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ELEZIONI 2021POLITICAPRIMO PIANO

«Complimenti a Irene Iacono: siamo delusi, si è detto no al cambiamento»

L’analisi post voto di Serrara Fontana di Roberto Iacono, che si congratula col neo sindaco ma non nasconde la propria amarezza per la cocente sconfitta maturata da Cesare Mattera

DI ROBERTO IACONO

Care amiche, cari amici di Serrara Fontana,

voglio innanzitutto congratularmi con il Sindaco eletto Irene Iacono, una donna Sindaco per la prima volta è una bella notizia per il nostro Comune, anche se avrei preferito che avesse tagliato questo traguardo cinque anni fa Clotilde Trofa, per la quale mi sono battuto alle scorse elezioni come candidato consigliere e con cui ho collaborato nell’opposizione comunale. Mi congratulo anche con i nuovi consiglieri eletti. A tutti auguro buon lavoro. Il prossimo Consiglio dovrà affrontare infatti sfide importanti e sono certo che lo farà con il massimo impegno di tutti, maggioranza ed opposizione.

Personalmente mi hanno dato fiducia 60 elettori tra S. Angelo e Succhivo e 4 tra Serrara e Fontana. Ho avuto modo di conoscerli tutti e li ringrazio per la fiducia che mi hanno voluto esprimere. Sono tanti per S. Angelo e Succhivo, ma non sufficienti per essere eletto. Mi spiace di averli delusi. Mi aspettavo di più, lo confesso, ma è andata così e ne prendo atto. Sono stato consigliere della minoranza per un mandato, in un periodo in cui il Covid ci ha impedito di essere attivi come avremmo voluto per il nostro territorio. In questa campagna elettorale non è bastato fare proposte utili ed innovative per riuscire a convincere altri elettori. La campagna elettorale è stata infatti divisiva ed hanno prevalso soprattutto scontri personali, bugie e maldicenze, mentre si è rifiutato un vero confronto sui perduranti problemi sociali, culturali ed economici.

Pur prendendo spunto dalla proposta programmatica del Maestrale e declinandola in concreto su alcune problematiche reali non è stato possibile creare l’attenzione giusta sulla realtà immobile ed arretrata che era sotto gli occhi di tutti dopo venti anni di governo. La maggioranza degli elettori ha scelto la continuità e sono stati sconfitti coloro che, in pochi direi, in una sorte di mission impossible, hanno tentato – nelle condizioni date – di entrare in Consiglio per promuovere un cambiamento. Io ero tra questi ma non ho avuto la fiducia di abbastanza elettori.

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Avere il coraggio di mettersi in gioco e sporcarsi le mani in politica volendo bene al proprio paese significa saper accettare anche la sconfitta, ma poi subito rialzarsi e riprendere a camminare con maggiore vigore. I valori del mio lavoro e dello sport in cui sono quotidianamente impegnato mi insegnano questo. Anche questa sconfitta mi sarà di insegnamento. Visto il risultato negativo, più di qualcuno mi dirà che ho sbagliato, che mi dovevo candidare con Tizio e non con Caio, o che non avrei dovuto candidarmi. Ma questa esperienza elettorale mi è stata comunque utile, perché mi ha fatto toccare con mano come tante persone rifiutano di impegnarsi in politica, nell’amministrazione del loro paese, preferendo starne fuori, rifugiandosi nel proprio spazio confortevole, magari riservandosi di giudicare gli altri oppure lamentandosi per le cose che non funzionano.

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E così gli amministratori (che siano o meno anziani) sono sempre gli stessi per 10, 20, 30 anni o più: coloro che vivono di più sul territorio e sanno impegnare il piccolo spazio di ‘potere’ che si ritrovano perché i bisogni delle persone sono tanti e cercano aiuto visto che i servizi soprattutto quelli socio-sanitari e tecnici-edilizi sono carenti. Quest’esperienza mi ha fatto anche scoprire l’esistenza sul territorio nel 2021 di pregiudizi arcaici e discriminatori come quello secondo cui “i santangiolesi non devono comandare”. Non pensavo che nel mio paese ci fosse ancora una simile ignoranza razzista. E neppure che le idee, le proposte, i progetti contassero così poco, quasi che fossero solo chiacchiere o sogni impossibili. Non credevo che si potesse cercare di irridere, intimidire chi si candida, arrivando a gettare discredito sulle persone persino con manifesti abusivi, con la complicità silenziosa di tanti, soprattutto di chi pensa di trarne un indebito beneficio.

Si tratta di una subcultura che va superata perchè mina lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio. Per questo non bisogna cedere alla tentazione di abbandonare l’impegno civico e invece continuare ad operare per un cambiamento vero, con incontri culturali e formativi, con comportamenti onesti attenti ai bisogni delle persone più deboli, lottando per servizi migliori, contro l’humus che alligna nel bisogno ed alimenta la cultura del voto di scambio, contro i conflitti di interesse anche potenziali, contro la discriminazione ed il ricatto. L’impegno civico può essere svolto anche come volontariato politico, al di fuori delle Istituzioni. Ringrazio, infine, gli amici con i quali mi sono impegnato in questi pochi mesi di campagna elettorale nella lista “L’Amico in Comune”, in primis Cesare Mattera che ho conosciuto come persona per bene, e tutti i sostenitori che ci hanno votato. Non è stato facile fare sintesi di posizioni diverse, ma di tutti conserverò un bel ricordo. E a tutti voi non farò mancare il mio appoggio quando necessario. Ma politicamente le strade tornano a dividersi. E’ doveroso in questo momento lasciar spazio agli eletti nel pieno rispetto della volontà del popolo di Serrara Fontana, con l’augurio che lavorino al fine di avviare un nuovo corso, con idee e progetti innovativi.

Un abbraccio a tutti.

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