«Fermate subito i lavori ai Pilastri»
Seconda diffida inviata dalla Regione al Comune d’Ischia, chiesto anche l’intervento dei carabinieri e della Prefettura. Palazzo Santa Lucia vuole lo stop delle opere o chiede documentazione che attesti l’assenza di rischi per le infrastrutture acquedottistiche

E’ una nota dai contenuti duri, durissimi, quella che la Regione Campania – per il tramite dei firmatari Vincenzo Trinchillo, Rosario Manzi e Antonio Carotenuto – ha indirizzato al Comune d’Ischia e per conoscenza ad una serie di soggetti istituzionali. La Direzione Generale Ciclo Integrato delle Acque ha scritto ai carabinieri di Ischia e per conoscenza all’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, e poi a Prefettura di Napoli, Ente Idrico Campano, Acquedotto Campano, Acqua Campania. L’oggetto è tanto perentorio quanto esplicativo: “Reiterazione della diffida e messa in mora, richiesta di intervento urgente delle autorità competenti per la tutela delle infrastrutture acquedottistiche regionali interferite dal lavorazioni in corso in località Pilastri nel Comune di Ischia”. Ma cosa sta succedendo di tanto grave da richiedere addirittura l’intervento dei militari dell’Arma e segnalare i fatti all’ufficio territoriale di governo?
I firmatari della nota iniziano così la loro esposizione dalla quale si evince, così come era chiaro già dall’oggetto, che la diffida in questione è la seconda indirizzata all’ente di via Iasolino: “Con riferimento alla nota prot. n. 0857210 del 15/10/2026, con la quale questa Direzione Generale ha formalmente diffidato il Comune di Ischia, il Responsabile Unico del Progetto, il Direttore dei Lavori, l’Impresa esecutrice e tutti i soggetti coinvolti dall’eseguire lavorazioni interferenti con le infrastrutture acquedottistiche regionali in assenza delle necessarie verifiche tecniche e autorizzazioni, si rappresenta che, sulla base delle attività di vigilanza e monitoraggio effettuate da Acquedotto Campano S.c.a.r.l., le lavorazioni risultano tuttora in corso, nonostante la formale diffida e la conseguente messa in mora già notificate. Si rileva altresì che, alla data odierna, non risulta pervenuto alcun riscontro alle richieste formulate da questa Amministrazione regionale né risulta trasmessa la documentazione tecnico-amministrativa necessaria per la valutazione delle interferenze con le infrastrutture acquedottistiche regionali interessate. Tale condotta determina il permanere di una situazione di potenziale rischio per opere acquedottistiche strategiche facenti parte del patrimonio indisponibile della Regione Campania e destinate all’approvvigionamento idropotabile di vasta parte del territorio regionale”.
Insomma, la Regione dice chiaramente “no” ai lavori ai Pilastri o almeno si mette di traverso fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle modalità con cui si svolgono dette opere. E nel passaggio successivo il messaggio appare ancora più chiaro: “Tutto ciò premesso si diffidano nuovamente il Comune di Ischia, il Responsabile Unico del Progetto, il Direttore dei Lavori, l’Impresa esecutrice e ogni altro soggetto coinvolto nell’intervento a sospendere immediatamente tutte le lavorazioni che possano determinare interferenze dirette o indirette con le infrastrutture acquedottistiche regionali presenti nell’area interessata dai lavori. Si chiede alla Stazione Carabinieri di Ischia, alla Compagnia Carabinieri di Ischia, al Nucleo Operativo e Radiomobile e al Comando di Polizia Municipale del Comune di Ischia di voler effettuare con la massima urgenza gli opportuni accertamenti presso il cantiere in argomento, verificando l’effettiva prosecuzione delle lavorazioni nonostante la diffida regionale e adottando, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, ogni iniziativa ritenuta necessaria per la salvaguardia delle infrastrutture acquedottistiche regionali e per la tutela del pubblico interesse sotteso alla continuità del servizio idropotabile. Si chiede altresì ad Acquedotto Campano S.c.a.r.l., quale soggetto affidatario delle attività di gestione, sorveglianza, presidio e monitoraggio delle infrastrutture acquedottistiche regionali, di proseguire senza soluzione di continuità le attività di vigilanza tecnica sull’area interessata dai lavori, segnalando tempestivamente alla scrivente Direzione Generale e alle competenti Autorità qualsiasi situazione di pericolo, danneggiamento o interferenza con le opere acquedottistiche regionali, nonché ogni eventuale inosservanza delle prescrizioni impartite dalla Regione Campania”.
Poi la conclusione che lascia intendere anche possibili strascichi di natura giudiziaria laddove l’appello degli uffici di Palazzo Santa Lucia continui ad essere inevaso o ignorato: “Si evidenzia inoltre che le infrastrutture interessate costituiscono opere strategiche per il servizio idrico regionale e che qualsiasi compromissione della loro integrità o funzionalità sarà oggetto di immediata segnalazione alle competenti Autorità amministrative e giudiziarie per le valutazioni e determinazioni di rispettiva competenza. La presente costituisce formale reiterazione della diffida e della messa in mora già notificata, con espressa riserva da parte della Regione Campania di attivare ogni ulteriore azione amministrativa, civile e giudiziaria prevista dall’ordinamento per la tutela del patrimonio pubblico regionale e della sicurezza del servizio idrico. Si resta in attesa di urgente riscontro”. Ora non resta che capire quale sarà l’atteggiamento che arriverà dal municipio di via Iasolino e dagli altri soggetti interessati alla vicenda: pensare ad un ulteriore silenzio appare difficile, ma se così fosse l’impressione è che si arriverebbe a un braccio di ferro con conseguenze difficilmente pronosticabili.








Se non vogliamo vedere i pilastri con effetto domino a cascata allora i lavori devono fermarsi. Se invece a qualcuno piace molto questo effetto può continuare a giocare con le tessere del domino che in questo caso si chiama pilastri ad effetto cascata.