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POLITICA

Draghi, una donna e non solo: l’isola si interroga sul nuovo presidente

Prosegue la marcia di avvicinamento per l’elezione del Capo dello Stato destinato a succedere a Mattarella, abbiamo chiesto ad alcuni nostri concittadini qual è la soluzione dagli stessi auspicati. Ottenendo risposte (solo in parte) convergenti

Mancano pochi giorni all’elezione del nuovo inquilino del Quirinale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, eletto sette anni fa, si appresta a concludere il suo mandato in un contesto politico e sociale che è eufemistico definire confuso, oltre che complicato da una crisi sanitaria ed economica di cui ancora è arduo ipotizzare la conclusione. Lunedì 24 gennaio il Parlamento in seduta comune, insieme ai rappresentanti delle Regioni, si riunirà per iniziare gli scrutini. Da settimane si fanno i nomi più disparati, e i giochi di palazzo sono già da tempo in fase avanzata tra le varie forze politiche, mentre i cittadini di tutto il Paese già discutono sull’idoneità o l’inadeguatezza delle presunte candidature che circolano su giornali, trasmissioni televisive e gli ormai immancabili dibatti sui social network. Ma sull’isola d’Ischia quali sono i nomi dei candidati che vengono ritenuti realmente in grado di garantire una convergenza e una condivisione dell’intero panorama politico per una carica che negli ultimi decenni ha assunto sempre più centralità nella vita politica italiana e che da sempre riveste un ruolo delicatissimo nel garantire gli equilibri nell’alveo della legalità costituzionale?

«Difficile fare un nome – spiega il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino – ma sicuramente dovrebbe essere una figura che sappia mettere d’accordo tutte le forze politiche, in altre parole che possa essere riconosciuto come un riferimento, senza essere di parte: oggi abbiamo bisogno di qualcuno che sotto questo aspetto non sia marcatamente “politicizzato”. Draghi come presidente del Consiglio sta operando bene e non sarei propenso a interrompere la sua azione di governo per trasferirlo al Quirinale; allo stesso tempo credo che il presidente uscente Mattarella abbia svolto positivamente il suo ruolo, e una sua rielezione potrebbe essere una soluzione soddisfacente».

Anche un altro primo cittadino, il sindaco di Forio Francesco Del Deo, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Siamo vivendo, politicamente parlando, un momento storico di vuoto totale. Stiamo praticamente “rotolando” verso le elezioni del presidente della repubblica, ma senza una idea, senza una strategia: la politica non esiste più. Tutti stanno facendo i nomi più disparati, ma credo che i più accreditati al momento siano due: uno è Draghi, chiamato a fare il presidente del consiglio proprio per la totale assenza della politica italiana, che è stata costretta a dare spazio a un tecnico pur di non perdere la residua credibilità del Paese a livello internazionale. L’altro secondo me, ed è quello che io al momento preferirei, è di nuovo Mattarella. Tengo a precisare che non mi entusiasma il Mattarella-bis, ma nel deprimente panorama attuale la vedo come una soluzione praticabile perché almeno già conosciamo la statura del presidente uscente. In altre parole, visata la situazione, meglio puntare su ciò che si conosce rispetto a un’incognita. Stiamo vedendo diversi veti incrociati, cose che non mi piacciono, perché in politica chi mette veti sugli altri in realtà sta mettendo un veto su sé stesso».

Dunque i sindaci dei due maggiori comuni isolani propendono per una riconferma di Mattarella, un’ipotesi che si è di recente riaffacciata, anche se il presidente aveva più volte ribadito di non voler fare il bis.

«Non saprei fare un nome preciso – riflette Luca D’Ambra, presidente di Federalberghi Ischia – ma mi piacerebbe vedere finalmente una donna al Quirinale. Secondo me sarebbe un bel passo avanti, ma a quanto pare un’ipotesi del genere sembra ormai scartata».

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L’avvocato Bruno Molinaro invece lancia un nome extra-politico, che pure ha avuto un certo credito negli ultimi giorni: «Sarei favorevole alla candidatura di Carlo Nordio, ex magistrato d’assalto ed ex procuratore. Secondo me Nordio potrebbe essere davvero un nome spendibile, soprattutto dopo che negli ultimi tempi l’amministrazione della giustizia è finita in caduta libera. Il caso Palamara è illuminante al proposito, con la descrizione di una serie lunghissima di comportamenti che integrano fattispecie di reato, che finora non hanno provocato reazioni. La gran parte della magistratura è sana, ma si sono prodotte delle metastasi che vanno al più presto eliminate, per questo vedrei bene l’elezione di Nordio, anche se egli si è schermito».

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