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I nuovi alberi di via Sogliuzzo non salvano il parco pubblico dal degrado. Quando Ischia ed i suoi alberghi reclamizzavano i nostri pini

C’ ERANO UNA VOLTA LE PINETE CON GLI OLTRE MILLE PINI SVETTANTI NEL CIELO AZZURRO DELLA NOSTRA BELLA ISOLA / REGGONO IL “CAPPELLO VERDE” LE PINETE DI FIAIANO E DEL CASTIGLIONE / I nostri pini malati ridotti di numero, non arrivano a poche centinaia compresi quelli della ex pineta Mazzella. C’ è però l’allarme della presenza minacciosa di un nuovo parassita killer che lo scorso anno ha provocato “vittime” tra i pini di Posillipo a Napoli, si chiama Cocciniuglia Toumevella Parvicomis. E’ un piccolo insetto che potrebbe arrivare anche sulla nostra isola. Superficie boscata nei diversi comuni: Barano 206 ha, pari al 27%, Casamicciola Terme 227 ha, pari al 29%, Forio 124 ha, pari al 15%, Ischia 132 ha, pari al 16%, Lacco Ameno 25 ha, pari al 3%, Serrara Fontana 82 ha, pari al 10%. Le pinete costiere di Ischia si estendono per circa 24 ettari. Esse si estendono per una fascia che va dal Porto fino all’area di Punta Molino, articolandosi lungo i principali assi viari che collegano il centro storico con le aree periferiche.

Da quando persiste la poca cura e rimangono evidenti ancora i segni dannosi della storica marchalina ellenica, il primo parassita in negativo che ha generato la malattia, determinando nel corso dell’ultimo ventennio, l’insecchimento e quindi la morte e il conseguente abbattimento della maggior parte dei pini colpiti, Ischia da un po’ di anni patisce seriamente il problema delle sue pinete non più accoglienti come negli anni passati.

ALBERGO DEI PINI ANNI '50 PINETA DI ISCHIA
ALBERGO DEI PINI ANNI ’50 PINETA DI ISCHIA

Fatti sparire i gabbioni con gli uccelli, nell’ambito della cultura dell’ornitologia a cura dell’ ornitologo cav. Antonio Schiano che in pineta ne assicurava l’assistenza e la cura; ed eliminato il laghetto con le papere dal vivo, attrazione allegra e gradita di bambini e mamme nelle ore di apertura al pubblico, collocando al loro posto, snaturandolo, paperoni finti di plastica e legno ed altri giochini da… Edelandia, dicevamo: di fronte a “cambiamenti” di tal genere e senso dell’abbandono, si è fatto decisamente non uno, ma due, tre passi indietro nella gestione di un patrimoni di inestimabile valore ambientale sul territorio nel cuore del paese, al quale si continua a negare irresponsabilmente l’attenzione che merita. Parliamo di quello che avrebbe dovuto essere il parco naturale pubblico di Ischia centro , ma che da un po di tempo a questa parte lo è sempre di meno.

ANNI '60 LA GRANDE E FOLTA PINETA DI VIA EDGARDO CORTESE
ANNI ’60 LA GRANDE E FOLTA PINETA DI VIA EDGARDO CORTESE

In ogni modo… parere a parte, allo stato attuale, va detto che le pinete, quelle almeno che gravitano sul territorio del Comune Capoluogo, oggi rappresentano il volto dimesso di un paese che è, per risollevarsi, alla ricerca di una sua nuova identità, avvalendosi, tra l’ altro, del programma ambizioso della “Bella Ischia” che il sindaco Enzo Ferrandino ha sempre in animo di portare avanti, superando, se vi riesce, strada facendo, tutti gli ostacoli che gli si frappongono, anche se di strada fin’ ora ne ha già percorso tanta senza ancora raccogliere i risultati spersati, Se le pinete negli anni ‘80 sono state per un sindaco del passato, Enzo Mazzella, dopo il colpo di mano del clamoroso esproprio pubblico, il fiore all’occhiello della propria azione amministrativa, non lo è stato invece per i sindaci di Ischia degli ultimi 20 anni ed ancor meno non lo è per l’ultimo sindaco in carica.

GLI ANTICHI PINI DEL VECCHIO CIMITERO DI S. ANNA
GLI ANTICHI PINI DEL VECCHIO CIMITERO DI S. ANNA

In realtà l’ attuazione e il successo. se di successo si può parlare, del Progetto la “Bella Ischia” del sindaco Enzo Ferrandino passa anche per la obligatoria cura e rilancio delle pinete che appaiono fra le priorità da mettere in conto nella lista dei vari ed onerosi impegni a poco tempo dall’inizio della muova stagione turistica 2021 già alle porte. In pratica, non si può fa finta che il problema pinete abbandonate e se stesse non esiste. l’Amministrazione comunale dal nuovo volto per l’ ingresso della Minoranza di Gianluca Trani nel gruppo di Maggioranza . in questo momento difficile del paese per i danni che sta seminando la terribile Pandomia a Ischia, nella nostra Regione, in Italia e nel Mondo, con le attenuanti del caso, è chiamatalo stesso ad affrontare il problema delle pinete che stanno soffrendo di uno stato di incuria ingiustificabile.

IL POSTER DELL'ANTICO ALBERGO LA FLORIDIANA DI ISCHIA CHE RECLAMIZZAVA LA PINETA
IL POSTER DELL’ANTICO ALBERGO LA FLORIDIANA DI ISCHIA CHE RECLAMIZZAVA LA PINETA

In sostanza. con una Amministrazione comunale oggi più forte, è possibile ridare alle pinete di Ischia, scampate per ora al pericolo d’estinzione, il decoro naturale ed ambientale perduto con interventi mirati nella continua manutenzione e sorveglianza del Parco Pubblico ove non molti anni fa eccelleva per cura, presenza di addestrati “pinetini” e attrattive ornitologiche che purtroppo oggi non vi sono più. E innegabile che le pinete ad Ischia rappresentano un patrimonio pubblico di grande rilevanza, ma la loro acquisizione alla comunità è costata, e continua a costare un’ira di Dio; c’ è un Villari che si batte ancora in via giudiziaria per incassare gli interessi su di una quota non pagatagli nei temi stabiliti. L’esproprio, voluto essenzialmente dall’amministrazione presieduta da Enzo Mazzella, avvenuto oltre 40 anni fa, economicamente è da considerare ancora una pratica aperta. si parlava di miliardi, ora si continua a parlare, ma di milioni.

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ISCHIA CON I SUOI PINI
ISCHIA CON I SUOI PINI

Allora in lire, oggi in euro. Il costo di quelle pietre laviche, certamente suggestive, invece di essere paragonate a terreno agricolo, magari edificabile, visto che all’epoca era ancora possibile, sono state paragonate ad una miniera d’oro. Il loro valore, è stato riconosciuto addirittura in quattrocentomila lire a metro quadro. Per i proprietari, la famiglia Villari, un vero Eldorado, visto che prima era solo un bene che produceva passività e dopo solo ricchezza. Nel tempo questa spesa incredibilmente alta, è stata assorbita prima da un dissesto comunale e quindi inglobata nella massa debitoria e poi, per alta parte pagata per accordo fra le parti. Nell’amministrazione Telese, quella di Luigi, si riuscì a trattare con quattro delle cinque parti aventi diritti. L’unico che non volle saperne, fu il dott Enrico Villari, che ha portato avanti un’azione legale. Causa vinta nei vari giudizi e, ultimamente con sentenza che prevede il pagamento da inserire nel bilancio comunale e non nei debiti fuori bilancio.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail,com

info@ischiamondoblog.com

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