CULTURA & SOCIETA'

Dalle prime luci dell’alba per strade e case di Ischia riecco la dolce eco della novena di natale degli zampognari

Torneranno nuovamente l’anno prossimo per una bella storia che si ripete

Sono ritornati sull’isola l’altro ieri e riprendono domani 16 dicembre per la Novena del Bambino. Già al primo chiarore del giorno si presenteranno davanti alle edicole votive di tutta l’isola ed in case di chi li accetta di primo mattino, per diffondere il dolce suono delle ceramelle e delle zampogne, per dare il via all’attesa novena di Natale, che segue quella dell’Immacolata. Sono gli zampognari che da una vita vengono ad Ischia, ogni anno, chi per guadagnare qualche soldo in più da portare a casa e chi invece oltre al profitto lo fa per rispetto della tradizione. Alcuni di essi sono i figli dei padri e i nipoti dei nonni che a loro volta venivano ad Ischia dalla Ciociaria nel Lazio, dall’Abruzzo e dal Molise fin dagli anni ‘30. Suonano naturalmente in coppia ed hanno diviso il territorio in zone, Comune per Comune. Ciascuna coppia di zampognari suona nel proprio spazio disegnato senza sconfinare a discapito dell’altra coppia di colleghi che invece effettua la propria novena nella zona di sua pertinenza. Mai un bisticcio, v’è rispetto fra loro, senza per altro farsi la concorrenza. Regalano alle famiglie con cui si accodano per la prestazione, la classica cucchiaiella di legno che portano nel sacco di tela e intagliata col coltellino personale, durante il tempo in cui sono al pascolo con le proprie pecore al paese loro, a svolgere l’antico mestiere di pastori. Gli zampognari piacciono molto ai bambini, mentre gli adulti ne sono affascinati perché gli ricordano il tempo della loro fanciullezza, in un’epoca ben diversa da quella di oggi. Si apprezzavano le cose semplici e si vivevano le festività natalizie con la gioia nel cuore, sapendo che l’unico modo per svagarsi ed essere felici in quei particolari giorni, erano il gioco con le nocelle per strada, il gioco della tombola in famiglia, la rappresentazione teatrale della “Cantata dei Pastori”, i presepi, andare nei boschi per raccogliere il muschio e gli alberelli di sorbe pelose, le funzioni del Natale in chiesa ed in fine la befana i cui doni di poco valore rispecchiavano quel clima povero, senza pretese che esisteva fra la gente di quel tempo. In conclusione, gli zampognari anche quest’anno con la passata novena dell’Immacolata, hanno svolto la prima parte del loro tradizionale impegno. Ci hanno deliziato con le prima novena del l’Immacolata. Ora iniziano la Novena di Natale. Poi se ne torneranno ai loro paeselli d’Abruzzo, del Frusinate e della Lucania per riaffrontare i propri mestieri che sono stati dei loro padri e dei loro nonni. Torneranno a Ischia il prossimo anno. Con una bella ed affascinante storia a che si ripete.

michelelubrano@yhaoo.it

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Cristiana

Che meraviglia! Qui in Toscana, dove vivo, non c’è più traccia di queste tradizioni che hanno accompagnato la mia infanzia nel Lazio! Che Dio li benedica per quello che fanno!

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex