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Cimiteri, il comune rivuole 72mila euro

Dopo la risoluzione del contratto per inadempienze nella gestione dei cimiteri di Forio e Panza, l'ente passa alle vie legali: Stani Verde & co. affidano l’incarico all’avvocato Francesco Mazzella

La vicenda della gestione dei cimiteri comunali di Forio e Panza si trasforma in un nuovo fronte giudiziario e amministrativo. Con una determinazione firmata dal responsabile del settore competente, l’amministrazione ha deciso di affidare un incarico legale per tutelare le proprie ragioni nei confronti della società che gestiva il servizio, dopo la risoluzione del contratto per grave inadempimento. Ma andiamo con ordine e leggiamo gli atti. Al centro della controversia vi è il tentativo dell’ente di recuperare complessivamente oltre 72 mila euro, somme che deriverebbero da anticipazioni contrattuali non maturate e da pagamenti effettuati in via sostitutiva dal Comune a seguito delle criticità emerse nella gestione del servizio. L’amministrazione intende inoltre procedere, se necessario, all’escussione delle garanzie fideiussorie, alla messa in mora della società e all’eventuale richiesta di ulteriori danni, interessi e spese. La decisione affonda le proprie radici nella relazione trasmessa dal responsabile del settore Patrimonio e RUP, nella quale viene ricostruita la vicenda che ha condotto alla risoluzione contrattuale. Un passaggio che non rappresenta soltanto un contenzioso economico, ma che riporta sotto i riflettori la delicatezza della gestione dei servizi cimiteriali, un ambito particolarmente sensibile perché coinvolge il rispetto dovuto ai defunti, i diritti delle famiglie e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Per seguire l’azione di recupero crediti il Comune ha conferito l’incarico all’avvocato Francesco Mazzella, chiamato a promuovere ogni iniziativa giudiziale e stragiudiziale ritenuta utile alla tutela delle ragioni dell’ente. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che presunte inadempienze contrattuali possano tradursi in un danno economico definitivo per la collettività. La questione, tuttavia, supera il mero aspetto contabile. Ogni volta che un servizio pubblico essenziale finisce al centro di una risoluzione contrattuale emerge infatti il tema della capacità degli enti locali di vigilare sull’esecuzione degli appalti e di intervenire tempestivamente quando si manifestano criticità. Nel caso dei cimiteri il problema assume una dimensione ancora più delicata: non si tratta soltanto di numeri o bilanci, ma della gestione di luoghi che custodiscono memoria, identità e legami profondi con la comunità.

La scelta di procedere al recupero coattivo delle somme viene quindi letta dall’amministrazione come un atto di tutela patrimoniale, ma anche come un segnale politico-amministrativo. Il messaggio è quello di voler perseguire fino in fondo eventuali responsabilità derivanti dall’esecuzione del contratto, evitando che il peso economico delle contestazioni ricada sui cittadini.Resta ora da capire quali saranno le mosse della società coinvolta e se la vicenda troverà una composizione extragiudiziale oppure approderà nelle aule di tribunale. Di certo, per Forio si apre una fase delicata nella quale il recupero delle somme contestate rappresenta soltanto una parte del problema. L’altra riguarda la credibilità dell’azione amministrativa e la necessità di garantire che servizi così sensibili siano gestiti secondo criteri di efficienza, continuità e pieno rispetto degli obblighi contrattuali. Come andrà a finire? Vedremo!

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