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Giuseppe Di Maio subentra a Tina Iacono in consiglio comunale

di Francesco Castaldi

FORIO – Nonostante i fatti di cui vi abbiamo dato ampiamente conto nell’edizione di ieri del nostro quotidiano, si è regolarmente svolta la seduta del consiglio comunale di Forio i cui lavori, come da prassi oramai consolidata, hanno avuto inizio con circa un’ora di ritardo rispetto all’originaria convocazione, prevista alle ore 17,00. Nella sala delle adunanze del vecchio municipio si respirava un’aria decisamente diversa rispetto a quella dello studio del sindaco Francesco Del Deo, all’interno del quale è avvenuta la lite tra i consiglieri di maggioranza Mario Savio e Giuseppe Colella, che nel maggio di tre anni fa si presentarono alle elezioni amministrative del comune turrito rispettivamente nella lista “Rinascita culturale” della direttrice Maria Chiara Conti e nella lista civica di Vito Manzi, venendo eletti in seno al civico consesso foriano.

Il consiglio comunale, come già riferito da “Il Golfo” negli scorsi giorni, è stato convocato dall’avvocato Michele Regine per provvedere alla surroga del consigliere dimissionario Tina Iacono, che è stata dunque sostituita dall’ex assessore della giunta Del Deo Giuseppe Di Maio. Una procedura, quella della surroga dell’avvocato Iacono, che è stata resa molto meno immediata a causa degli interventi dei consiglieri della minoranza. Alla fine però, come si può agevolmente dedurre dalle immagini che vi mostriamo, l’avvocato Di Maio, dopo una lunga attesa, è subentrato nel consiglio comunale di Forio. La nomina, avvenuta ben oltre le 20 di ieri sera, è stata ratificata come previsto dalla legge dalla civica assise che, pertanto, ha potuto riprendere il proprio lavoro. Non prima, però, di ascoltare le parole del neo-consigliere, che presa la parola per la prima volta ha dichiarato: «Non mi sento affatto degradato dall’essere passato dalla carica di assessore a quella di consigliere. Spero infatti, così come fatto in precedenza dall’avvocato Tina Iacono, di poter dare il mio umile contributo alle attività che si svolgeranno in consiglio.»

Tuttavia, come detto nell’incipit del nostro racconto di questo pomeriggio foriano, le minoranze non hanno facilitato la surroga di Tina Iacono. Inoltre, durante il discorso preliminare tenuto dal presidente del consiglio comunale Michele Regine, la minoranza ha deciso di non entrare in aula in segno di protesta nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Del Deo. Assente, oltre al consigliere Grazia Parpinel, anche il consigliere Giuseppe Colella, che nello scontro avuto con Mario Savio durante la conferenza di maggioranza svoltasi lunedì pomeriggio al Green Flash ha riportato un ematoma alla testa e una distorsione alla caviglia sinistra.

Il presidente del consiglio Michele Regine, nel proprio intervento (al termine del quale ha ringraziato Tina Iacono), ha definito «oltremodo spiacevole l’episodio accaduto» e che quest’ultimo rappresenta «un danno d’immagine per l’intera comunità. Non è possibile assistere a una cosa del genere – ha proseguito Regine – e in tutta onestà non avrei mai immaginato di dover vivere così da vicino una simile vicenda, che non può che lasciarmi un senso di profonda amarezza. Lo scollamento tra alcuni membri della maggioranza è evidente, e l’episodio occorso lunedì è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.»

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L’avvocato Regine ha poi aggiunto: «Richiamo tutti i consiglieri di questo consesso alla calma, e li invito ad abbassare i toni, perché non condivido affatto che si debba ricorrere a becere chiacchiere da bottega per risolvere i problemi.» Regine ha colto inoltre l’occasione per difendere a spada tratta Francesco Del Deo e l’autonomia in cui operano i consiglieri che fanno parte dell’amministrazione: «Il sindaco – ha affermato il presidente del consiglio comunale – non è un dittatore, e non tollero affatto che si dica che i consiglieri di maggioranza siano dei burattini. Il consiglio comunale è l’organo supremo in cui vige la democrazia, e nel quale ognuno si assume le proprie responsabilità. Stiamo passando un brutto periodo – ha chiosato Regine – quindi chiedo a tutti i consiglieri di avere un atteggiamento più civile e moderato.»

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In seguito hanno preso la parola anche altri membri del civico consesso. La prima, in ordine di tempo, è stata la direttrice Maria Chiara Conti, il cui intervento è stato caratterizzato da un forte citazionismo shakespeariano. È stata poi la volta di Donatella Migliaccio che, dissociandosi dal gesto di Colella e Savio, ha chiesto scusa al popolo foriano. Più accese le considerazioni di Domenico Savio che, entrato in consiglio, ha infatti dichiarato: «La vergogna è di tutta l’amministrazione comunale, non della minoranza. Non solo i cittadini, ma anche i turisti che hanno letto i quotidiani si sono chiesti “ma dove siamo finiti?”. Il nostro paese, per colpa vostra, ha fatto una figuraccia a livello internazionale. Litigate perché al vostro interno c’è la cultura dell’arrivismo, che vi conduce a fregarvene delle esigenze della cittadinanza.»

Toni durissimi anche da parte del consigliere Stani Verde, che ha affermato: «State mortificando il consiglio comunale, avete fallito la vostra missione amministrativa. State dalla parte del popolo oppure no? Coloro che si sono dimessi lo hanno fatto perché vessati dall’amministrazione. Dovete mettere un freno al vostro andazzo. La gente non ce la fa più. Andate a casa, siete il cancro del paese.» Da un lessico più pacato ma non per questo meno incisivo è stato contraddistinto il discorso del capogruppo de “Il Volo” Vito Iacono, che ha ammesso di provare «imbarazzo e vergogna per quanto accaduto. Chiedo scusa al paese e ai miei figli per questa deludente stagione amministrativa. Dovremmo essere qui per discutere dei problemi del paese. E invece, stiamo parlando di una vicenda che ha profanato la casa comunale. Pur non entrando nel merito della questione, credo che tutti i presenti, incluso il sottoscritto, debbano fare ammenda.» Sulla scia delle altre quote rosa si è posta anche Gianna Galasso, che ha concluso il proprio intervento asserendo che, per il bene del paese, è necessario placare gli animi.

Telegrafico, infine, il commento del sindaco Del Deo, che si è limitato a sottolineare la gravità del fatto, «che merita la censura». Il primo cittadino ha poi auspicato che tra i due possa esserci quanto prima un doveroso chiarimento. L’ultimo intervento, infine, è stato quello dell’avvocato Nicola Nicolella, che ha detto: «Stimo l’avvocato Di Maio, ma non capisco il perché della sua nuova carica. Se egli fosse rimasto assessore, infatti, il nuovo consigliere sarebbe stato Leonardo D’Abundo, un personaggio notoriamente inviso all’amministrazione. Mi astengo dal fare commenti sulla lite tra Colella e Savio. Non mi meraviglierebbe – ha concluso Nicolella – se nei prossimi giorni qualche altro consigliere si dimettesse.»

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