LE OPINIONI

IL COMMENTO Dalla scuola alberghiera un appello a fare sistema

Da un po’ di tempo traiamo motivi di soddisfazione e di speranza dalla partecipazione ad eventi organizzati dalla scuola isolana. Non nascondiamo che, in passato, destava perplessità e preoccupazione proprio una certa “impermeabilità” della scuola isolana, il suo rinchiudersi in una “torre d’avorio” dove certo veniva curata l’istruzione ma – a nostro avviso – non altrettanto l’integrazione tra istituzione scolastica ed altre istituzioni, così come non ci si preoccupava di raccordarsi con le altre espressioni della società civile. Ma, negli ultimi tempi, una serie di iniziative di apertura alla società (dal teatro alla musica, allo sport, al turismo, alla storia e tradizioni locali) hanno decisamente riposizionato la scuola mettendola al centro del fermento educativo e di convivenza dell’isola. Da ultimo, l’IPS Vincenzo Telese d’Ischia, con la creazione di un centro Studi sul Turismo (2018), ottimamente diretto dalla professoressa Maria Messina, e la pubblicazione di un’Analisi dei flussi turistici per il Destination Management e di comparazione dell’andamento turistico tra Campi Flegrei ed Ischia, si è particolarmente distinto. Va dato atto ai Presidi delle scuole ischitane di essere stati capaci di traghettare gli studenti, attraverso un periodo difficilissimo di pandemia, ad una fase evolutiva e moderna di scuola “a tutto tondo”.

Quest’ultima definizione non è mia, è l’espressione usata dal Sindaco Enzo Ferrandino nel suo intervento nella giornata di presentazione del lavoro di ricerca svolto dagli studenti dell’Alberghiero. C’è da sperare che l’appello elevatosi da questa scuola sulla necessità di partire dalla raccolta dei dati per programmare il futuro, l’appello a fare sistema tra istituzioni pubbliche e private, l’appello a prendere coscienza dell’omogeneità storico,culturale e geologico dell’isola d’Ischia e Procida con tutta l’area flegrea, l’appello infine del prof. di Economia Aziendale Mauro Sciarelli, della Federico II di Napoli, ad avere una visione strategica e scientifica del turismo, divengano patrimonio degli amministratori pubblici e degli imprenditori privati. Certo, non basta la presenza di un Sindaco e del Presidente di Federalberghi Ischia a legittimare la speranza di una svolta della nostra classe dirigente e difatti non erano molti, tra amministratori e imprenditori, ad essere presenti giovedì all’IPS di Ischia. Però, dobbiamo con onestà riconoscere che una forma di collaborazione, sia pure lentamente, si va instaurando. Fatto molto significativo è stato anche il collegamento on line con l’Assessora alla Cultura del Comune di Pozzuoli, Stefania De Fraia, avvocato con Master in Sviluppo Locale e che, a livello professionale è specializzata in tema di Politiche Comunitarie e reperimento fondi. Come risulta eccellente l’idea di assegnare il lavoro di ricerca, oltre che all’Istituto Professionale Alberghiero d’Ischia anche all’IPSEOA “G.Rossini” di Napoli, la cui Preside è Giuliana D’Avino che aveva preceduto il prof. Sironi alla guida dell’IPS di Ischia. Con grande entusiasmo e convinzione pertanto la professoressa Adelaide Gramigna e la professoressa Antonella Salzano de Luna per il Rossini di Napoli e Maria Messina (coadiuvata da Rosa Ferrandino) per l’IPS di Ischia hanno presentato il libro di Ricerca edito a cura del Centro Studi sul Turismo V. Telese. Ovviamente è stato evidenziato come le due aree turistiche ( isola d’Ischia e Comuni dell’area flegrea in terraferma) pur avendo in comune molte peculiarità ( dal vulcanesimo al termalismo) hanno avuto, dagli anni 50 ad oggi, percorsi e storie turistiche molto diverse: Ischia è turisticamente una località matura, con tutte le problematiche di una crescita esponenziale alquanto incontrollata e disordinata, mentre Comuni come Bacoli e Pozzuoli, rimangono ancora inespressi rispetto alle loro potenzialità. Ma anche se con percorsi a velocità differenziata, entrambe risultano, dall’analisi condotta, non ancora soggetti attivi e consapevoli di un moderno Destination Mangement.

I dati raccolti ed esaminati provengono da tre fonti: l’Ufficio Statistico dell’Agenzia Regionale del Turismo, dall’Associazione Albergatori di Ischia e da Federalberghi Campi Flegrei. Non ingannino i numeri fortemente sbilanciati, nella ricettività alberghiera, tra i Comuni di Bacoli e Pozzuoli e quelli di Ischia: Bacoli ha 8 alberghi, 152 camere, 292 posti letto; Pozzuoli 25 alberghi, 601 camere e 1.160 posti letto; l’isola d’Ischia ha 283 alberghi da 1 a 5 stelle per 21.989 posti letto. L’isola d’Ischia registra nel 2019 un totale di arrivi (tra italiani e stranieri) di 584.776 unità e di 3.401.650 presenze, mentre Pozzuoli, nel 2019, ha registrato un totale di 104.749 arrivi per 221.565 presenze e Bacoli un totale di 9.994 arrivi per 23.360 presenze. Poi, ovviamente, ci sono gli esercizi extralberghieri. Per quanto riguarda la nostra isola ( sempre riferendoci al 2019 e saltando il periodo critico della pandemia) registriamo che i tedeschi rappresentano ancora la componente di gran lunga prevalente con 50.089 arrivi, al secondo posto il Regno Unito con 17.269 arrivi, al terzo posto la Russia con 13.764 arrivi, al quarto gli americani con 13.421 . La Francia è al quinto posto per arrivi (13.063) ma è quarta per presenze (58.549) e gli americani, pur essendo quarti per arrivi, sono solo al sesto posto per presenze (47.046). Dunque il turismo francese ha una media permanenza di 4,5 giorni mentre il turismo americano si assesta ad una media di 3,5 giorni. Dicevamo che non dobbiamo farci ingannare dallo sbilanciamento tra i numeri che registra Ischia e quelli che registra l’area flegrea. Potremmo commettere l’errore di ritenere inesistenti le affinità tra le due aree, quando così non è (a dimostrarlo, in primis, è la storia antica, dai primi insediamenti greci di Pihtecusa e Cuma alle Terme nel periodo romano). Anzi, dovremmo positivamente considerare che, a differenza dell’esasperata tendenza ischitana all’individualismo imprenditoriale e al municipalismo e campanilismo nel settore amministrativo pubblico, gli albergatori dell’area flegrea hanno già fondato la Rete “Campi Flegrei Active”, allo scopo di aggregare, promuovere e coordinare lo sviluppo turistico dell’intera area, tramite il Destination Mangement. Quindi, in questo senso, sono più avanti di noi. Ovviamente, la Ricerca dei giovani studenti è precedente allo scoppio della guerra in Ucraina, per cui non vi è accenno alle possibili conseguenze con un cambio dello scenario mondiale della domanda turistica e, per certi versi, anche dell’offerta turistica relativa ai Paesi maggiormente coinvolti nell’area critica. Bisognerà tener conto che la guerra, che si va incrudendo giorno per giorno e che si prospetta molto più lunga delle previsioni e che potrebbe sciaguratamente allargarsi ad altre aree, probabilmente causerà un corto circuito nella globalizzazione dell’economia con la possibile creazione di un mondo diviso per aree geopolitiche ed ideologiche (da una parte le grandi autocrazie e dall’altra le democrazie occidentali). E allora tanto più il Destination Management sarà necessario per orientarsi nella complessità del quadro mondiale attuale.

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