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CRONACA

Crepa ai Pilastri, poi l’allarme rientra: ma ora urgono soluzioni

Per qualche ora il traffico tra Spalatriello e Fiaiano è stato interdetto per il danneggiamento di uno dei sostegni all’arco pericolante, poi ripristinato

Ieri mattina per alcune ore il traffico veicolare è stato interdetto in corrispondenza dell’arco carrabile dell’antico acquedotto ai Pilastri in località Spalatriello, in direzione Fiaiano. Per fortuna la situazione è stata risolta già in tarda mattinata e nel pomeriggio la circolazione stradale ha ripreso regolarmente il suo corso. L’arco, già pericolante, era stato ulteriormente danneggiato ieri mattina. Non si sa ancora con certezza la causa, ma pare che un camioncino abbia urtato con la parte alta della cabina i rinforzi metallici realizzati qualche anno fa per evitare crolli. L’urto ha fatto rovinare alcune pietre al suolo. Subito è scattato l’allarme da parte dei numerosi residenti della zona: sono quindi immediatamente intervenuti gli uomini dei Vigili del Fuoco e gli agenti delle Polizie municipali di Ischia e Barano, che hanno provveduto a chiudere temporaneamente la strada che dai Pilastri raggiunge Fiaiano.

Il successivo intervento dell’Ufficio tecnico di Ischia ha consentito di risolvere la situazione, almeno per quanto riguarda la viabilità: è stato infatti rimesso in sicurezza il passato, tramite il ripristino del traliccio di tubi di sostegno, con una successiva “fasciatura” di reti per evitare che qualche detrito potesse staccarsi e recare danno a persone o cose. Naturalmente resta ancora da realizzare un risolutivo intervento di restauro: il bene è infatti sottoposto a vincolo, e la procedura non è semplice.

Circa un lustro fa, un automezzo di grosse dimensioni danneggiò pesantemente l’arco in questione, creando seri problemi alla tenuta dell’acquedotto. A maggio del 2016 si provvide a puntellare il punto lesionato, in particolare dopo le attive sollecitazioni di diversi cittadini che per mesi avevano segnalato il problema  sia all’amministrazione di Ischia che a quella di Barano, le quali a loro volta avevano sollecitato un intervento da parte della Sovrintendenza di Napoli.

Del resto l’Amministrazione di Ischia è a lavoro già da tempo per poter finanziare un intervento più ampio di messa in sicurezza e valorizzazione dell’acquedotto, che ha grande valore storico: fu realizzato durante il XVII secolo allo scopo di trasportare l’acqua dalla sorgente di Buceto fino all’antico Borgo di Celsa, per soddisfare il fabbisogno idrico di Ischia. Le opere di realizzazione furono intraprese nel 1580, ma dopo una prima fase di rapida esecuzione furono incontrate alcune difficoltà tecniche che ne imposero la sospensione per quasi cento anni, quando grazie anche all’impulso del Vescovo Girolamo Rocca venne ripresa e portata a termine la costruzione della struttura.

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