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Gianni Mattera scopre le carte: «Il candidato? Nessuno (per ora) meglio di Stani»

Il consigliere comunale indipendente è convinto che a breve si riveleranno i rapporti di forza in vista delle elezioni in programma nel 2023 a Forio

Passato agosto, si può ufficialmente dire che a settembre si aprono le danze e le grandi manovre in vista delle elezioni amministrative del 2023. Prima di scendere nei dettagli, è possibile ipotizzare determinati scenari e schieramenti e quali? Insomma, cosa si profila all’orizzonte?

«Da quel che ho potuto capire, anche in maniera molto parziale, visto che in questo periodo sono molto preso dal lavoro, è probabile che si possa creare un ampio fronte comune in alternativa all’attuale amministrazione».

L’asse Franco Regine-Stani Verde con anche il Suo appoggio, che tempo fa Verde non smentì proprio a Il Golfo, è una prima base significativa per provare a scalzare l’attuale amministrazione?

«Certamente è un punto di partenza, e credo anche di non poco conto. Non parliamo solo di Franco Regine o di Gianni Mattera, ma di buona parte della componente che all’epoca fu parte integrante e attiva dell’amministrazione di Franco Regine. Ci sono tante altre persone che hanno sposato questo progetto».

«Penso che per quanto riguarda il candidato della maggioranza uscente il discorso sia limitato a due nomi: Gianni Matarese e Michele Regine, e credo che anche su queste due ipotesi non ci sia molta convinzione»

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Se le chiedessi chi potrebbero essere i candidati a sindaco della maggioranza uscente e del polo avverso, insomma se dovesse puntare le sue fiches su quali “cavalli” lo farebbe?

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«Io penso che per quanto riguarda la maggioranza uscente il discorso è limitato a due nomi: Gianni Matarese e Michele Regine. Per quanto riguarda il nostro polo, in questo momento io non vedo nessun candidato migliore di Stani Verde. Già adesso vedo che intorno a Stani si sta aggregando un fronte molto largo. È chiaro che se domani potesse uscire un altro candidato che dia ancora più garanzie e che sarebbe in grado di aggregare ancora di più rispetto a Stani, non credo che quest’ultimo si impunterebbe su diktat del tipo “O io o nulla”»

Si è riparlato e abbiamo riparlato di Franco Regine: ma senza voler sminuire lo stimato medico, davvero non c’è nulla di meglio che un ritorno al passato per la vostra coalizione e Forio in generale?

«Ma Franco Regine non farà il candidato sindaco, ma penso sarà candidato consigliere. Non penso che Stani Verde possa essere definito “vecchio”: è ancora giovane e fa politica da un certo tempo. Stani è il giusto mix tra i giovani e noi “esperti”. Io stesso non posso certo definirmi “giovane”: se i cittadini elettori lo vorranno, la prossima sarà la mia quarta esperienza amministrativa, e credo di avere la giusta esperienza».

Ha mai rimpianto di aver lasciato l’attuale maggioranza?

«Sono una persona sincera, e le dico che non ho rimpianti per essere uscito dalla maggioranza, bensì solo rammarico per come sono stato trattato. Mi spiego: dati e numeri alla mano, che non possono essere smentiti in nessun modo, io con la mia lista sono stato determinante per la vittoria di Francesco Del Deo alle passate elezioni. Di più: sono stato l’unico valore aggiunto di quella coalizione perché tutti gli altri già ne facevano parte. La mia lista ha collezionato circa 700 voti, 330 dei quali personali. Dunque settecento a favore significano 1400 voti di differenza, senza i quali Francesco Del Deo avrebbe perso le elezioni al primo turno. E le dico che in molte case tanti cittadini mi avevano detto: “Ma cosa stai facendo? Dove ti stai collocando? Non ricordi come ti hanno trattato anni fa? E ora torni di nuovo lì?”. Questo mi fa capire che probabilmente molta gente non mi ha votato per questo motivo. La prova di ciò che le dico è nel ballottaggio, dove non c’era più il peso dei candidati ma era un scontro diretto tra il sindaco Del Deo e Stani Verde: in quindici giorni, Francesco Del Deo ha perso 1200 voti. Avevamo chiuso il primo turno con 1380 voti di vantaggio, mentre al ballottaggio abbiamo vinto per 200 voti. Ciò fa capire qual è stato il peso dei candidati, anche del sottoscritto e della sua coalizione. Alla luce di ciò, il rammarico è per come sono stato trattato dal primo giorno che ho messo piede in amministrazione, mentre per il resto non ho mai rimpianto nulla. Fui il primo a dire a Del Deo che Mario Savio doveva fare il vicesindaco, mentre per me al massimo avevo chiesto di valutare eventualmente la presidenza del consiglio, ma ho immediatamente compreso le ragioni del sindaco che preferiva la continuità con Michele Regine, e io tranquillamente ho acconsentito perché mi sarebbero bastate alcune deleghe per dare visibilità al mio gruppo. Per il resto sono sempre stato boicottato e ostracizzato, in ogni iniziativa e occasione. Gliene racconto una: dal fabbro Savio a Forio giacciono da quattro anni alcuni attrezzi, già pagati, per creare aree fitness al Fortino e a Citara, e non sono mai stati piazzati, solo perché si trattava di una mia iniziativa. Poi possono raccontare quello che vogliono loro. Il sindaco in alcune occasioni si è comportato ipocritamente: è andato a Roma per la questione delle concessioni, e ha avuto il coraggio di dire che era al fianco dei balneari, ma non ha detto che in realtà egli non aveva voluto rinnovare le concessioni fino al 2033. D’accordo, poi sarebbe arrivato l’annullamento a causa di leggi e sentenze, ma almeno avrebbe mostrato un atto concreto di solidarietà, un segnale forte, come hanno fatto a Ischia e a Lacco. Io gli avevo suggerito di rinnovarle, non perché io fossi un concessionario, ma perché a Forio ci sono ben venticinque concessionari, dunque non era solo mio interesse. Questa è la verità».

«Per quanto riguarda il nostro polo, in questo momento non vedo nessun candidato migliore di Stani Verde, intorno al quale si sta aggregando un fronte molto largo»

Alle urne, a suo avviso, cosa potrà far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra?

«Secondo me sarà la voglia di cambiare. Forio ha una grande voglia di cambiamento, si è stancata di questo stato di tensione, di paura. Con l’amministrazione Regine, il Comune era aperto, ascoltavamo tutti, ci siamo presi insulti e minacce, ma faceva parte del gioco. Adesso invece c’è la paura di parlare, ho saputo che persino alcune ditte hanno incontrato problemi perché avevano rapporti con me. Il paese è stanco di questi atteggiamenti, e di essere governato da tre persone. Non so come facciano i miei colleghi consiglieri a sopportare questo stato di cose, eppure sono persone perbene, di una certa caratura: vengono chiamati solo per partecipare al consiglio comunale e ad alzare la mano, ma di fatto a Forio comandano Francesco Del Deo, Mario Savio e Michele Regine, e non lo dico io, ma lo sanno tutti. Forio è fatta di persone che vogliono avere la possibilità di esprimersi, anche di criticare l’amministrazione se qualcosa non va».

«Non ho mai rimpianto di essere uscito dalla maggioranza, bensì ho grande rammarico per come sono stato trattato: ogni mia iniziativa è stata costantemente boicottata ed ostracizzata»

Il nodo-candidatura può essere il vero ostacolo dell’amministrazione uscente? Nel senso, sono forse in tanti a voler indossare la fascia tricolore?

«Guardi, da quel che mi risulta, la risposta è no. Le ho fatto due nomi, ma le posso assicurare che nemmeno in quei due nomi c’è molta convinzione. E comunque va rimarcata una cosa: a nessuno piace perdere. Prima di accettare una candidatura, uno ci pensa bene. Io credo che a breve il nostro polo alternativo verrà allo scoperto, nomi compresi, e a quel punto sicuramente ci saranno degli sviluppi, perché inizieranno a delinearsi meglio i contorni e i rapporti di forza delle formazioni che scenderanno in campo. Ciò potrebbe creare ulteriori fibrillazioni all’interno della maggioranza, perché so che già adesso ve ne sono. Del resto, alcune dinamiche non hanno riguardato solo me…».

«A breve il nostro polo verrà allo scoperto, nomi compresi, e a quel punto sicuramente ci saranno degli sviluppi: inizieranno a delinearsi meglio i contorni e i rapporti di forza delle formazioni che scenderanno in campo. Ciò potrebbe creare ulteriori fibrillazioni all’interno della maggioranza»

In che senso?

«Tutto quello che le ho riferito prima nei miei confronti, non è un fatto nuovo. Nella passata consiliatura, la maggioranza di Francesco Del Deo era “bulgara”, con 14 consiglieri su 16, ma poi è arrivata ad approvare l’ultimo equilibrio di bilancio col voto determinante del sindaco. Giuseppe Colella, Vincenzo Mattera, Chiara Conti, Donatella Migliaccio: la maggioranza si è progressivamente sfaldata. Dunque, delle due l’una: o siamo tutti quanti “difettosi”, oppure vuol dire che il difetto è altrove. Sono sempre stato un elemento mediatore, ho sempre fatto da paciere per ricucire contrasti, e anche all’inizio della consiliatura ho rifiutato proposte di alcuni consiglieri per costituire gruppi consiliari autonomi, spiegando che dovevamo rimanere uniti, altrimenti ci saremmo sfaldati. E nonostante questo mio atteggiamento che punta sempre alla coesione, sono stato ripagato in quel modo. Prima del consiglio comunale del settembre scorso per il riequilibrio di bilancio, avevo chiesto di convocare una riunione di maggioranza, che non era mai stata fatta in tre anni, come condizione per partecipare al consiglio. Ebbene, il giorno successivo alla mia mancata partecipazione al consiglio fui cancellato dalla chat telefonica dei consiglieri di maggioranza. Di qui la mia decisione di dichiararmi consigliere indipendente».

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