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CRONACAPRIMO PIANO

Graziano Mattera “dominus” dello spaccio, la genesi dell’indagine dell’Arma

A dare un’accelerazione decisiva l’arresto di Agostino Iacono, avvenuto nel settembre dello scorso anno, con lo stesso che fu trovato in possesso di ben due chili di marijuana: l’uomo indicò proprio nel Mattera il fornitore della sostanza stupefacente

Si svolgerà questa mattina dinanzi al gip l’interrogatorio di garanzia di Graziano Mattera e Vincenzo Iafulli, entrambi finiti nel carcere di Poggioreale dopo essere stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare al termine di un’indagine che sull’isola è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione. Sarà presente anche l’avvocato Zollo, difensore di fiducia di entrambi gli indagati che sono rimasti coinvolti in una vicenda legata al traffico di sostanze stupefacenti e che ha portato anche al sequestro di beni per un valore di circa 120.000 euro, ritenuto provento dell’illecita attività di spaccio. Per la cronaca nell’inchiesta c’è anche una terza persona indagata, per la quale però il gip non ha inteso emettere alcuna misura cautelare essendo le accuse decisamente più lievi rispetto agli addebiti mossi a Mattera e Iafulli.

Intanto dall’ordinanza di custodia cautelare emergono nuovi dettagli e particolari relativi alla genesi dell’indagine che di fatto prende il via nel settembre dello scorso anno quando a Ischia viene tratto in arresto Agostino Iacono, trovato in possesso di ben due chilogrammi di marijuana suddivisa in tredici sacchetti termosaldati. Lo Iacono fin da subito rendeva dichiarazioni spontanee, ammetteva le proprie responsabilità ed indicava il fornitore dello stupefacente detenuto in Graziano Mattera, spiegando di essere in debito con lo stesso per una pregressa fornitura di droga. Ma non è tutto perché l’arrestato aggiungeva che il Mattera era soggetto che stabilmente spacciava sostanza stupefacente anche di tipo cocaina, occultata nei pressi delle scale della sua abitazione.

I successivi riscontri compiuti dai carabinieri di Ischia hanno portato poi ad una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno confermato come l’ischitano acquistasse in terraferma la droga da tale Vincenzo Iafulli, pure finito dietro le sbarre

Agostino Iacono confermava tali dichiarazioni anche nel corso dell’interrogatorio di garanzia ma tra l’altro gli investigatori avevano avuto modo di appurare che diceva la verità dal momento che veniva rinvenuto nel luogo suggerito un barattolo con all’interno tre dosi di cocaina. In quel momento iniziano intercettazioni telefoniche e ambientali a carico del Mattera ma anche di altri soggetti che saranno poi coinvolti in altri fatti di cronaca. Quando poi viene arrestato Michele Conte, di recente tornato in libertà dopo essersi visto ridurre la pena dalla Corte di Appello, il quadro emerge in maniera ancor più chiara perché anche lo stesso riferisce ai carabinieri che un quantitativo enorme di droga era nella sua disponibilità perché ne faceva da “custode” proprio per conto del proprietario ossia Graziano Mattera.

E a questo punto ogni tassello comincia ad andare al suo posto al punto che il gip scrive: “Emergeva la concreta possibilità di come il Mattera, soggetto conosciuto alle forze dell’ordine locali per medesime pregresse attività illecite, potesse essere al centro di un traffico continuativo di sostanze stupefacenti. Le disposte attività tecniche, intercettazioni ambientali e telefoniche innanzi indicate, fornivano il suggello a tale quadro indiziario già di per sé significativo. Ed invero la lettura integrale delle conversazioni poste a base delle singole contestazioni forniva la prova di come il Mattera aveva un ruolo attivo sull’isola nel rifornire singoli acquirenti e/o pusher di sostanza stupefacente di varia tipologia”. Non solo, viene precisato come “dalle risultanze delle intercettazioni disposte e dalle stesse operazioni di pg poste in essere nei confronti di Iacono Agostino, Conte Michele e Di Costanzo Giovan Battista emergeva come tale attività era particolarmente significativa e remunerativa ed aveva a oggetto quantitativi, di certo non indifferenti, di sostanza stupefacente “piazzata” dal Mattera sul territorio isolano”.

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Questa mattina l’interrogatorio di garanzia dei due indagati alla presenza del legale di fiducia, avvocato Zollo

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Poi il dettaglio che di fatto ha coinvolto nell’indagine prima e spedito in carcere poi il secondo soggetto indagato: “Emergeva come il Mattera si riforniva della sostanza da spacciare poi sull’isola presso un soggetto operativo su Napoli nei pressi di un garage sito a Porta Capuana ed identificato dalla Pg in Iafulli Vincenzo alias Bonsacco presso cui più volte si era recato per prelevare sostanza stupefacente da importare poi sull’isola d’Ischia per la successiva commercializzazione”.

Poi nell’ordinanza si arriva a una serie di considerazioni che sicuramente hanno pesato molto nella valutazione di spedire a Poggioreale Graziano Mattera: “Può dirsi che l’insieme delle risultanze investigative, così come sinteticamente evidenziate e costituite non solo dall’attività di ascolto ma anche da riscontri effettuati dalla pg (…. omissis) evidenziava un quadro molto articolato nel quale il Mattera organizzava e gestiva il traffico di stupefacenti sull’isola d’Ischia. In particolare emergeva una vasta rete di acquirenti, consumatori e/o piccoli pusher che si rifornivano assiduamente dal Mattera e la collaborazione di soggetti utilizzati per custodire la sostanza stupefacente”. Un soggetto molto scaltro, Graziano Mattera, che come ricorda il gip aveva saputo adeguare e modificare la sua attività anche a seguito degli arresti perpetrati dalle forze dell’ordine. Che ne hanno mutato il modus agendi ma non lo hanno mai frenato, quasi pensasse di riuscire sempre a farla franca. Evidentemente aveva fatto male i conti.

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