CRONACAPRIMO PIANO

Controlli dell’ASL, adesso indaga la Guardia di Finanza

I militari della Compagnia di Ischia vogliono vederci chiaro su una serie di attività ispettive che sarebbero state eseguite in maniera “poco ortodossa” presso almeno un paio di strutture ricettive isolane. Acquisite una serie di documentazioni, tra verbali di sopralluogo, mail trasmesse dall’azienda sanitaria ma anche ordinanze sindacali e altri atti

La notizia arriva da fonti attendibili ed ha attinenza con un’indagine che ha preso piede e ha visto una notevole accelerazione nelle ultime settimane. Nel mirino della Compagnia della Guardia di Finanza di Ischia, guidata dal capitano Antonio Giglio, sono finiti una serie di controlli a strutture ricettive effettuate da personale dell’Asl, che si sarebbero svolti e soprattutto conclusi in maniera (per usare un eufemismo) tutt’altro che ortodossa. Ci sono delle ipotesi di reato successive ad una serie di segnalazioni ricevute dalle Fiamme Gialle, ma sulla natura delle stesse ovviamente non possiamo sbilanciarci dal momento che vige il più assoluto riserbo. Quello che invece possiamo affermare con assoluta certezza è che i finanzieri hanno acquisito una voluminosa documentazione che ci lascia intendere in maniera inequivocabile come il focus cui si faccia riferimento è proprio quello dell’Asl. Tra le “carte” figurano ad esempio il verbale dell’8 maggio 2023 redatto dal dott. Nello Carraturo a seguito di un sopralluogo effettuato presso l’Hotel Mezzatorre, ma anche una serie di mail trasmesse dalla stessa Asl al Mezzatorre e l’esito di alcune verifiche che l’azienda sanitaria locale ha indirizzato al Comune di Forio. Un iter questo, che i finanzieri avrebbero ripetuto in maniera analoga e parallela aprendo un filone d’inchiesta anche a seguito di un controllo che si è tenuto presso un’altra struttura ricettiva ischitana, l’Hotel Oriente. 

L’attività d’indagine della Compagnia ischitana della Guardia di Finanza, tra l’altro, viene avvalorata anche da una pronuncia della magistratura amministrativa che ha accolto qualche tempo fa un ricorso presentato per l’appunto dalla società che attualmente gestisce il Mezzatorre. Un atto nel quale si evidenziava in primo luogo che la struttura era stata oggetto l’8 maggio 2023 “di una visita ispettiva da parte di funzionari della locale ASL che, successivamente all’inoltro della documentazione richiesta, avvenuta in data 26 maggio 2023, si era conclusa con l’adozione dell’ordinanza sindacale n. 93 del 20.06.2023 con cui, sulla scorta della relazione del 25.05.2023 redatta dall’ASL, il Sindaco del Comune di Forio aveva loro contestato una serie di irregolarità igienico/amministrative; a fronte dell’adozione di tale ordinanza, le ricorrenti, con atto notificato a mezzo Pec in data 28.06.2023, da un lato, hanno significato “alle amministrazioni, ognuno per quanto di competenza: a) l’insussistenza delle pretese carenze igienico-sanitarie; b) la già avvenuta trasmissione della documentazione richiesta in data 26.05.2023; c) la necessità di annullare in autotutela ex art. 21 nonies Legge 241/90 tanto l’ordinanza sindacale n. 93/2023 quanto la relazione del 25.05.2023 (protocollata il 26.05.2023) a firma del Dott. Carraturo”; dall’altro hanno avanzato l’istanza di accesso, azionata con il presente gravame, a ‘tutta la documentazione istruttoria ed endoprocedimentale afferente il sopralluogo effettuato dal Dott. Carraturo in data 08.05.2023 ed in particolare: – verbale concernente la verifica, la misurazione e l’accertamento della “temperatura del fango” con indicazione del dispositivo utilizzato dal Dott. Carraturo; – verbale di audizione del medico delle terme e del Direttore e del Direttore sanitario anche con riferimento alle indicazioni fornite dal Dott. Carraturo; – verbale attraverso cui si accertava l’inesistenza di ‘rilevatori per il controllo temperature e minutaggi di fanghi e bagni terapeutici’ con relativo accertamento da parte del Dott. Carraturo; – verbale di accesso presso la reception e contestazione delle relative carenze tecniche (i.e. registri); – verbale di acquisizione (anche presso l’amministrazione comunale) di tutti i documenti elencati all’ultimo punto della relazione redatta dal Dott. Carraturo’”.

Un’ispezione eseguita dal dott. Carraturo presso il Mezzatorre di Forio fu oggetto anche di un ricorso al Tar che obbligò di fornire ai gestori dell’albergo di fornire una serie di documenti inerenti il controllo di cui erano stati oggetto

Di fronte a queste richieste, però, si era registrato il silenzio delle amministrazioni adite, il che aveva indotto i gestori del prestigioso albergo foriano a rivolgersi al Tar Campania per veder riconosciute le proprie ragioni. Non a caso, nel ricorso si rimarcava come “in particolare, le ricorrenti hanno evidenziato che il sostanziale diniego, reso sia dal Comune che dall’ASL, pregiudicherebbe gravemente (e irrimediabilmente) la loro posizione giuridica determinando l’impossibilità per le stesse di tutelare i loro diritti, considerato che il diniego implicito a visionare ed estrarre copia dei verbali, degli accertamenti e delle relazioni redatte all’esito dei sopralluoghi condotti presso la loro struttura alberghiera ha di fatto impedito di conoscere le ragioni ed i presupposti che hanno condotto all’adozione da parte del Sindaco di Forio dell’ordinanza n. 93/2023 e, quindi, di predisporre tutte le iniziative necessarie per tutelare, anche in sede giurisdizionale, la propria posizione giuridico – economica”. Il ricorso era stato poi accolto per una serie di motivazioni, tra le quali rappresentiamo e riportiamo quella che crediamo essere la più significativa: “Si rileva che, nel caso di specie, sussiste in capo alle ricorrenti un evidente interesse concreto, diretto e attuale, di natura ‘difensiva’, ai sensi dell’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990, all’ostensione della richiesta documentazione, apparendo evidente come soltanto la disamina di quest’ultima possa loro consentire di conoscere le ragioni che hanno condotto l’amministrazione comunale, in forza delle risultanze emerse all’esito del condotto accertamento sanitario, a ritenere le attività svolte nella gestita struttura alberghiera come non osservanti le prescrizioni igienico/sanitarie imposte dalla normativa di settore, al precipuo scopo anche soltanto di vagliare compiutamente la possibilità di predisporre un’adeguata tutela giurisdizionale dei propri interessi imprenditoriali. La richiesta documentazione, dunque, appare, nei limiti ed in forza della valutazione ex ante sopra descritta, indispensabile per verificare la correttezza dell’accertamento condotto e la sua regolarità procedimentale, nonché per “risalire alle cause che hanno motivato l’ordinanza di cui le ricorrenti sono state destinatarie, onde eventualmente tutelarsi anche in sede giudiziaria. Alla luce delle superiori osservazioni, il ricorso dev’essere accolto e, di conseguenza, va ordinato alle amministrazioni resistenti di esibire alle ricorrenti la documentazione richiesta con l’istanza inoltrata in data 28 giugno 2023, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione o dalla notifica di parte se anteriore alla comunicazione della presente sentenza”. Insomma, una vicenda che ha avuto già una pronuncia di natura amministrativa ma che presto potrebbe anche avere strascichi penali.

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