; 6. Realizzazione n°2 griglie di raccolta delle acque piovane”.

In tal modo, il Comune ha ordinato ai privati proprietari dell’area il ripristino ad horas, cioè in via immediata, dello stato dei luoghi, dunque di fatto impedendo l’utilizzo dello spazio come sede del carrello sul quale completare l’installazione del ripetitore.

Dopo alcuni sopralluoghi sono stati riscontrati alcuni abusi edilizi: fino all’eliminazione di questi, ogni attività sul posto è interdetta

Con la seconda ordinanza viene invece ordinata, sempre ad horas, la sospensione di qualsiasi intervento, e quindi anche del montaggio dell’antenna, in quanto “sull’area in questione non è consentita alcuna attività fino all’ottemperanza” della prima ordinanza.

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Un doppio provvedimento, “a tenaglia”, per tentare di sradicare la contestatissima antenna che secondo il Tar la Tim ha il diritto di ultimare, in quanto, come ormai molti lettori ricorderanno il decreto legislativo 259/2003 all’articolo 87 quater stabilisce che “gli impianti temporanei di telefonia mobile, necessari per il potenziamento delle comunicazioni mobili in situazioni di emergenza, o per esigenze di sicurezza, esigenze stagionali, manifestazioni, spettacoli o altri eventi, destinati ad essere rimossi al cessare delle anzidette necessità e comunque entro e non oltre centoventi giorni dalla loro collocazione, possono essere installati previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale”. Quindi, una volta ottenuta l’autorizzazione dell’Arpa, agenzia regionale per la protezione ambientale, non ci sarebbe stato bisogno di altro, in quanto l’autorizzazione paesaggistica in aree non è necessaria per installazioni provvisorie. Una ricostruzione che è stata accolta dal Tar, il quale ha fissato al 15 settembre la camera di consiglio, stabilendo la sospensione dell’iniziale ordinanza comunale di rimozione e dando il via libera al completamento dell’antenna. Decisione che i provvedimenti emanati ieri dall’Ufficio tecnico tentano di superare tramite la legislazione edilizia, dal momento che l’Utc detiene anche il compito di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia. Il confronto tra Comune e Compagnia telefonica diventa quindi ancor più serrato.

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