LE OPINIONI

IL COMMENTO Cultura, c’è capitale e capitale

DI LUIGI DELLA MONICA

Una frase di razzismo calcistico è stata destinata ai tifosi napoletani ospiti dello stadio bergamasco per la partita Atalanta-Napoli, che è finita con la vittoria degli azzurri sui lombardi. Non posso parteggiare, per non offendere la fede sportiva dei lettori, per il Napoli o per l’Atalanta, anche se devo dire che se tifassi per quest’ultima sarebbe difficile comprendere la mia psiche. L’unico partito a cui mi sento di appartenere con orgoglio è quello della cultura. La cultura partenopea che mi consente di adottare la parola “fra” (fratello) alla persona di pelle scura proveniente dall’Africa, al cinese, al portoricano, al messicano ed allo statunitense, ma anche all’ucraino ed al russo. Un senso di accoglienza che alberga nel Sud Tirreno da circa 3000 anni, avendo offerto ospitalità ai coloni greci provenienti dalla Calcide, che fondarono Cuma e Pytechussai.

Quella che mi ha consentito di godere della capitale italiana della cultura sulla vicina isola di Procida 2022 e quella che mi porterà a Bergamo-Brescia 2023… Sì avete capito bene. Procida, situata in provincia di Napoli, la stessa città dei colerosi contrapposti all’Atalanta, dovrà passare il 31.12.2022 il testimone proprio a Bergamo. Non sarebbe il caso nelle celebrazioni, nelle cerimonie e nei seminari che si susseguiranno sull’isola di Arturo per tutto quest’anno, fare un riferimento a questi episodi di ignoranza che non abbandonano l’Italia, forse da circa 150 anni? Non sarebbe il caso di intitolare un evento all’assurdo caso di una ipotetica revoca del concorso che ha assegnato la capitale di cultura a Bergamo per questi episodi di tifo scomposto, ignorante e razzista. Io non voglio scadere nello stesso qualunquismo di chi si macchia di queste figuracce, ma vogliamo finalmente praticare una autopsia di questi fenomeni? Davvero questi eventi sono imputabili soltanto a persone di basso profilo socio-culturale, ma alla fine qualche volta ci accorgiamo che i ceti di provenienza dei responsabili di questi atti non sono proprio tanto bassi, oppure i c.d. “ceti alti” di queste città non si stracciano le vesti per sconfessarli.

Il sindaco Giorgio Gori, forse perchè ha rivestito ruoli societari importanti nei media nazionali, ha fatto presto a prendere le distanze dai pochi concittadini maleducati e, per questo merita ringraziamento. Ma cosa possiamo fare una volta e per sempre per elidere in radice questo cancro della disomogeneità fra Nord e Sud? Ci si danna per il raggiungimento della parità di genere, che esiste solo sulla carta, perchè la società non è disponibile a tollerare ed includere il genitore lavoratore, ma non si parla mai della parità culturale geografica. Stiamo approdando al riconoscimento costituzionale della insularità, ma non credete che sia il caso di garantire maggiore protezione ai giovani del Sud che devono approdare alle prime esperienze di studi universitari e\o lavorative con il marchio sociale di terroni? Forse che qualcuno non si è mai imbattuto in questo handicap che spesso ha impedito di fittare un appartamento nella pianura padana? Non è questo un ostacolo di ordine sociale, una condizione personale ostativa a godere della parità di diritti con i cittadini del Nord, che la Repubblica Italiana dovrebbe rimuovere (art.3 comma II Cost)?

Non è il caso di tomizzare questa ignoranza tutta europea, perchè non crediate che i cugini francesi siano digiuni a queste pratiche: il film cult “Benvenuti al Sud” del 2010 è la parodia inversa del divario culturale fra il Nord agreste ed il Sud opulento della Francia; ancora pensate alle discriminazioni fra svizzeri bernesi e svizzeri del grigioni, per intenderci quelli di Heidy, oppure a quelli ticinesi; fra tedeschi bavaresi e berlinesi; fra gallesi ed inglesi… L’impero romano è stato un modello di Governo vincente ed insuperabile per la sua intrinseca tolleranza di tutti i popoli e tutte le culture, le religioni sotto un unico dominio politico dell’Urbe. Neapolis e quindi le sue isole sono state una culla di civiltà millenaria, che hanno accompagnato la transizione dal mondo greco a quello romano e sino agli aragonesi ed I borboni. In questa cornice e proprio nella capitale della cultura 2022 bisogna pore un punto fermo per abiurare il pregiudizio culuturale fra terroni e padani.

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Bisogna organizzare un evento per interrogare a viso aperto i presunti razzisti delle motivazioni razionali e recondite delle loro idée malsane, ma nello stesso tempo metterli a confronto con i veri terroni, quelli originali, per capire viso a viso che cosa gli passa per la testa: diceva Totò: “la fuligine, l’acqua sporca”… Certamente proporrei una sanzione molto drastica: alla prossima frase pubblica, ovvero divulgata durante un evento mediatico, sportivo, musicale o culturale, chiederei al comitato concorsuale di revocare la dichiarazione di capitale della cultura 2023! Devo dire con molto compiacimento che visitando Matera, la quale è stata capitale europea 2019, patrimonio dell’UNESCO, a cui Ischia aspira ardentemente, i tempi in cui Amintore Fanfani la definiva “vergogna d’Italia”, sono ormai storia passata. Nei sassi, vale a dire nel nulla, hanno creato un patrimonio culturale, artistico, una umanità, una attrattiva verso il forestiero davvero unica al Mondo. Una nota di demerito per Ischia: quando Fanfani negli anni’50 si produceva in quella frase macigno, in mezzo ai sassi, Matera che oggi è patrimonio dell’UNESCO ha strappato gli APE calessino che il cavalier Piaggio si è sforzato di disegnare e pensare proprio per Ischia ed il suo miracolo turistico!

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Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori

Se qualcuno ha figli piccoli ed ha visto il capolavoro della Disney “Luca”, potrà capire come ci immaginano gli stranieri: spaghetti, pizza, mandolino e vespa piaggio ed Ischia per l’APE calessino, mentre Capri per I taxi decappottabili, ma qui non sono spariti. Non intendo fare pubblicità occulta, il giornale mi perdonerà, ma sancire che la capitale della cultura mondiale permanente, che a mio sommesso avviso è l’Italia intera, non può permettersi di assistere a fenomeni di razzismo subculturale, perchè questo, mi duole dirlo, può generare anche fenomeni malavitosi. È agevole ricordare che la mafia è stata una risposta profondamente errata alla mancanza di comunicazione di un nuovo Stato, quello sabaudo, che non sapeva imporsi con il dialogo, ma con la repressione coercitiva ed acritica ad una Entità svincolata dalle necessità del popolo meridionale.

Il Sud, il Mezzogiorno è potenzialmente più ricco di benessere e di fonti energetiche pulite ed inesauribili del Nord industrializzato ed opulento, in un epoca dove il solare, l’eolico, il talassico, il geotermico faranno la differenza rispetto al nucleare ed agli idrocarburi. Pertanto, Procida capitale della cultura 2022 dovrà drasticamente rivendicare il suo ruolo storico per segnare uno spartiacque fra il razzismo Nord-Sud ed il rilancio di una fratellanza italiana, idonea ad abiurare le divisioni e le discriminazioni non solo insulari, ma anche derivanti dall’origine meridionale dei cittadini. Se Bergamo non è pronta a questo cambio di passo, allora la sua designazione a capitale della cultura 2023 dovrà decadere.

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