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Festa di San Vito, esplode il “bancarella gate”

Una vicenda dai contenuti a dir poco incredibili, sullo sfondo una vera e propria truffa perpetrata a danno di un ente pubblico oltre ad un falso bello e buono. E’ una bancarella connection quella che è scoppiata all’ombra del Torrione, dove si sarebbero consumati dei reati palesi in occasione dell’ultima festa patronale di San Vito. Ma non è tutto, perché l’attività investigativa condotta in prima battuta dal comandante della polizia municipale Giovan Giuseppe Iacono starebbe portando alla luce i contenuti davvero più foschi di questa brutta storia. Perché la condotta criminosa posta in essere da un ignoto o da ignoti (questo dovrà appurarlo il supplemento di indagine, nel frattempo della faccenda è stata interessata l’autorità giudiziaria competente) sarebbe datata nel tempo e reiterata. Insomma, il “pacco” rifilato al Comune di Forio sarebbe addirittura seriale.

Tutto è nato nel momento in cui, nell’esercizio delle proprie funzioni, il comandante Iacono era intento a verificare tutti i dettagli relativi alla regolarità dello svolgimento della manifestazione fieristica legata come da tradizione alla celebrazione della festività di San Vito. In particolare il comandante stava verificando i bollettini di versamento postali degli oneri che i concessionari delle bancarelle devono versare all’ente turrito per l’occupazione del suolo pubblico. Una serie di carte che passavano davanti agli occhi di Iacono che a un certo punto si è accorto di un particolare francamente incredibile: di fatto in maniera artata su un bollettino veniva superato lo spazio destinato alla compilazione. L’obiettivo, evidentemente, era quello di occultare timbro apposto sul bollettino medesimo da Poste Italiane, che indicava chiaramente l’importo pagato. Che, ovviamente differiva chiaramente da quello scritto nel modello di pagamento. Inizialmente il comandante ha pensato di trovarsi dinanzi ad un caso singolo, isolato, poi però insospettito ha iniziato a controllare i bollettini rimanendo subito colpito da un altro particolare che – questo sì – ad un’attenta occhiata era chiaramente visibile: la calligrafia che pareva aver compilato i bollettini era la stessa, senza alcuna ombra di dubbio. E non è tutto, perché Giovan Giuseppe Iacono si rendeva conto in breve tempo facendo un controllo a campione e verificando una serie di dati con l’ufficio postale di Forio, che il debordamento della scrittura sul documento era teso a nascondere le prime cifre degli importi versati in modo da procedere al versamento della parte centesimale e solamente una piccola quota (ossia decine) della parte intera. Per farla breve, è come su un modello si indicasse la somma di 620 euro ma in realtà alle poste se ne pagavano appena 20. E credeteci, ci voleva un colpo d’occhio davvero non da poco per rendersene conto.

A quel punto, giustamente, il comando di polizia municipale ha cominciato a sospettare che fatti del genere potessero essere stati commessi anche in passato. E quindi il passaggio immediatamente successivo è stato quello di raccogliere materiale cartaceo relativo ad altre festività in cui erano state presenti le caratteristiche bancarelle e cioè la stessa San Vito dell’anno precedente così come quella di San Francesco sempre del 2016. Insomma, puntualmente bisognava corrispondere un canone per l’occupazione di suolo pubblico ma in realtà si pagavano soltanto quattro spiccioli e nel senso letterale del termine. Tra l’altro, secondo quanto si racconta nelle stanze dei bottoni, pare che già i revisori dei conti avessero segnalato in una relazione come stranamente nelle casse comunali entrasse poco denaro per appuntamenti ed eventi come quelli fieristici in occasione delle feste. Un sospetto che evidentemente non era affatto sbagliato. Preso atto dell’accaduto, ovviamente, al comandante Giovan Giuseppe Iacono non è rimasto altro da fare che scrivere alla Procura della Repubblica di Napoli, cui il pubblico ufficiale ha segnalato anche nel dettaglio una serie di casi anomali che a questo punto saranno al vaglio dell’inchiesta che inevitabilmente sarà aperta e che potrebbe vedere a breve i primi interrogatori, per provare a ricostruire il bandolo di una matassa che si presenta davvero contorta e complessa. Il primo nodo da ricostruire è questo: tutti coloro che sono coinvolti in questa truffa perpetrata ai danni del Comune di Forio sono consapevoli di quanto combinato o magari c’era una sola persona che raccoglieva i soldi per pagare i bollettini e a sua volta “fregava” anche i colleghi bancarellari? E ancora, la matrice è isolana o proviene invece dalla terraferma? Insomma, una serie di più o meno inquietanti interrogativi ai quali occorre dare una risposta. E, vista la gravità dell’accaduto, possibilmente anche in tempi ragionevoli.

Gaetano Ferrandino

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