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Casamicciola e Lacco Ameno chiedono lo stato di calamità naturale

La richiesta formalizzata con una nota trasmessa dai sindaci Castagna e Pascale al governatore De Luca e a tutte le altre autorità interessate

Al termine del lungo e articolato summit che si è svolto ieri mattina nei locali dell’ex Capricho di Casamicciola (e di cui rendicontiamo ampiamente in altra parte del giornale), nella prima serata di ieri ecco che arriva – relativamente alla situazione emergenziale presso il vallone La Rita – la richiesta dei sindaci di Casamicciola Terme e Lacco Ameno, Giovan Battista Castagna e Giacomo Pascale. Sì, perché anche il Comune del Fungo è “minacciato” da questi preoccupanti fenomeni di dissesto idrogeologico. La missiva è stata indirizzata dai primi cittadini a Dipartimento di Protezione Civile, Prefetto di Napoli, Regione Campania (nella persona del governatore Vincenzo De Luca) e commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi.

Al presidente della giunta regionale della Campania è stato chiesto il riconoscimento dello Stato di Calamità Naturale nei Comuni di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno, dato dal pericolo imminente nelle zona del vallone della Rita dove confluiscono ben tre alvei e dove un alveo tombato è ostruito dalle macerie del crollo e sono in procinto di crollo altri fabbricati

Nel testo, Castagna e Pascale chiedono nel dettaglio quanto segue: “Al Presidente della Regione Campania di proporre, presso gli organi di Governo, il riconoscimento dello Stato di Calamità Naturale nei Comuni di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno, dato dal pericolo imminente nelle zona del vallone della Rita dove confluiscono ben tre alvei e dove un alveo tombato è ostruito dalle macerie del crollo e sono in procinto di crollo altri fabbricati; Alla Protezione Civile di intervenire immediatamente, per il superamento della situazione emergenziale dovuta alla presenza dei materiali crollati all’interno dell’alveo tombato, data anche dalle difficoltà dell’intervento dovuta alla fragilità del contesto aggravata dal sisma 2017, anche con un intervento di somma urgenza, a carico della stessa, a salvaguardia della pubblica e privata incolumità.

Al Prefetto di coordinare la fase emergenziale, considerato che la stessa coinvolge diversi Enti anche nel reperimento delle risorse e nei processi di pianificazione e ricostruzione in corso. Al Commissario per la Ricostruzione di proseguire celermente nelle attività di cui alla L.130/2018, tenendo conto dell’emergenza venutasi a creare a seguito del crollo dell’edificio danneggiato dal sisma dal sisma del 21 agosto 2017”. Insomma, l’appello è chiaro ed inequivocabile e non sembra ammettere repliche: la situazione è di una gravità tale da richiedere lo stato di calamità naturale.

“A causa dell’ostruzione dell’alveo sussiste pericolo per l’abitato a valle nel Comune di Lacco Ameno, con la concreta possibilità, in caso di allerta meteo, di evacuazione della popolazione e dell’unico presidio sanitario ospedaliero dell’isola d’Ischia, delle case popolari nonché della scuola media”

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Nel documento c’è anche un dettagliato ma nel contempo sintetico excursus degli eventi per come si sono succeduti: “Nella notte del 13 febbraio 2021 si verificava presso il vallone la Rita, il crollo di uno degli storici stabilimenti termali ivi insistenti. Con nota prot.1482 del 13.02.2021 questo Ente rappresentava lo stato di pericolo alla Protezione Civile Regionale, stato di pericolo aggravato dal fatto che detti stabilimenti insistono anche su un alveo tombato. La Protezione Civile Regionale, per il tramite della Responsabile dott.ssa Claudia Campobasso ha subito allertato il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania per effettuare un sopralluogo, per ispezionare il canale tombato quasi sicuramente ostruitosi a seguito degli evidenti crolli. Sopralluogo effettuato nella giornata di domenica 14 febbraio a cui è seguita dettagliata relazione, anche fotografica, che si allega per opportuna conoscenza.

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Dalla relazione emerge chiaramente una situazione decisamente catastrofica e la possibilità di ulteriori crolli e l’urgenza di ripulire tutto l’alveo sia dalla vegetazione, sia dall’immondizia e dai blocchi di materiale solido presenti all’interno. Il giorno 19 febbraio ore 12:00, previa convocazione, si è tenuto presso il Comune di Casamicciola Terme un tavolo tecnico al fine di poter concordare le misure da adottare senza ulteriori indugi. Dalla riunione è emerso che è compito della Protezione Civile Regionale rimuovere lo stato di pericolo anche perché è coinvolto non solo il Comune di Casamicciola Terme ma anche quello di Lacco Ameno, per il quale l’Autorità di Bacino nella stessa riunione ha evidenziato la necessità di attuare un piano di evacuazione in caso di allerta meteo, proprio in conseguenza all’aggravato rischio idrogeologico date dalle macerie nell’alveo.

“La situazione in essere richiede l’immediato urgente e tempestivo ricorso a mezzi e risorse straordinari, che non sono nella disponibilità di questo Ente, atti a fronteggiare la situazione di emergenza in atto e a ripristinare il prima possibile la funzionalità dell’alveo”

La parte finale del documento è senza dubbio la più significativa perché nella stessa viene dato atto che “a causa dell’ostruzione dell’alveo sussiste pericolo per l’abitato a valle nel Comune di Lacco Ameno, con la concreta possibilità, in caso di allerta meteo, di evacuazione della popolazione e dell’unico presidio sanitario ospedaliero dell’isola d’Ischia, delle case popolari nonché della scuola media. Con la precisazione che nella zona di confluenza dell’alveo vi è anche una centrale di trasformazione dell’Enel. Uno scenario tutt’altro che rassicurante che porta Castagna e Pascale a rilevare che “la situazione in essere richiede l’immediato urgente e tempestivo ricorso a mezzi e risorse straordinari, che non sono nella disponibilità di questo Ente, atti a fronteggiare la situazione di emergenza in atto e a ripristinare il prima possibile la funzionalità dell’alveo” e che occorre dover continuare a intervenire con la massima urgenza alla messa in sicurezza di territori comunali” e “che sussistono tutti i presupposti per richiedere, agli organi competenti, l’adozione del provvedimento di stato di crisi per calamità naturale. L’ultimo inciso è decisamente eloquente dal momento che si ricorda “dell pericolo imminente nelle zona del vallone della Rita dove confluiscono ben tre alvei e dove un alveo tombato è ostruito dalle macerie del crollo e sono in procinto di crollo altri fabbricati”

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