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CRONACA

Da De Luca ai sindaci, è caos scuole sull’isola

Dopo Forio anche Ischia decide di non riaprire i plessi a partire da domani. Non è mancato chi ha voluto prendersi una notte di riflessione e chi invece leggere con attenzione l’ordinanza del presidente regionale. Discordanze anche sulle date di “scadenza” delle ordinanze sindacali

I sindaci isolani rinviano la riapertura delle scuole, nonostante l’ordinanza del presidente regionale De Luca, che ha stabilito che le scuole dell’infanzia e le classi prime delle elementari potranno aprire da mercoledì per la didattica in presenza. Tuttavia, come spesso accade, non c’è stata un’azione coordinata nell’orientarsi verso tale linea, anzi, gli stessi provvedimenti sindacali adottati prevedono “scadenze” differenti.

Come è noto, alcuni giorni fa gli stessi sindaci avevano anticipato proprio su queste colonne l’intenzione di attendere che trascorresse il weekend per conoscere l’atteggiamento della Regione sull’ipotesi di riapertura delle scuole, o meglio del rinvio della ripresa delle attività didattiche in presenza. Mentre il sindaco di Procida Dino Ambrosino aveva rotto gli indugi già venerdì scorso, decidendo per la sospensione delle attività in presenza fino al 3 dicembre, sull’isola d’Ischia domenica sera era stato il primo cittadino di Forio, Francesco Del Deo, a decidere per lo stop fino al 29 novembre. Gli altri avevano intenzione di attendere la riunione dell’Unità di Crisi della Regione Campania svoltasi ieri pomeriggio alle 15.00, ma era già trapelato che, in caso di riapertura a livello regionale, essi avrebbero provveduto a emanare un provvedimento di sospensione.

A Barano, Gaudioso ha deciso per la chiusura fino al 29 novembre, mentre a Casamicciola e a Lacco Ameno Castagna e Pascale hanno prolungato la sospensione fino al 4 dicembre. Il sindaco di Serrara, Caruso, ha invece preferito prendersi rimandare alla giornata di oggi la decisione finale

Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino non ha comunque aspettato l’esito del vertice, perché nel primo pomeriggio ha emanato un’ordinanza che ha disposto “la sospensione delle attività educative in presenza della scuola dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria [..] fino al 29 novembre c.a., fatto salvo l’adozione di ulteriori disposizioni in conseguenza dell’andamento dei contagi e di eventuali altri provvedimenti adottati dalle autorità regionali e nazionali”.

«Come avevo annunciato qualche giorno – ha dichiarato il sindaco Ferrandino – avevo in animo di attendere gli sviluppi a livello regionale: dopo aver atteso per l’intera mattina, ho emesso un’ordinanza per mantenere chiuse le scuole d’infanzia e le prime classi della scuola primaria. La decisione della regione è poi arrivata successivamente, che stabilisce la riapertura dal 25. Vi è un’assenza di riscontri ufficiali dello screening volontario che pure era stato disposto, quindi permanendo tale situazione d’incertezza con una curva di contagi che desta preoccupazioni in un contesto fragile come quello dell’isola dotato di limitate strutture sanitarie con personale già allo stremo, ritengo che si debba attuare con cautela delle politiche finalizzate al contenimento del rischio di contagio. Quindi rinviamo l’apertura al giorno 29 novembre». Alla considerazione secondo cui lo Stato e le Regioni sembrano aver voluto scaricare sui sindaci la reale responsabilità della decisione in concreto, il primo cittadino ha così commentato: «Esiste sicuramente una diversificazione territoriale degli andamenti delle curve di contagio, così come esistono delle situazioni peculiari per quanto riguarda le strutture sanitarie e la facilità con cui si può ricorrere ad esse.

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Ischia da sempre si trova in una posizione di disagio sanitaria,con un’unica struttura che manifesta alcune criticità nonostante il grandissimo impegno del personale medico e paramedico che stiamo riscontrando, e anche con discreti risultati: tuttavia i numeri dei contagiati oramai sono piuttosto alti, quindi abbiamo l’obbligo di adottare delle politiche e delle pratiche che tendano a limitare le ipotesi di contagio, di qui l’esigenza di rinviare la ripresa della didattica in presenza. Va anche detto che la scuola, che rappresenta un elemento fondamentale della nostra società, può però rappresentare purtroppo anche un formidabile veicolo di propagazione dei contagi, quindi va la didattica in presenza va riavviata in maniera cauta. Lo screening, che sarebbe stato più opportuno rendere obbligatorio, sembra che abbia coinvolto poche decine di persone, e nell’ambito dei sei comuni è un dato che oggettivamente non può essere preso in considerazione, proprio per la citata cautela». In attesa dell’ordinanza regionale, durante il pomeriggio gli altri sindaci hanno maturato le rispettive decisioni: Il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, ha deciso per la chiusura fino al 29 novembre, mentre a Casamicciola e Lacco Ameno Castagna e Pascale hanno prolungato la sospensione fino al 4 dicembre. Il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, ha invece preferito prendersi una notte di riflessione, e rimandare alla giornata di oggi la decisione finale circa il provvedimento da adottare.

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