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Così Rando ha aperto le “porte” di Forio alla Ego Eco

ISCHIA – Poco più di novanta pagine per raccontare una serie di fatti che hanno portato ad un vero e proprio tsunami politico e giudiziario sull’isola d’Ischia. E che partono proprio da una denuncia e precisamente dal Comune di Forio. Il gip che ha firmato le misure cautelari, Claudia Picciotti, osserva in primo luogo che la richiesta cautelare come già raccontato ha ad oggetto tre gare di appalto relative alla raccolta di rifiuti, due di esse riguardanti Forio e Lacco Ameno e la terza Monte di Procida. Il magistrato spiega che l’attività investigativa ha ricevuto impulso da informazioni assunte da fonti confidenziali che segnalavano la presenza di connivenze tra l’amministrazione comunale di Forio e la società Ego Eco, che si era aggiudicato l’incarico di gestire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti assegnato mediante procedura negoziata. Con analoghe anomalie che avrebbero riguardato anche il limitrofo Comune di Lacco Ameno, dove il servizio era sempre in capo alla società ciociara di Vittorio Ciummo.

Ed è in questo contesto che andava a incastonarsi l’esposto denuncia presentato l’8 novembre 2011 da tre consiglieri comunali di Forio – Antonio Trofa, Davide Castagliuolo e Vito Manzi) che avvalendosi dell’assistenza di un legale di fiducia, depositano la denuncia stessa in procura e nella quale si leggeva tra l’altro quanto segue: “E’ certamente il caso più eclatante di mala gestio in quanto gli amministratori dimostrano di avere una propensione ad una gestione illecita che non si cura né di bilanci in profondo rosso, né di fallimenti né di denunce né di indagini. Si tenga infatti conto che tale servizio era curato fino al 2007 dalla società Pegaso, partecipata al 71% dal Comune. Tale società finisce di operare nel 2007 in quanto sommersa di debiti (al punto di essere dichiarata fallita, curatore prof. Bocchini) e dunque travolta da indagini della Guardia di finanza di Ischia che… raccoglie prove schiaccianti e scopre fatti gravissimi”. Successivamente si racconta quanto accaduto in seguito con la costituzione della Torre Saracena, stavolta partecipata al 100 per cento che viene poi anch’essa liquidata nel 2010, si legge nella denuncia, “perché piena di debiti”. I tre consiglieri, però, lamentano che anche nella circostanza nulla si è mosso e non sono stati non soltanto perseguiti ma nemmeno indagati i responsabili di questo nuovo tracollo finanziario.

E poi si entra nel nocciolo della questione: “Con delibera n. 9 del 19 aprile 2010 il consiglio comunale decide di privatizzare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dunque di affidarlo a privati mediante gara pubblica prevista dalla legge vigente. Viene però contemporaneamente dato mandato (il diavolo si nasconde sempre nei dettagli) al dirigente del settore finanziario, dott. Vincenzo Rando, di provvedere, nelle more dell’espletamento della gara pubblica, all’affidamento temporaneo per sei mesi ad una ditta da scegliere mediante procedura ristretta… il Rando non provvede immediatamente ma fa decorrere tre mesi, quelli che separano aprile dal periodo estivo in cui Forio triplica la popolazione in modo da creare artatamente una situazione d’urgenza. Dietro pressioni dell’opposizione il sindaco invita solo formalmente il dirigente Rando ad effettuare la gara pubblica ordinata con delibera n. 9 del 19 aprile 2010, il dott. Rando non dà più corso alla procedura ristretta ma sceglie la procedura negoziata (in sostanza la trattativa privata senza pubblicazione di bando di gara e con scelta della ditta in via informale). Nel passaggio successivo i tre consiglieri ricordano che lo stesso Rando invitò a partecipare alla gara, apparentemente senza alcun criterio logico, tre ditte. “Nel giorno di scadenza delle offerte – proseguiva l’esposto – solo la ditta Ego Eco srl presenta un’offerta con un ribasso ridicolo dello 0.51 per cento rispetto all’offerta base (si pensi che mediamente i ribassi oscillano tra il 20 ed il 40 per cento). L’affidamento a trattativa privata previsto inizialmente da contratto persoli quattro mesi, è stato poi più volte illegalmente prorogato dal dott. Rando per ulteriori dodici mesi, fino al 31 dicembre 2011. In data 14 aprile 2011 infatti, il dott. Rando indice nuova gara prorogando ulteriormente l’affidamento del servizio alla stessa ditta fino al 30 agosto 2011; in data 16 giugno 2011 con determina apposita il dott. Rando sospende la procedura di gara per apportare integrazioni allo stesso bando… il dott. Rando in data 26 luglio 2011 indice una nuova gara prorogando l’affidamento alla Ego Eco, appunto, fino al 31 dicembre 2011”.

All’epoca Trofa, Castagliuolo e Manzi si chiedevano e chiedevano ai giudici: “Perché sono avvenute queste proroghe?”, ma soprattutto abbozzavano anche una risposta chiara e netta: “Il motivo è il seguente – esponevano i tre – la giunta comunale aveva approvato il bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e privati mediante gara pubblica. Il bando venne pubblicato m durante il periodo di pubblicazione il dirigente del III settore, sempre il dott. Rando, apporta sostanziali modifiche al bando stesso”. Quelle che per intenderci avrebbero poi messo nella condizione di restringere il campo dei legittimati e in tal modo permetteva alla ditta Butol di aggiudicarsi l’appalto per un importo di 25 milioni di euro ma nel contempo causava un ricordo della Ego Eco al Tar Campania, che ovviamente annullava la determinazione dirigenziale dell’approvazione del verbale di gara. Risultato di tutto ciò – prosegue la denuncia – è che la Ego Eco ottiene l’ennesima proroga: in sostanza la Ego Eco sta svolgendo il servizio da oltre un anno senza contratto e tutto ciò per un ammontare di circa 4 milioni di euro… L’espletamento di una regolare gara d’appalto, invece, avrebbe comportato sicuramente un notevole risparmio di spesa per il Comune: una gara infatti avrebbe comportato un ribasso d’asta certamente non inferiore del 25 per cento il che significa un risparmio di almeno 1 milione e 230 mila euro all’anno”. Tutto questo senza dimenticare una serie di servizi aggiuntivi affidati all’azienda di Ciummo e nonostante il segretario comunale avesse attestato, nel corso di una seduta di giunta comunale, l’illegalità di un tale affidamento “attesa sempre la mancanza di una regolare gara”. Rando, poi, sempre secondo l’esposto, avrebbe liquidato una serie di importi per prestazioni non previste nel contratto ed ammontanti a circa centomila euro.

Il gip allora scrive che “sulla scorta di siffatte prospettazioni, venivano attivate le prime intercettazioni ad oggetto in particolare le utenze di Vittorio Ciummo, titolare della società Ego Eco srl, e di Oscar Rumolo, responsabile del settore finanziario e dirigente del settore Tributi del Comune di Lacco Ameno con il ruolo di presidente di gara dell’appalto per il Comune di Forio d’Ischia. Da qui la lunga e dettagliata attività di riscontro che ha portato all’epilogo di ieri.

 

 

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