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CULTURA & SOCIETA'

Dopo quattro anni la Chiesa della Maddalena a Casamicciola riapre in tempo per i riti della settimana Santa

In questi giorni si sta provvedendo alle pulizie e al trasporto in Basilica di tutte quelle suppellettili e quei beni artistici che all’indomani del sisma erano stati custoditi in sicurezza nel Museo Diocesano, nell’attesa della solenne riapertura che avverrà nelle prossime settimane. Casamicciola dunque potrà finalmente riavere il simbolo piú eloquente della sua fede, l’unico luogo che materialmente testimoni la continuità della sua storia e del suo popolo attraverso i secoli e attraverso le sofferenze che l’hanno colpita

C’è viva attesa a Casamicciola di sopra per la imminente riapertura al sacro culto della chiesa madre Santa Maria Maddalena, la Parrocchia che è rimasta chiusa per 4 anni circa fino ad oggi per i danni subiti dall’ultimo terremoto del 21 agosto del 2017 e per questo interdetta a qualsiasi tipo di funzione religiosa pubblica, per precise ragioni precauzionali a difesa della incolumità fisica dei fedeli e degli stessi sacerdoti officianti con il parroco Don Gino Ballirano in testa. Lo scenario triste ed apocalittico che offrono ancora le zone disastrate del sisma di Camicciola e Lacco Ameno mantiene sempre più giù il morale dei cittadini colpiti. Alcuni edifici pubblici, anche se a passo di lumaca, sono stati sottoposti a perizia tecnica di ulteriore verifica per la messa in sicurezza degli stabili.

Fra questi anche la chiesa parrocchiale della Maddalena seguita in questa fase con scrupolo dal parroco Don Gino Ballirano, per altro incalzato dai fedeli casamiocciolesi ,affinchè si riapra la loro chiesa al più presto possibile. I dubbi e le perplessità di Don Gino e della stessa Curia sulla reale e sicura stabilità della Basilica avevano indotto gli interessati, responsabilmente a decidere con cautela. Ma la massa dei fedeli scalpitava mostrando di non gradire questo passivo stato di attesa, sia pure giustificato dalla preoccupazione che la messa in sicurezza della chiesa della Maddalena non è ancora un atto ufficiale. Nella vicenda, dai parte dei parrocchiani, è stata coinvolta anche l’Amministrazione comunale che rendendosi garante della sicurezza della Chiesa ha chiesto con vigore che si aprissero le porte della Basilica perchè le condizioni della sua stabilità vi erano tutte. Di qui la schiarita e l’annuncio della riapertura della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena per i prossimi giorni in vista anche della Settimnana Santa e della Pasqua di resurrezione ormai molto vicine. Va detto per tanto che a seguito del lesionamento parziale dell’ edificio. sono stati compiuti la messa in sicurezza e l’adeguamento infrastrutturale ad opera del Comune e, a lavori ultimati, l’amministratore apostolico, Mons. Lagnese, ha dato facoltà al parroco di potervi nuovamente celebrare le cerimonie liturgiche.

In questi giorni si sta provvedendo alle pulizie e al trasporto in Basilica di tutte quelle suppellettili e quei beni artistici che all’indomani del sisma erano stati custoditi in sicurezza nel Museo Diocesano, nell’attesa della solenne riapertura che avverrà nelle prossime settimane. Casamicciola dunque potrà finalmente riavere il simbolo piú eloquente della sua fede, l’unico luogo che materialmente testimoni la continuità della sua storia e del suo popolo attraverso i secoli e attraverso le sofferenze che l’hanno colpita. La Basilica di S. Maria Maddalena davvero rappresenta, da sempre, il faro e la speranza della «Risorta Casamicciola», come amava definirla il Venerabile Morgera. La chiesa parrocchiale di Casamicciola Terme, dedicata alla sua antica patrona, Santa Maria Maddalena, sorgeva in origine sulla collina del Majo ed era stata edificata nel 1540. Purtroppo il violentissimo terremoto del 28 luglio 1883 la rase al suolo, facendo morire tra l’altro il parroco di allora, Mons. Carlo Mennella, che era anche Vescovo ausiliare d’Ischia, e ferendo il giovane viceparroco, il Venerabile Giuseppe Morgera. Quest’ultimo, divenuto poi parroco nel dicembre dello stesso anno, si prodigò per tutto il resto della sua esistenza terrena alla ricostruzione materiale e morale del paese e fu il promotore della costruzione di un nuovo tempio parrocchiale, che vide la luce, grazie all’impegno del Comune, in un sito leggermente piú in basso del precedente, in modo da trovarsi al centro del nuovo paese, le cui zone della Marina e di Perrone si erano riempite di rioni baraccali mentre le frazioni collinari venivano sgombrate dalla macerie e riedificate piú lentamente. La prima pietra fu posta l’8 luglio del 1894 da Mons. Giuseppe Candido, Vescovo, alla presenza del Clero e della popolazione festanti, mentre la consacrazione e l’apertura al culto avvennero poco meno di due anni dopo, il 30 maggio 1896.

Il Venerabile volle che la nuova chiesa aggiungesse un titolo a quello dell’antica patrona: essa infatti fu dedicata in primo luogo al Sacratissimo Cuore di Gesú, a cui tutto il paese venne consacrato e, a memoria di ciò, sulla campana piccola del campanile fu inciso «Casamicciola in corde Domini fundata».È sempre per la medesima ragione che le statue del Sacro Cuore di Gesú e di S. Maria Maddalena inginocchiata ai suoi piedi, dono del re di Napoli Francesco II al suo amico d’infanzia Giuseppe Morgera, ancora campeggiano nell’abside: la Maddalena, per felice intuizione del Venerabile, rappresenta la città che protegge dinanzi al Cuore amorevole di Cristo.Inoltre al suo interno fu possibile installare, recuperati dalle macerie della chiesa del Majo, l’altare maggiore in marmi policromi, il fonte battesimale, la balaustra e due altari minori: l’ideale continuità dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucarestia avrebbe legato i fedeli di Casamicciola oltre la tragedia. Fu proprio in quella chiesa, nell’atto di inaugurare con la celebrazione della Santa Messa un altare minore dedicato al Preziosissimo Sangue, che il Venerabile Morgera subí il colpo aplopettico che lo condusse alla morte due giorni dopo, il 17 aprile del 1898. La parrocchia poi, nel corso del XX secolo si arricchí di molte opere di pregio e di suppellettili preziose, grazie alla devozione e all’attaccamento sentito dei casamicciolesi, presenti ed emigrati,nei confronti del loro principale tempio, e grazie allo zelo dei parroci che si sono susseguiti, fino all’attuale, don Luigi Ballirano. Ricordiamo infatti don Casimiro Monti (1898-1923); don Raimondo Manzi (1925-1931); don Ciro Monti (1931-1951); don Antonio Schiano (1951-1966); don Vincenzo Avallone (1967-2009); don Filippo Caputo (2010-2011). Dal 15 maggio 1965 la parrocchia gode del titolo di Basilica Pontificia Minore, prima chiesa della Diocesi a fregiarsene; dal 12 novembre del 1966 invece le spoglie mortali del Venerabile Morgera e del Vescovo Carlo Mennella riposano al suo interno.

La storia della Chesa della Maddalena a Casamicciola e la vita straordianaria e santa del suo parroco Don Giuseppe Morgera si intrecciano. Estratto ferito dalle macerie della sua casa, nel terremoto del 28 luglio 1883, in modo che egli stesso ritenne miracoloso, grazie all’aiuto di due valenti marinai (Cristoforo Morgera e Antonio Mennella),Don Giuseppe Morgera fu ricoverato in vari ospedali napoletani, dove il suo amico Nicola Contieri, arcivescovo di Gaeta, lo invitò a trascorrere la convalescenza presso la sua diocesi in quanto vedeva in lui il più valido e sicuro collaboratore per attuare il suo piano pastorale. In questo periodo non smise di insegnare: infatti fu professore presso il seminario di Gaeta. Nel terremoto era morto Mons. Carlo Mennella, parroco di Casamicciola, che ora si trovava senza un tempio ed una guida pastorale. Il 15 dicembre del 1883, dopo aver superato gli esami previsti, fu nominato da Mons. Francesco di Nicola, nella Chiesetta di Sant’Antonio_al_Mortito”Mortito, unica rimasta in piedi, parroco di Casamicciola, dove tenne la famosa orazione Bonus Pastor animam suam dat pro ovibus suis. Il numero di morti superava quello dei sopravvissuti, la maggior parte delle case era crollata e tutta la popolazione si era trasferita nei nuovi rioni baraccati. Tanta era la miseria e la fame, ma il buon parroco non fu timido nell’abbandonare i suoi studi per soccorrere le necessità della sua gente. Nel marzo di quell’anno ricevette in dono, a mezzo di un certo Battaglia di Venezia da un Piissimo Innominato, che poi si rivelerà essere il suo amico d’infanzia Francesco II di Borbone, una statua del Divin Redentore con il cuore svelato. Questa fu collocata sull’altare della chiesetta del Mortito fino a quando non ricevette sempre dall’anonimo devoto una nuova statua raffigurante Santa Maria Maddalena inginocchiata. Gli balzò subito nella mente di creare con le due statue un unico gruppo da porre nella nuova chiesa parrocchiale.

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Nel giugno del 1884 consacrò Casamicciola al Sacro Cuore di Gesù. Il 28 luglio 1884 trasferì la sede parrocchiale nella ristrutturata Chiesa del Buon Consiglio alla Marina, allungata e più ampia di quella del Mortito. La tomba del venerabile Giuseppe Morgera nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù e di Santa Maria Maddalena . La chiesetta dei marinai, seppur allungata e ristrutturata, non era atta a svolgere le funzioni tipiche di una parrocchia. Si adoperò con impegno e dedizione affinché Casamicciola avesse il suo nuovo tempio parrocchiale. Riuscì ad erigere il nuovo tempio in Piazzetta Funno, un posto equidistante da Casamicciola Alta e Bassa, e lo consacrò al Sacro Cuore di Gesù e Santa Maria Maddalena Penitente (1896), oggi Basilica. Fu colpito da emorragia cerebrale, mentre celebrava la messa all’altare del Crocifisso. Dalla testimonianza di Don Ciro Monti che quel giorno era presente apprendiamo che essendo stato mandato in canonica a procurarsi il necessario trovò i cassetti completamente vuoti, non vi era neppure un po’ di biancheria. Rovistando tra le sue tasche non trovarono altro che diciassette soldi, e a detta di molti, solo perché gli fosse mancato il tempo per distribuirli tra i suoi poveri. Morì il 17 aprile 1898 prima di essere eletto Vescovo nel Concistoro segreto del 28 novembre 1898. Un anno dopo la sua morte il Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Mons. Giulio Tommasi, volle che sulla tomba del sacerdote fosse scritto “QUI RIPOSANO LE OSSA DI UN PARROCO SANTO”. Il 13 aprile 1991, il Vescovo d’Ischia Mons.Pagano aprì la causa di beatificazione di Don Giuseppe Morgera. Fu nominato Servo di Dio dalla Congregazione per la causa dei Santi il 23 aprile del 2002[1]. Dopo la sua morte, in Casamicciola, nacque grazie all’impegno di una sua nipote, Giuseppina Morgera, una casa di riposo col nome di Villa Joseph, dal nome del parroco santo, che più volte aveva espresso il desiderio di una Casa di Carità nella sua Casamicciola. Le sue spoglie nel 1966, furono trasferite dalla Cappella di Villa Joseph alla Chiesa madre.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail..com

info@ischiamondoblog.com

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