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Giosi, il Covid, l’isola che “verrà”: «Difendo De Luca, l’Europa ha risposto presente»

Lunga intervista all’europarlamentare ischitano del Pd capace di spaziare dalle tematiche di Bruxelles (con l’incubo virus in primo piano) a quelle regionali. Ma con uno sguardo anche a Ischia e Casamicciola e alla vittoria di Pascale a Lacco Ameno. Senza dimenticare il Comune unico

L’emergenza Covid continua a imperversare: quanto è preoccupato in generale e nello specifico quanto è ancor più preoccupato per un’economia monocorde come quella della nostra isola?

«De Luca avrebbe perso la bussola per le misure restrittive? Ci rendiamo conto che la Campania ad oggi è tra le regioni con il maggior numero di contagi? Serve buonsenso nell’esprimere giudizi. Magari far capire meglio che, a prescindere da tutto, anche chi ha l’onere della decisione sta sempre dalla parte del cittadino»

«Sono preoccupato al pari di chiunque. Tutto dipende dalla velocità con cui riusciremo ad avere un vaccino sicuro e a produrlo su vasta scala. Anche l’economia legata al turismo, al pari di tutti gli altri settori economici e produttivi, ha risentito dei contraccolpi della pandemia. Ischia nel complesso ha retto, se pensiamo al dato macro-economico. Le presenze sono calate ma non sono crollate, soprattutto ad agosto. Questo ha garantito continuità occupazionale, che significa possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali. Ovvio che un’altra stagione turistica del genere non è socialmente sostenibile, il sistema rischierebbe di collassare. Però resto fiducioso, le notizie sui progressi sperimentali del vaccino sono incoraggianti».

In molti, specialmente negli ultimi giorni, accusano De Luca di aver perso la bussola, in alcuni casi di avere poche idee e confuse. Lei che giudizio dà all’operato più recente del governatore?

«Lo stesso che ho dato finora, e che ha dato la stragrande maggioranza dei cittadini campani solo poche settimane fa, ottimo. De Luca avrebbe perso la bussola per le misure restrittive? Ci rendiamo conto che la Campania ad oggi è tra le regioni con il maggior numero di contagi in Italia? Serve buonsenso nell’esprimere giudizi. Magari ecco, serve far capire meglio che, a prescindere da tutto, anche chi ha l’onere della decisione sta sempre dalla parte del cittadino. Con toni pacati e comprensivi va fatto capire che va preservata la salute ma anche il sostentamento per tutti. Il coprifuoco, seppure parziale, credo sia un atto necessario, serve come forma di tutela della salute pubblica. Lo fanno in quasi tutta Europa senza drammi, non capisco perché dovrebbe rappresentare un problema per noi. Quello che è accaduto venerdì notte a Napoli è vergognoso, inaccettabile. Vedi, De Luca ha un compito difficilissimo: preservare la salute pubblica bilanciando le misure di tutela con le necessità economiche del territorio. Io avrei agito diversamente? Probabilmente avrei solo tentato con tutti i mezzi di evitare la chiusura delle scuole, ma anche in questo caso il giudizio non può essere figlio della nostra esperienza. Una scuola di Ischia non può essere paragonata per numeri, dimensioni e contesto sociale e territoriale ad una scuola del napoletano, ma il Governatore ha il dovere di adottare misure che siano uguali per tutti. Si parla spesso di resilienza: ecco, un approccio resiliente al CoVid mi sembra un dovere personale per ognuno di noi in questo periodo storico».

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Considerata la specificità del territorio isolano, è vero – come sostiene qualcuno – che se proprio deve esserci un altro lockdown è questo il momento tutto sommato migliore?

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«Alle regionali Vito Iacono e Lucia Fortini hanno fatto registrare ottime performance, ma anche la Di Scala ha confermato un buon radicamento sul territorio. Un applauso lo faccio a Michele D’Ambra, che, al di là dei numeri, ha lanciato messaggi importanti. In generale ha deluso il centrodestra, ma il risultato è figlio delle fratture interne»

«Io spero che non ci sia il lockdown totale. L’Italia di oggi è diversa da quella che a marzo ha subito le conseguenze della diffusione del contagio. Siamo più preparati, sia nelle misure di prevenzione che nella risposta del sistema sanitario. Mi auguro davvero che i numeri non costringano di nuovo il Governo ad una chiusura, anche perché il coprifuoco e le misure di contenimento mi sembrano già abbastanza adeguate. In ogni caso, anche se dovesse essere, il ministro Gualtieri ha già annunciato di aver pronti ulteriori 8 miliardi di sostegno al reddito».

Cosa sta facendo di concreto l’Europa per riuscire a far sì che la “barca” si regga e non vada a fondo, in particolare per l’Italia?

«Ha messo sul tavolo quasi 2mila miliardi, distribuiti in varie linee di finanziamento, una risposta senza precedenti. Non solo, pensiamo anche al Recovery Fund, poi ribattezzato Next Generation Eu. L’Europa per la prima volta emetterà obbligazioni per finanziare la risposa alla pandemia e finanzierà questo debito tassando i giganti del web, le speculazioni finanziarie, chi inquina. Probabilmente è la più grande operazione di redistribuzione delle risorse mai fatta da una istituzione occidentale in epoca moderna. Quanto all’Italia, solo dal Recovery accederà a risorse per 200 miliardi, di cui 82 a fondo perduto. Sarà la prima beneficiaria in termini assoluti tra i 27 Stati dell’Unione. Ora sta a noi approfittarne».

Passiamo ai fatti di casa nostra. Le elezioni regionali spesso sono un termometro. Posso chiederle un giudizio su numeri, consensi e orientamenti registrati in primis nel Comune di Ischia e poi nel resto dell’isola?

«Il gruppo del Pd a Casamicciola significa avere un riferimento diretto del governo regionale e nazionale. L’amministrazione in carica si sta distinguendo per immobilismo. Terremoto, turismo, sviluppo del paese: è tutto fermo. Se non si hanno idee e linee guida da seguire, diventa tutto causale e improduttivo»

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«La vittoria del Partito Democratico è stata netta ed è il dato che considero più importante perché dà continuità ai risultati conseguiti dal PD sull’isola nelle ultime tornate elettorali. Significa che il partito è ben strutturato, che ha seguito e questo a mio avviso è un bene per tutta la comunità. Nello specifico, poi, c’è la vittoria schiacciante del nostro gruppo Base Riformista, che ha eletto Casillo e Raia piazzandoli al primo e al secondo posto nella provincia di Napoli e dando loro il più alto numero di preferenze fatte registrare a livello nazionale. Una vittoria di tutta la squadra isolana del Pd. Questo gioco si squadra dovrebbe essere da insegnamento a chi ancora non ha compreso il valore di agire in un gruppo, mettendosi in gioco e a disposizione anche quando non si è direttamente chiamati in causa».

Tra i candidati locali, quale performance ritiene più “interessante” e quale invece l’ha particolarmente delusa?

«Vito Iacono e Lucia Fortini hanno fatto registrare ottime performance. Ma anche Maria Grazia di Scala ha confermato un buon radicamento sul territorio. Un applauso lo faccio a Michele D’Ambra, che, al di là dei numeri, ha lanciato messaggi importanti. In generale ha deluso il centrodestra, ma il risultato è figlio delle fratture interne».

Che cosa significa e rappresenta aver costituito il gruppo del Pd a Casamicciola?

«La vittoria di Pascale non è una sorpresa. Aveva una buona proposta programmatica, una buona squadra a sostenerlo, seguito nel paese. Ha vinto con merito ma faccio i miei complimenti anche a De Siano: aver riconosciuto la vittoria dell’avversario legittima l’amministrazione, ed è un passaggio fondamentale perché chi vince le elezioni ha il dovere di amministrare tutti i cittadini, non solo chi li ha votati»

«Significa aver creato una alternativa partitica, non individualistica, che è basata sui contenuti, non sugli interessi. Casamicciola è chiamata a fronteggiare situazioni difficilissime, peggiorate dalla pandemia. Avere in seno al Consiglio Comunale un gruppo che è riferimento diretto del Governo regionale, del Governo nazionale e di quello europeo garantirà un collegamento immediato con chi gestisce le risorse e fa le leggi. Ovviamente spero che presto il PD possa essere maggioranza al Comune per sfruttare al meglio questa filiera istituzionale. I cittadini di Casamicciola lo meritano. Io sarò pronto a fare la mia parte se sarò chiamato a dare una mano al paese. L’amministrazione in carica si sta distinguendo per immobilismo. Terremoto, turismo, sviluppo del paese: è tutto fermo. Se non si hanno idee e linee guida da seguire, diventa tutto causale e improduttivo».

Pascale sindaco di Lacco Ameno, per molti Davide che batte Golia. Posso chiederle che idea si è fatto del risultato delle amministrative nel Comune del Fungo?

«La vittoria di Pascale non è una sorpresa. Aveva una buona proposta programmatica, una buona squadra a sostenerlo, seguito nel paese. Ha vinto con merito ma faccio i miei complimenti anche a De Siano: aver riconosciuto la vittoria dell’avversario legittima l’amministrazione, ed è un passaggio fondamentale perché chi vince le elezioni ha il dovere di amministrare tutti i cittadini, non solo chi li ha votati».

Le elezioni a Ischia non sono così lontane: posso chiederle come vi state preparando all’appuntamento?

«Dovresti chiederlo a chi siede in consiglio comunale e a chi sta preparando le liste elettorali. Io oggi ho un ruolo diverso. È ovvio però, che nel Partito Democratico, che oggi esprime il gruppo di opposizione in Consiglio comunale, ci siano delle riflessioni in corso sulla strategia da adottare nei prossimi mesi. Ed ovviamente sarò al loro fianco nell’offrire qualsiasi contributo mi si chiederà. Bisogna spiegare bene ai cittadini quale direzione si ha intenzione di dare al paese e soprattutto far capire che serve un’alternativa al modo attuale di amministrare. Al momento mi sembra tutto fermo, senza una idea di come si vorrebbe ridare slancio alla nostra economia e alla nostra immagine. Secondo il mio avviso, manca una seria programmazione. E questo un comune come Ischia non può permetterselo».

«Il candidato a sindaco del gruppo “Per Ischia”? Si è già costituito un gruppo nutrito, nelle liste ci saranno persone con consenso elettorale ma anche competenza e passione. A mio avviso, ci sono diverse possibili candidature tutte validissime. Ovviamente io farò il tifo che sia un candidato espressione del Pd»

Chi potrebbe essere il candidato sindaco del gruppo “Per Ischia” e delle altre forze che vorranno contrapporsi all’attuale amministrazione?

«Il candidato a sindaco ovviamente nascerà dalla sintesi tra le forze politiche che si presenteranno alle elezioni. Per quanto ho potuto constatare si è già costituito un gruppo nutrito, che comporrà diverse liste nelle quali spiccheranno persone con grande consenso elettorale ma anche con grande competenza e passione, che già stanno dialogando con la società civile, con le associazioni di categoria e del mondo del lavoro. A mio avviso, tra loro ci sono diverse possibili candidature tutte validissime. Ovviamente io farò il tifo che sia un candidato espressione del Pd, ma come dicevo la candidatura é giusto che esca della sintesi e dall’accordo del gruppo».

Il Comune unico è già finito nel dimenticatoio o finché c’è vita c’è speranza?

«C’è sempre speranza quando ci sono persone che potano avanti le idee e le battaglie. Il comitato per il Comune Unico esiste ed è una realtà che attira sempre più consensi nella società civile. Probabilmente nel 2011 i tempi non erano ancora maturi, anche se la vittoria del sì fu schiacciante. Nel frattempo sono cambiate anche un po’ di cose, è stata abolita la necessità del quorum. Ci sono anche altre strade, diverse dall’unificazione amministrativa, che sono i protocolli di intesa. Io il referendum lo farei a prescindere, perché è giusto che siano gli ischitani a decidere se volere o meno il Comune Unico e chiudere una volta e per tutte questa diatriba».

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