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Frane, sisma, sfollati in albergo: il Natale “horribilis” di Ischia

Ad un mese dalla tragedia l’isola si scopre ancora impaurita. La sera della vigilia il crollo del masso a Montevico, poco prima due scosse di terremoto. 27 le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni

C’è un numero che inesorabilmente scandirà le giornat della nostra isola d’Ischia, di qui ai tempi a venire. E’ il numero 26. Una istantanea feroce della tragedia, del dramma senza fine che oggi ci ricorda che è passato Natale e che ieri è stato Santo Stefano, ma soprattutto che ieri è trascorso un mese da quella maledetta notte che ha portato morte e distruzione a Casamicciola Terme. L’isola ha ancora paura. Quella fotografia ci racconta che è un Natale diverso. Che non è Natale, in un paese diverso, distrutto, in cui è difficile pensare all’oggi figurarsi al futuro, dove ancora si elabora il lutto. Costretti dalla tragedia di Casamicciola a trascorrere i giorni, con l’animo ferito, distrutto e la tristezza nel cuore che trasforma le feste in una condizione complessa da affrontare, lontano da casa, consapevoli di aver perso una parte importante della propria comunità, spazzata via dalla colata del 26 novembre 2022.

E’ un Natale in cui il dolore ed il lutto prende il sopravvento sulla speranza e la celebrazione natalizia. E’ un Natale, un giorno di Santo Stefano in cui principalmente si commemora la morte dopo la frana del 26 novembre. La frana ha lasciato dietro di se 12 vittime e nella terra e nell’anima solchi profondi. La messa di Natale alle 11 è stata celebrata nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Casamicciola da Don Gino Ballirano, ieri la fiaccolata silenziosa sul litorale di Casamicciola. Tutto per trovare la forza, l’appiglio per tentare di andare avanti anche dopo il nuovo crollo di Montevico che a Lacco Ameno a portato fuori casa altre 27 persone. In tutto nove famiglie sono state allontanate in via precauzionale dalle loro abitazioni. Si sono uniti ai 400 sfollati ospitati negli hotel che non si sa quando potranno rientrare nelle loro case. A seguito della caduta del pesante blocco di pietra e dei controlli eseguiti dai tecnici comunali è stata emessa una ordinanza di sgombero per le famiglie che abitano sotto il costone e di fronte: 25 persone hanno dovuto lasciare le loro case ed alcune di loro sono state accolte negli hotel che già ospitano gli sfollati mentre hanno trascorso la notte da parenti o amici mentre per altre due, anziane con difficoltà di deambulazione non sono state ancora trasferite. Il crollo verso le 21 della 24 dicembre, il giorno della vigilia quando è venuto giù un grosso masso, del peso di alcune tonnellate,si è staccato da un costone roccioso finendo in strada all’inizio di via Montevico, a pochi metri di distanza dal centro di Lacco Ameno, danneggiando uno scooter parcheggiato.

Resta il nodo legato all’emergenza fanghi da smaltire, intanto il ministro del Turismo Daniela Santanchè sarà sull’isola il prossimo 29 dicembre per incontrare operatori del settore e amministratori locali

Due lievi scosse di terremoto sono stateavvertita sempre nel giorno della Vigilia sull’isola d’ Ischia. Nella notte alle 02,02 a Santa Maria al Monte a Forio ad 1 km di profondità ed a Pietra del’Acqua a Serrara Fontana alle 15,46 a Pietra del’Acqua a Serrara Fontana a 2 km di profondità la terra ha tremato per pochi secondi e gli effetti dei movimenti tellurici – di magnitudo 1 e 1,4, sono stati distintamente avvertiti soprattutto nel versante sud occidentale dell’isola, nelle zone di Succhivo, Ciglio e Citara. Secondo alcuni testimoni la scossa è stata accompagnata da due boati consecutivi. Non sono stati segnalati danni. Il commissario per l’emergenza frana di Ischia, Giovanni Legnini, è stato in visita ieri sera in tutti gli alberghi che ospitano gli sfollati. Legnini ha rivolto i suoi auguri di Natale ai cittadini, circa 400, che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni dopo il disastro del 26 novembre scorso e che passeranno le festività natalizie in hotel o nelle case di parenti o amici che li hanno accolti. Legnini era accompagnato dal vice commissario prefettizio Beniamino Cacciapuoti. Proprio nei giorni precedenti le festività il commissario Giovanni Legnini, aveva comunicato agli sfollati che non c’erano ancora le condizioni per un ritorno a casa: non ha lasciato alternative l’esito degli approfondimenti dell’Università di Firenze, in collaborazione con diversi atenei campani e con il coordinamento della Protezione Civile. Almeno cosi ha detto il delegato all’emergenza alluvione. Bisognerà attendere il dettaglio dell’elaborazione dell’indice di pericolosità del territorio per decidere chi potrà tornare a casa e chi invece dovrà restarne lontano, operazione che potrebbe avvenire entro la fine dell’anno.

E proprio nelle sere scorse, il 23 dicembre Legnini è stato in visita ieri sera in tutti gli alberghi che ospitano gli sfollati, rivolgendo i suoi auguri di Natale ai cittadini, circa 400, che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni dopo il disastro del 26 novembre scorso e che passeranno le festività natalizie in hotel o nelle case di parenti o amici che li hanno accolti. Ultima tappa del commissario nell’hotel Michelangelo, il primo hotel a riaprire, dopo l’alluvione, per accogliere i primi sfollati ed è quello che ne ospita attualmente il numero maggiore, circa 150. Qui il 23 dicembre gli Chef Stellati di Ischia Safari hanno organizzato un menu speciale per gli sfollati, i loro ospiti, molte istituzioni e comparse, regalando una serata diversa prima di Natale. Prima che si celebrasse il primo mese di tragedia. Mentre il29 dicembre, dalle 11, il ministro del Turismo Daniela Santanchèsarà ad Ischia per confrontarsi con gli operatori del settore e gli amministratori locali e lanciare la campagna di comunicazione a livello nazionale ed internazionale finalizzata a sostenere i flussi turistici dell’isola colpita dalla frana di Casamicciola, realizzata in collaborazione con ENIT. 

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La situazione attuale di Casamicciola, è ben lungi dal vedere schiarite, con le numerose problematiche da risolvere tra cui quella delle future emergenze determinate dalle allerte meteo e la necessità di dividere in zone il paese a seconda del rischio. Ma soprattutto con l’emergenza Fanghi da smaltire. La Valanga staccatasi il 26 novembre dall’Epomeo a scaraventato lungo le pendici ed a valle quasi 100 mila tonnellate di detritiarrivati sino al mare, nel porto di Casamicciola Terme. Una ordinanza specifica è stata pubblicata dal commissariato all’emergenza frana che individua due soggetti attuatori degli interventi di rimozione e smaltimento nelle società in house Amca e Sma Campania. Ma non è servito a granchè, il fango resta ammassato e pesa sulle vite della gente, sul futuro del paese. 12 mila container da smaltire, era questa l’ultima stima. Il risultato è che i camion e i traghetti muovono lontano dall’isola con dinamiche costosissime per spostare in discariche in terra ferma il fango accumulato nei depositi temporanei ed in quelli non autorizzati. La priorità che profetizza Legnini per il riutilizzo dei materiali naturali per il ripascimento delle spiagge e il consolidamento delle coste, non è più una priorità. Forse non lo è mai stata. Sono state sollevate obiezioni perché il fango della frana “può essersi contaminato. Un dettaglio che stona con la triste realtà di un’isola con la depurazione delle acque reflue commissariata. Alzi la mano chi non sa che ad Ischia praticamente non c’è un depuratore. Mentre l’intelligenza istituzionale traccheggia, i maggiori stanziamenti per l’Alluvione di Ischia finiscono nei rifiuti, nello smaltimento dei fanghi. Una logica ed un modus operandi che non cambia: le “terre buone” parte via mare verso una cava di Quarto. Verso una discarica che ha una storia brutta di scarichi illegali. Per togliere da case, piazze e strade l’enorme frana serviranno comunque siti di stoccaggio temporanei sull’isola e l’installazione di un impianto di vagliatura mobile del materiale franato.

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