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Danni pesanti, summit sulla nuova ordinanza di Schilardi

Ieri mattina la riunione in via telematica tra i Comuni del Cratere e la struttura commissariale in vista delle modifiche per il prossimo provvedimento relativo alla ricostruzione post sisma

Si è svolta ieri mattina la conferenza in modalità telematica tra le amministrazioni comunali isolane colpite dal sisma del 2017 e la struttura commissariale guidata dal prefetto Carlo Schilardi. L’oggetto della riunione era costituito dalle modifiche da apportare all’ordinanza commissariale n.7 per i cosiddetti “danni pesanti”, modifiche che dovrebbero confluire nella nuova ordinanza 7 bis, alcune delle quali proposte dal Comune di Casamicciola e già recepite positivamente dal Commissario.

All’incontro si è giunti, come alcuni lettori ricorderanno, dopo il parere qualificato di un consigliere di Stato emesso sui provvedimenti relativi al sisma dell’Italia Centrale, in cui si afferma che la ricostruzione non deve essere interamente subordinata alla pianificazione generale, cosa che di fatto finisce per ingessare e bloccare ogni inizio di ricostruzione, perché in vari casi si può procedere alla ricostruzione privata immediatamente. 

È stata ribadita l’importanza della modifica al comma 3 dell’articolo 1, salutato come la vera fondamentale novità, grazie alla quale il contributo di ricostruzione sarà erogato “anche per le parti relative ad aumenti di volume condonati”. Similmente il nuovo comma 2 bis dell’articolo 6, relativo alla possibilità per i cittadini, tramite i propri tecnici di fiducia, di avere una valutazione preventiva sulla definizione del livello operativo dell’intervento, è stato salutato come un elemento in grado di dare serenità a chi si interroga sulla finanziabilità della propria opera.

A quanto si è appreso, grande spazio durante la discussione è stato dato al nuovo comma 1 dell’articolo 11, il quale recita che “in sede di rilascio del titolo edilizio, ai fini della concedibilità del contributo, il Comune dovrà attestare la legittimità urbanistica originaria o intervenuta dell’intero immobile”, che nelle intenzioni della struttura commissariale è un elemento di grandissima semplificazione della procedura, una volontà già testimoniata dal numero relativamente contenuto di ordinanze sinora emesse.

Il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, ha espresso alcune puntualizzazioni, a partire proprio sul comma 1 dell’articolo 11: secondo il primo cittadino, reperire tutta la documentazione necessaria da parte del Comune sarà difficile, rendendo disagevole la attestazione di legittimità dell’immobile, soprattutto per i fabbricati costruiti nel ventennio tra il 1946 e il 1967, vista anche la legislazione in materia di costruzioni all’interno dei centri abitati. I funzionari comunali potrebbero avere difficoltà a individuare i titoli originari.

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Il commissario Schilardi ha in ogni caso invitato a vedere anche i lati positivi delle norme, in quanto gli edifici più antichi non avranno problemi sulla legittimità, e la struttura commissariale sta cercando di preservare i finanziamenti per concentrarli prevalentemente sulla ricostruzione, rispetto alle altre pur legittime e doverose attività. Questo perché se si attivano i cantieri, si inietterebbe denaro nel tessuto produttivo dell’isola, rimettendo parzialmente in moto l’economia. In ogni caso il commissario si è detto possibilista, in quanto il punto focale è capire se il cittadino avrebbe potuto avere la licenza se avesse presentato la domanda ai sensi della legge dell’epoca, e ci si augura che le perplessità del Comune riguardino soltanto una parte residuale dei casi. Dunque, si punterà esaminare e a rilasciare le licenze più semplici, che sono la maggioranza,visto che la norma è la più liberale possibile. In particolare, esiste il non trascurabile vantaggio del pagamento immediato e in contanti dell’intero intervento: una copertura importante, e dunque è necessario facilitare il rilascio delle concessioni, per ridare ossigeno all’economia del territorio.

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Un’altra osservazione del sindaco Castagna concerneva il sisma-bonus, in quanto molte persone stanno valutando di accedere al finanziamento agevolato al 110%, tuttavia andrebbero chiariti alcuni aspetti circa la copertura dell’intero importo. Sul punto il commissario Schilardi ha espresso diversi dubbi sugli effettivi benefici della misura, visto l’eccessivo numero di vincoli e clausole previsto nell’impianto normativo, che scoraggerà moltissimi cittadini dal tentare di ottenere tale bonus.

Il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, ha espresso alcune perplessità sul comma 2 dell’articolo 1, soprattutto per quanto riguarda il riferimento all’assetto idrogeologico, lanciando la proposta di organizzare un tavolo dove sia presente anche l’Autorità di Bacino: secondo il primo cittadino, con l’attuale impostazione numerosi immobili al Fango non riuscirebbero ad avere la sanatoria, compresi i casi di delocalizzazione. Il commissario acconsentito alla possibilità di una conferenza con l’Autorità di Bacino, aggiungendo che comunque dai sopralluoghi dei tecnici sono emersi pochi casi come quelli che paventa il sindaco. Pascale ha anche posto sul tavolo possibili difficoltà che potrebbero sorgere dalla differenza tra “aggregati edilizi” e “aggregati strutturali”: in pratica questi ultimi sarebbero impossibili per il Comune da individuare, essendo necessario un tecnico apposito. La questione sarà approfondita.

Un altro interrogativo è stato posto dall’avvocato Antonio Carotenuto in relazione all’articolo 25 con la importante modifica che consente il contributo anche per aumenti di volume condonati: è possibile che riceva il contributo chi ha subito danni lievi ma che per timore o incertezza non ha mai presentato istanza o scheda Aedes? La questione è delicata, e la struttura commissariale si è mostrata cauta in quanto
le ordinanze non possono modificare le leggi, anche per evitare rischi di coinvolgimento giudiziario a livello penale, che potrebbero avere esiti esiziali per il destino della ricostruzione.  In ogni caso, su questo quesito come sulla discussione relativa al comma 1 dell’articolo 11 gli enti si sono aggiornati a una prossima riunione.



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