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Casamicciola si “riprende” i bagni pubblici sul porto

Firmato il provvedimento di decadenza della concessione demaniale: la Traspemar entro quindici giorni dovrà rilasciare i locali dei servizi igienici, finora malgestiti e finiti nel costante degrado, ma anche quelli della biglietteria

È arrivata al suo epilogo, ampiamente scontato, la vicenda relativa alla concessione demaniale che comprende l’utilizzo della biglietteria e la gestione dei bagni pubblici del porto di Casamicciola. Il Comune del Capricho ha infatti dichiarato ufficialmente la concessione conferita nel 2018 alla società Traspemar srl, che aveva avanzato istanza di rinnovo della stessa. Anzi, la società dovrà rilasciare entro quindici giorni i locali, altrimenti l’ente ricorrerà anche all’ausilio delle forze dell’ordine a riprendere possesso di quei bagni finora gestiti in maniera indecente. Su queste colonne da oltre un anno abbiamo documentato, anche fotograficamente, l’allucinante incuria in cui i servizi igienici versano.

Come alcuni ricorderanno, la società in cambio della disponibilità di un vano da utilizzare come biglietteria aveva assunto l’impegno di provvedere alla pulizia dei servizi igienici. Questi ultimi dovrebbero essere un indice rilevatore, un biglietto da visita, per chi sbarca in uno dei principali scali portuali dell’isola. Al contrario, i bagni si sono via via ridotti in uno stato tale da configurare un’emergenza sanitaria, visto il pericolo per qualsiasi avventore nell’arrischiarsi a entrare in quei locali nauseabondi in cui sporcizia, escrementi, liquidi organici invadevano ogni centimetro. Insomma, un vero e proprio schifo, conclusosi con l’ordinanza di interdizione e l’innesco della procedura di decadenza, ora arrivata a compimento col provvedimento firmato dal responsabile dell’urbanistica. Provvedimento nel quale vengono ripercorse e sintetizzate le vicende più recenti, tra cui le rassicurazioni della società e gli esiti dei sopralluoghi successivi, che invece evidenziavano la persistenza del degrado nonostante una sommaria e superficiale pulizia, oltre alla chiusura a chiave di uno dei locali e l’inutilizzo prolungato, con tanto di mancato funzionamento, del bagno riservato ai disabili. Insomma, la situazione di fatto ha configurato la violazione degli obblighi derivanti dal titolo concessorio, imponendo all’amministrazione comunale di dichiarare la decadenza di tale titolo, ma anche di rigettare la richiesta relativa a una ipotetica divisione del titolo concessorio attraverso il mantenimento del box biglietteria da parte della società, e la decadenza della concessione relativa ai soli bagni pubblici. Una richiesta, quest’ultima, che oltre a essere irrituale e inammissibile, contrasta con l’unicità del titolo concessorio e con le valutazioni tecnico-discrezionali in riferimento all’uso e alla destinazione, a giudizio dell’amministrazione regionale, visto l’interesse pubblico. In altre parole, alla società l’incuria dei bagni pubblici costerà anche la perdita dell’importante locale adibito a biglietteria, che era stato concesso proprio dietro l’impegno di tenere puliti i servizi igienici. Contro la chiara decisione del comune, la società può proporre ricorso al Tar entro sessanta giorni, oppure ricorso straordinario al Capo dello Stato entro centoventi giorni.

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