CRONACAPRIMO PIANO

Forio, aggredisce la fidanzata: 22enne arrestato dalla Polizia

Il giovane, un casertano con precedenti, aveva sfondato la porta dell’abitazione della ragazza, per poi colpirla all’addome e tentare di estorcerle del denaro. La donna è poi riuscita a chiamare le forze dell’ordine

Nuovo episodio di maltrattamento in famiglia, l’ennesimo sulla nostra isola. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Ischia, agli ordini del dottor Alberto Mannelli, hanno arrestato un giovane di 22 anni con tale accusa. I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica, quando le sirene delle auto di Polizia hanno illuminato l’oscurità squarciando l’apparente calma di fine estate, mentre si recavano a gran velocità a Forio, teatro dell’episodio. Una giovane donna era stata infatti aggredita dal fidanzato, introdottosi in casa della ragazza.

L’aggressore si era introdotto nell’appartamento di forza, arrivando a sfondare la porta dell’abitazione, nella quale la fidanzata si trovava insieme alla propria madre. Il giovane ha minacciato entrambe, intimando loro di non chiamare la polizia, ma soprattutto arrivando a minacciare di morte la ragazza, fino a colpirla con un calcio all’addome. Non contento, ha anche tentato di estorcere denaro, alcune centinaio di euro, alla fidanzata. Dopo gli atteggiamenti fortemente violenti, il giovane si è in parte calmato, sedendosi su un divano. È stato in quel momento che la fidanzata ha contattato la Polizia chiedendo aiuto. Gli agenti, giunti sul posto, hanno constatato i danni prodotti dall’aggressore, che ha tentato la fuga dall’abitazione. Tentativo prontamente vanificato dai poliziotti che lo hanno bloccato nella strada adiacente l’appartamento. L’uomo,  D.M., peraltro risultato essere una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è stato appunto tratto in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e di lesioni. Infatti il referto del pronto soccorso ha rilevato contusioni nella zona addominale per la ragazza. Dopo gli adempimenti di rito, il giovane è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. L’episodio dimostra come il fenomeno della violenza verso il partner da tempo viva una fase di recrudescenza, che spesso finisce anche in tragedia, come dimostra la cronaca locale, ma anche e soprattutto quella nazionale, cosa che ha posto il problema all’attenzione della politica. Violentissime esplosioni di collera e di gelosia che spesso sfociano in percosse. Sono frequenti i casi in cui i provvedimenti presi nei confronti degli aggressori, come il divieto di avvicinamento, non sono affatto sufficienti per evitare nuove violenze, che vedono nella stragrande maggioranza dei casi le donne come vittime.

Agenti della polizia e della polizia penitenziaria all’esterno del carcere di Poggioreale dove Ë in corso una rivolta a Napoli 16 Giugno 2019. ANSA/CESARE ABBATE/

Per questo, dallo scorso agosto è entrato in vigore il cosiddetto “Codice rosso”, che ha innovato la disciplina penale per i casi di violenza domestica. In pratica una specie di corsia preferenziale, come accade per le priorità al pronto soccorso: in tutte le indagini concernenti gli episodi di violenza domestica o di genere (come i maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori, violenza sessuale, aggravata e di gruppo atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, lesioni personali aggravate da legami familiari) le forze dell’ordine e il pubblico ministero dovranno attivarsi immediatamente, e la vittima dovrà essere ascoltata entro tre giorni dalla denuncia, per limitare al massimo la possibilità che la violenza possa essere reiterata. Inoltre, le donne avranno più tempo per denunciare una violenza subita: dodici mesi invece dei sei previsti in genere dalla legge, una misura concepita per consentire alle vittime di elaborare meglio la violenza subita.

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