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«Una cucina da…favola»: gli studenti dell’IPS “V.Telese” al Salone del Libro di Torino con il Goethe Institut

Gianluca Castagna | Ischia – Italia-Germania? Un’epica partita di calcio consegnata alla storia dello sport è la prima cosa che ci viene in mente. Ma anche un lungo legame tra due paesi che, soprattutto da un punto di vista turistico, sono stati vicini per decenni anche grazie a quel ponte tra culture che da oltre mezzo secolo attraversa l’Europa.
All’IPS “V.Telese” di Ischia si è svolto un evento enogastronomico che conclude la prima parte di un progetto, “Una cucina da…favola, Deutsch zum Anbeißen ”, voluto e finanziato dall’Istituto di Lingua e cultura tedesca Goethe Institut e realizzato dagli studenti della scuola alberghiera di Fondobosso.
Una interessante iniziativa internazionale e interdisciplinare, nella quale gli allievi del “Telese” hanno lavorato su una favola della tradizione isolana rielaborandola e sintetizzandola in lingua tedesca, e affiancandola a drink, pietanze e un intero menù sviluppato su idee, tematiche e snodi narrativi desunti dal racconto.
L’altro aspetto del progetto è ovviamente finalizzato allo sviluppo delle competenze linguistico letterarie, alla valorizzazione della lettura sia in italiano che in lingua tedesca, anche per superare – in fondo – il pregiudizio che il tedesco sia una lingua ostica e difficile pure quando la si studia tra i banchi di scuola.
Una rappresentanza degli studenti, ha ricordato il preside prof. Mario Sironi, parteciperà tra qualche settimana al Salone Internazionale del Libro di Torino, la più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria. Dove non solo avranno la possibilita di conoscere più da vicino il mondo della scrittura e della lettura, ma si confronteranno con altri studenti di scuole alberghiere che hanno aderito al medesimo progetto.

Un’opportunità formativa invidiabile riconosciuta e accordata dal Goethe Institut, ma conquistata degli studenti del “Telese” grazie all’impegno e alla creatività che hanno speso nel progetto. Lo conferma anche la dott.ssa Maria Antonia de Libero, rappresentante del più longevo istituto tedesco di cultura d’Italia e una tra le ideatrici dell’iniziativa.
«La buona cucina, le belle storie, le favole, la disponibilità dei nostri giovani a superare rivalità e reciproci pregiudizi: perché non mettere tutto insieme? Così è nato il progetto dedicato alle scuole alberghiere d’Italia, in un’ottica di promozione delle lingue straniere e del tedesco in particolare. Compito dei ragazzi – spiega la De Libero – era trovare una storia radicata nel territorio e capire come poteva legarsi al cibo. Il progetto pilota, in verità, era nato nel 2015 per l’Istituto alberghiero Colombatto nel 2015, i cui allievi avevano elaborato le favole dei fratelli Grimm. Ci siamo detti: perché non estenderlo alle eccellenze degli istituti professionali alberghieri sparsi sul territorio italiano? Abbiamo selezionato cinque scuole, tutte d’eccellenza, e finanziato loro il progetto: a Soverato, in Calabria; Alassio in Liguria, Châtillon in Valle d’Aosta, naturalmente il Colombatto di Torino e l’IPS Vincenzo Telese di Ischia. Una piccola sfida: realizzare un pranzo o una cena ispirate a quella favola, un ricettario in tedesco e italiano e una presentazione in doppia lingua. Il 14 maggio Giuseppe Sollazzo, Carola Miranda, Giulia Elke Cigliano, Adriana Regine saranno al Salone del Libro dove illustreranno in tedesco il lavoro svolto. Il Goethe Institut, poi, pubblicherà un ricettario delle favole, dove inseriremo tutte le ricette preparate dalle scuole che hanno preso parte al progetto».

Al progetto “Una cucina da…favola” hanno partecipato gli studenti dell’indirizzo grafico-pubblicitario (per le illustrazioni, la versione cartacea del Menù), dell’indirizzo Sala e Bar e dell’indirizzo Cucina, con il consueto supporto logistico dell’indirizzo Accoglienza. La favola scelta, “Il pescatore e la principessa”, mescola romanticismo, paesaggi mediterranei e le tipiche tribolazioni di un amore contrastato: disparità di classe, colpi di fulmine, allontanamenti forzati e un classico lieto fine.
«C’è stato un lungo lavoro di preparazione e di studio collettivo» racconta lo studente Bernardo Trotta della classe III commerciale. «Poi abbiamo creato due gruppi: uno si è occupato della grafica, l’altro dell’illustrazione. Insieme abbiamo esaminato diversi stili, cercando di capire quale fosse più adeguato al tipo di narrazione. Alla fine abbiamo optato per l’acquerello, semplice ma ricco di sentimento. Il gruppo di illustrazione ha disegnato le tavole che, una volta terminate, sono passate all’altro gruppo che ha provveduto a una rielaborazione grafica dei disegni attraverso l’impiego di Photoshop, quindi, dove necessario, aumento dei colori, esaltazione del tratto e così via. Quattordici immagini nelle quali abbiamo raffigurato i momenti più importanti della favola ma anche i luoghi della storia visti da una prospettiva insolita. Le immagini, poi, sono state utilizzate anche per la realizzazione del Menù».

Dopo la lettura della favola, che ha visto impegnati gli allievi degli indirizzi Grafico e Sala Bar, si è passati alla presentazione dei cocktail a cura degli studenti Cristian Trani, Sabrina Lupa, Carola Miranda ed Eliana Esposito.
«La fiaba è ambientata a Ischia – ha commentato il prof. Rosario Perna – quindi i cocktail che abbiamo ideato e realizzato hanno in un certo senso tradotto le bellezze naturali dell’isola. Soprattutto il primo drink, Blue Sea Spritz, è un richiamo diretto al nostro bellissimo mare. Blu Corasao fatto con le arance delle Antille, succo di limone (uno dei nostri agrumi) e spumante di Villa Campagnano per un effetto-spuma che rimanda alle onde del mare. L’altro drink, Passione Latina, evoca la passione che travolge i due protagonisti della fiaba e le origini sudamericane della studentessa che lo ha preparato. Rum, Passoã, con il suo rosso sensuale, e Sciroppo di fragola. L’ultimo è invece un omaggio al Castello Aragonese e alla famosa tradizione dell’incendio, realizzato attraverso l’impiego del ghiaccio secco in un drink a base di vodka, succo di limone e mandarino ischitano».

Dopo gli aperitivi, arriva il momento del Menù vero e proprio. Ci dirigiamo in cucina dove gli studenti sono in piena attività guidati dal prof. Teodoro Romito.
«Per una fiaba romantica ambientata sull’isola d’Ischia abbiamo preparato, insieme agli allievi della classe III B di Cucina, dei piatti ispirai all’amore e alla tradizione culinaria della nostra terra. Un antipasto, Fiore di zucca, ripieno con ricotta, formaggio e patate alla menta; il primo era composto da Capelli della Regina, pasta fresca all’uovo in forma di spaghetti, esaltata dai ricci di mare e al profumo di limone; il secondo un Trancio di Palamita, pescato fresco dei nostri mari, con erbette selvatiche dell’Epomeo. Infine come dessert una Pastiera scomposta su Crumble di grano saraceno (per ricordare la spiaggia), con crema all’arancia e aromatizzato alla Piperna, il timo ischitano”.
Il risultato è stato un pranzo sontuoso e impeccabile che gli studenti del V. Telese hanno preparato, servito e illustrato agli ospiti con grande successo, riscuotendo l’apprezzamento dei docenti del Goethe Institut e dello stesso dirigente scolastico Sironi.
Un lavoro, quello svolto dai ragazzi in sinergia tra tre indirizzi dell’Istituto professionale, per una originale piattaforma di comunicazione incentrata sul dialogo tra Italia e Germania, con la supervisione dei docenti Lucia Marotta, Pina Galano, Giovanna Di Noto, Ornella Siciliano, Biagio Mazzella, Giuseppina Gamboni, Rosario Perna, Teodoro Romito e Marina Monti.
«La nostra mission è sempre stata il dialogo tra due culture che, aldilà degli stereotipi, sono molto più affini di quel che si possa pensare — ha sottolineato Maria Antonia De Libero — nell’isola d’Ischia e nel suo tessuto culturale questo rapporto trova terreno fertile anche grazie a una lunga tradizione turistica che ha visto per lungo tempo i tedeschi come gli ospiti internazionali più affezionati e assidui della vostra bellissima terra».
Appuntamento dunque al prossimo14 maggio al Salone del Libro di Torino.

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