CRONACAPRIMO PIANO

E’ ischitano l’uomo del miracolo di Palermo

La storia di Pasqualino Monti. Il manager nostro concittadino che cambia il volto ai porti italiani: l’ultima “impresa” l’ha messa a segno in terra sicula meritandosi apprezzamenti, encomi e attenzioni

È ischitano l’uomo del miracolo del porto di Palermo. Si chiama Pasqualino Monti. Monti dalla fine dell’estate del 2017 non ha mancato di inanellare riconoscimenti ed encomi, cittadinanze onorarie, la nomina nel cda dell’Università di Palermo come

componente esterno. Non sono mancati i momenti bui e le ombre dopo il suo addio a Civitavecchia, eppure Monti oggi ha sfondato il tetto di cristallo, secondo gli esperti, tanto da meritare la copertina patinata del Gattopardo e l’approfondimento dell’Espresso Settimanale. Il presidente dell’autorità portuale ha 43 anni è nato a Ischia e la sua avventura di manager a Palermo è cominciata con Graziano Delrio, ministro delleInfrastrutture del governo di Paolo Gentiloni. Quella di Palermo era definita una situazione disastrosa, infrastrutture deteriorate, moli sequestrati, appalti bloccati da anni e un porto centrale nel Mediterraneo, dove non esiste una infrastruttura degna di potersi definire portuale. In cinque anni Monti, raccontano le cronache, ha rivoltato il porto di Palermo sta come un calzino: “In cinque anni si sono messi in motoinvestimenti per un miliardo. Qui si producevano 17milioni l’anno di gettito Iva, ora siamo a 700 milioni” racconta Monti al Messaggero, parlando orgoglioso del terminal passeggeri nuovo di zecca, il bacinodi Fincantieri per le navi da crociera finanziato per il70 per cento con fondi europei promette di garantireun bel po’ di lavoro, e nel 2022 le navi da crocierahanno sbarcato 554.279 turisti.

Pasqualino Monti con la verve ischitana e l’esperienza (non sempre felice) al Porto di Civitavecchia ha messo mano agli uffici dell’Adsp, al personale, all’assenteismo istituzionale e alle concessioni demaniali: tutte revocate “ai titolari di un centinaio di concessioni demaniali che si perpetuano con logiche imperscrutabili”. Degrado ed intoccabili, fino al 2017, giri d’affari senza alcun vantaggio per la collettività, dicono le riviste patinate, cancellate dall’uomo venuto dall’Isola Verde, Il figlio di un capitano che cambia faccia ai porti. Come ha raccontatoMonti in una sorta di biografia giornalistica e sottolinenando l’importanza del mare nella sua vita e ne la crescita professionale, il Papà era capitano di lungo corso, oggi la sua famiglia ad Ischia ha un hotel a 4 stelle, da piccolo “mi portava con lui sulla pilotina al porto di Civitavecchia. Salivamo sulla plancia di comando delle grandi navi che lui era chiamato a guidare fino al porto. Seguivo affascinato le manovre, gli ordini impartiti da mio padre, il lavoro di squadra che si svolgeva lì sopra. E poi c’era il mare che io ho sempre amato”.

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