CULTURA & SOCIETA'

Dal mitico Nerone a Maria Lauro “la rossa”, una fede viva in nome dell’addolorata Oggi la madonnina dell’arso portata in processione per la benedizione del mare

Una straordinaria eredità spirituale passata da qualche anno alla vasta attività parrocchiale del popolare parroco dello Spirito Santo di Ischia Ponte Don Carlo Candido

L’antica contrada dell’Arso e Punta Molino in festa, già da alcuni giorni per la Bambenella, per la rievocazione storica dell’Attacco Saraceno, per la rassegna in corso di “Pe’ Terre Assaie Luntane” e oggi sabato 14 e domani 15 settembre per l’attesa festa dell’Addolorata sull’Arso nel Comune d’ Ischia. Località che comprende gli agglomerati centri abitati popolosi del Molino, di via Champault e stradine adiacenti, di via d’Aloisio e della stessa discesa dell’Addolorata , già via Cremato, oggi tratto terminale di Corso Vittoria Colonna, fra il palazzo Villari alla Mandra e la svolta di via Francesco Sogliuzzo che porta al cinema Excelsior.

GIIOVAN GIUSEPPE SORRENTINO NERONE

Una mini festa patronal-religiosa, che poi tanto mini non è, visto che ogni anno, è attesa e seguita anche da una moltitudine di fedeli di tutta Ischia Ponte e parte di Porto d’Ischia. Questa festa di contrada , negli ultimi anni ha assunto maggiore importanza per il non trascurabile motivo di sentirsi agganciata , almeno in coda, alla manifestazione dirimpettaia di “Pe’ Terre Assai Lutane” chesi conclude domani e che tratta l’emigrazione e le storie personali di chi fu costretto a lasciare l’isola per cercare miglior fortuna in lontani lidi, come tante famiglie della stessa contrada dell’Addolorata fino alla marina dei pescatori. La Festa dell’Addolorata a Ischia ha una triplice storia che vede agli onori della buona cronaca il rilancio della stessa festa, il tempietto e l’antica piccola immagine dell’Addolorata dal manto nero. La Festa ebbe uno scoppiettante rilancio agli inizi degli anni ’50, allorquando si mise a capo di un ristretto comitato per la “nuova” festa composta da un gruppo di volenterosi della zona, l’artigiano falegname Giovan Giuseppe Sorrentino conosciuto col mitico nome di Nerone di cui oggi il figlio Carlo ed altri suoi eredi festeggiano i 90 della sua atimata attività di artigiano falegname a Ischia.

GLI OGGETTI D’ORO IN DONAZIONE ALLA MADONNINA DELL’ADDOLORATA

Immediati furono i cambiamenti apportati alla festa a cominciare dalla costruzione del trono adorno di fiori ove veniva collocata la piccola statua dell’addolorata da portare in processione lungo un diverso percorso, per la marina della Mandra fine alle porte del centro storico e ritorno. Nerone, dallo spirito fantasioso e festaiolo, nel senso buono e spettacolare della parola, scritturò per la prima volta nella storia delle feste religiose e patronali che si svolgevano sull’isola, un’orchestrina con tenori e soprano affiancandola alla banda musicale locale che apriva i festeggiamenti. L’orchestra con i tenori e soprano si esibì su di un tavolame a mò di palco addobbato, sistemato a copertura di un fossato esistente al lato della strada in piena festa ,a pochi metri dalla chiesetta dell’Addolorata.

IL VESCOVO DI ISCHIA DEL TEMPO FRANCESCO DI NICOLA (1872 – 1885)

Nerone ed il suo comitato hanno organizzato la festa dell’Addolorata per molti anni, per la qual cosa ai fedeli veniva naturale nel periodo dell’attesa, chiamarla la “festa di Nerone”. Erano i tempi in cui a reggere la Rettoria della Chiesa c’erano i Parroci dello Spirito Santo Don Agostino D’Arco prima e Don Pasquale Polito dopo. Il Vescovo del tempo che benediva le funzioni, era l’indimenticabile Mons. Ernesto De Laurentiis. Oggi è tutt’altra storia . C’ è un’appassionata ed attivissima Maria Lauro L Rossa che tra la Scuola Media ove è professoressa, la casa ed altri suoi impegni, ha raccolto il testimone e riesce a dare il massimo delle su energie anche e soprattutto per la chiesa dell’Addolorata, il restauro che è stato,i festeggiamenti, e gli stessi incontri culturali della rassegna “Pe’ Terre Assai Luntane”. Giganteggia in chiesa come la madonna in vena di miracoli.

Organizza, dà disposizione, abbellisce l’altare, cura l’addobbo in chiesa ed all’esterno, tiene in ordine e pronti per l’uso della festa i paramenti sacri, le vesti , i sacri testi per un altro “mostro” dell’attivismo e dell’efficienza, ovvero l’attuale rettore Don Carlo Candido, amato parroco della Chiesa dello Spirito Santo a Ischia Ponte. Maria Lauro L Rossa , fra tutto questo, insieme a collaboratori e collaboratrici, vive la festa dell’Addolorata come una missione da seguire e portare a termine con la passione e l’entusiasmo della fede immutati , anzi rafforzati per un senso di piena appartenenza alle tradizioni del suo mandato e del suo credo. Oggi sabato 14 settembre corposa anteprima dei festeggiamenti in onore della “piccola” Addolorata dell’Arso la Festa allorquando ricorre anche il rito dell’”Esaltazione della Croce” con messa solenne in Piazzetti Rittman con la psrtecipazione di fedeli che sanno numerosi per la storica e provata devozione verso la madonnina dal manto nero e dal cuore trafitto per ave assistito alla straziante morte in croce del suo figlio Gesù.

LA PRESIDENTISSIMA MARIA LAURO LA ROSSA

Alle 19.30 avrà luogo la “Via Matris”, la processione con il simulacro della Madonnina dell’Addolorata e di San Giuseppe che raggiungerà Piazzetta San Girolamo e ritorno proseguendo per Vico Ulisse, Via Pontano, Spiaggia dei Pescatori fino alla Piazzetta Belvedre di recente intestata al noto cantautore ischitano di adozione Maestro Ugo Calise davantI all’ex carcere a Punto Molino, dove Don Carlo effettuerà la benedizione del mare. Poi il ritorno nell’antica Chiesetta. A sera, intorno alle 21,00 l’artista cantante Gaetano Maschio con Filomena Piro, Elisabetta Maschio e il Maestro Silvano Trani si esibiranno in uno spettacolo artisitico-canoro dal siglificatovo titolo “Vi raccontiamo la nostrs Napoli” con canzoni ed aneddoti legati alla storia della canzone napoletana.

A seguire stend gastronomico con salcicciata e vino locale. Fuochi dal mare. Domani domenica 15 settembre solennità di Maria Addolorata con messe tutta la mattinata e supplica officiata dal parroco rettore Don Carlo Candido col rintocco delle campane di Mezzogiorno e lo sparo della tradizionale “diana” pirotecnica. A sera “Septemberfest” con canzoni napoletane e spettacolo danzante con la partecipazione di “Body Ballet Dance” di Paolo Massa e lo “Balletto” di a.s.d. E per chiudere abbondanti degustazioni gastronomiche e fuochi pirotecnici dal mare porranno fine ad una festa patronale, che essendo l’ultima della stagione estiva, secondo il modo di pensare popolare, ci porta direttamente alla stagione invernale

Foto Giovan Giuseppe Lubrano antoniolubrano1941@gmasil.com

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